Corbo: "ADL è preoccupato! Conte? Mai autocritico, ma è anche la sua forza"
Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “De Laurentiis osserva tutto, sa tutto e si arrabbia quando le cose non vanno bene. Il suo non è un silenzio passivo, ma contemplativo e allo stesso tempo preoccupato. I risultati non sono stati brillanti e soprattutto l’esclusione dalla Champions è stata molto traumatica. In questi prossimi turni si decide il futuro del Napoli: se non arriva la qualificazione in Champions, significa iniziare mercato e stagione con 60-70 milioni in meno. Sarebbe un problema serio, enorme”.
Questo silenzio del presidente, unito anche a quello di Conte, alimenta voci sul futuro dell’allenatore. Qual è la tua sensazione?
“Do un parere personale, non fondato su certezze: io credo che Conte sia un po’ stanco. Stanco di non vincere. Lui è uno che vive di vittorie: come noi al mattino prendiamo il caffè, lui prende le vittorie. Quando mancano, comincia a soffrire”.
Secondo te Conte è consapevole di aver avuto anche lui delle responsabilità in questa stagione?
“No. Conte non è mai autocritico, né in Italia né all’estero. È fatto così: non si considera mai parte delle sconfitte, ma sempre all’apice delle vittorie. Questa è stata anche la sua forza. Lui tende a sentirsi più vittima delle circostanze che corresponsabile degli insuccessi”.
Alla luce di questo, che prospettive immagini per la panchina del Napoli la prossima estate?
“Vedo due strade. Se il Napoli si qualifica per la Champions, nonostante il contratto ancora in essere, credo che possa esserci una volontà reciproca di continuare: da parte del presidente e da parte di Conte. Se invece la stagione dovesse chiudersi senza Champions, senza quei 60-70 milioni e senza grandi giocatori da sacrificare sul mercato per finanziare nuovi acquisti, allora davanti a uno scenario così complicato potrebbe prevalere l’idea di un cordiale divorzio. Sarebbe un addio riconoscente, dopo un biennio importante per entrambi”.
Ti chiedo anche del centro sportivo: si parla dell’ipotesi Monteruscello. Ci sono novità?
“È un’ipotesi rilanciata dai colleghi della zona flegrea, che rispetto. Non posso confermare né smentire. Però dico una cosa in modo netto: se il Napoli non va in Champions e non incassa quei 60-70 milioni, tutto diventa più difficile. In uno scenario così incerto, anche i grandi progetti rischiano di rallentare”.
Ultima domanda sugli infortuni: Anguissa è pronto a tornare, così come McTominay e De Bruyne. C’è stato però molto mistero.
“È un terreno scivoloso, perché c’è la privacy. Un calciatore è un’azienda e dire che quell’azienda ha problemi può diventare un problema. Però una cosa va detta: bisogna capire cosa è successo. Se non individui la causa, gli infortuni si ripeteranno. Le ipotesi sono tre: fattori astratti come il caso o il clima; una preparazione troppo pesante; oppure tempi e modalità di recupero non ottimali. Bisogna capire dove nasce il problema, nella genesi dell’infortunio o nella convalescenza, per evitare che questa emergenza diventi cronica”.
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