Bargiggia: "Conte ha grosse responsabilità! Acquisti avallati da lui e subito bocciati"
Paolo Bargiggia, giornalista, esperto di mercato, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Come si può valutare il mercato degli azzurri, considerando le difficoltà legate al saldo zero?
"Sono onesto, sono abbastanza perplesso sul mercato del Napoli, non solo su quello attuale ma anche sugli ultimi tre: quello post Scudetto, quello del primo anno di Conte, quello di quest’estate e, in piccolo, anche questo di gennaio, con tutte le limitazioni del caso. Limitazioni che sono figlie di uno sbilancio tra costi e ricavi. In questi anni sono stati spesi tantissimi soldi, ma alla fine quanti veri titolari sono stati presi? Pochi, troppo pochi".
Eppure gli investimenti sono stati importanti.
"Parliamo di circa 100 milioni dopo lo Scudetto, 150 nel primo anno di Conte e forse 200 quest’estate. È vero che ci sono state cessioni, ma i titolari veri sono stati pochissimi. McTominay, Lukaku – che si è infortunato – Neres, anche lui infortunato. Hojlund è arrivato all’ultimo giorno di mercato a 50 milioni per sostituire Lukaku. Si è vista la generosità di De Laurentiis, questo sì, ma non è stato un mercato fatto bene".
Come giudichi invece le operazioni di gennaio, con Alisson Santos e Giovane?
"Secondo me è una prova contraria: sono state prese delle riserve per sostituire altre riserve. Teoricamente Giovane sostituisce Lucca e Alisson Santos sostituisce Lang, ma li sostituiscono come alternative, non come miglioramenti reali. Inoltre non credo che il loro valore complessivo sia superiore. Forse si è avuta troppa fretta nel bruciare alcuni acquisti estivi, ma ormai è acqua passata".
Questo mercato potrebbe però aiutare in vista dell’estate?
"Potenzialmente sì. A gennaio il Napoli aveva il vincolo del bilanciamento costi-ricavi e ha fatto cessioni quasi tutte in prestito: 2 milioni per Lucca, 2 per Lang, 1 per Anguissa. Però ha speso circa 20 milioni per Giovane e ha fatto un prestito oneroso per Alisson Santos con riscatto a 16,5. Se riscatti entrambi, sono altri 40 milioni: non sono pochi soldi".
Il Napoli ha fatto investimenti importanti, ma alcuni giocatori sembrano finiti subito ai margini.
"È vero, il Napoli ha fatto un mercato importante, non solo quest’estate. Alcuni giocatori sono stati ceduti forse troppo presto, altri invece, come Beukema, oggi sono diventati addirittura il sesto difensore. Eppure era stato voluto fortemente in estate, indicato come primo nome, pagato oltre 30 milioni di euro e non è nemmeno un giovanissimo, visto che va per i 28 anni".
Quanto pesa, secondo te, il lavoro di Conte in queste scelte?
"Serve onestà intellettuale per individuare nel lavoro di Conte delle grosse responsabilità. Nessuno può raccontare che il mercato di queste due stagioni non sia stato avallato da lui: quasi tutte le scelte, forse escluso De Bruyne, sono passate dal suo ok. Poi però molti giocatori vengono bocciati in pochissimo tempo e scendono subito nelle gerarchie".
Non è possibile però che siano tutti scarsi.
"Infatti no, assolutamente. È molto più probabile che l’allenatore abbia limiti di integralismo, di pazienza e di gestione, e che così abbia bruciato non solo i giocatori ma anche investimenti finanziari pesantissimi. Negli ultimi due anni il Napoli ha speso circa 350 milioni e poi è paradossale vedere che sia una delle squadre che fa meno cambi in Serie A".
Eppure emergono giocatori come Antonio Vergara.
"È un altro paradosso. Vergara, cresciuto nel settore giovanile del Napoli, oggi riesce persino a spostare gli equilibri, ma è sbocciato solo dopo una serie impressionante di infortuni. Se non ci fosse stata questa strage, probabilmente non avrebbe avuto spazio. Questo apre un tema enorme: il settore giovanile del Napoli è stato trascurato per anni".
Quindi l’esplosione di Vergara è anche una sconfitta della programmazione?
"Sì, è la sconfitta di una politica miope. Bastava un po’ più di attenzione, inserirli nelle rotazioni e avere fiducia. Se non ci fossero stati tutti quegli infortuni, Vergara avrebbe probabilmente fatto la fine di altri giovani. E poi ci vuole coraggio nel criticare anche chi gode di ottima stampa come Conte, perché gli errori sono evidenti".
Quanto incidono allora le scelte fisiche e l’uso limitato delle rotazioni?
"Tantissimo. Conte fa giocare sempre gli stessi, stressa la squadra e poi si lamenta degli infortuni, che spesso sono muscolari. Se fai un mercato da 350 milioni in due stagioni non puoi dire che ti mancano alternative: il problema è che lui non ama usarle. Oggi il calcio è cambiato, anche con le cinque sostituzioni, ma Conte giocherebbe sempre con gli stessi undici".
C’è chi parla di “processo a Conte.
"Qui non si fanno processi, si fanno analisi. È giusto valutare sia le cose positive che quelle negative. Anche De Laurentiis probabilmente pensa molte delle cose che stiamo dicendo, ma è intelligente e sa che ora non può far saltare il banco: l’obiettivo minimo resta la Champions League".
E sulla corsa Scudetto?
"Vedo l’Inter molto favorita, non solo per la classifica. È vero però che il Napoli, dopo il momento di massima crisi e la sconfitta di Bologna, ha saputo rialzarsi in modo sorprendente. Conte ha avuto un momento di forte tensione, poi la squadra è ripartita".
È giusto criticare Conte anche alla luce del suo passato europeo?
"Certo che sì. Conte ha un record negativo nelle coppe europee e ha già vissuto due eliminazioni con squadre campioni d’Italia, una con la Juventus e una con questo Napoli. Non vedo perché non si possa analizzare e criticare anche lui: viene criticato chiunque, non vedo perché Conte debba essere intoccabile".
Quanto sarà decisiva la qualificazione in Champions League?
"È fondamentale. Se non vai in Champions ti ritrovi con una squadra logora, con molti titolari oltre i 30 anni, perché con Conte si è provato a fare un instant team. A quel punto bisognerà rifare parte della squadra, con risorse importanti o con grandi idee come all’inizio del ciclo, quando prendevi giocatori spendendo poco e creando valore".
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