Caiazza: "Dopo la carneficina, arriva la cavalleria! Il Napoli al completo può dire la sua"
Il giornalista de Il Roma Salvatore Caiazza è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Cosa ti ha raccontato questo Napoli-Lecce? Possiamo definire un Napoli a due facce?
"Sì, io non a caso su Il Roma ho fatto il titolo bello a metà, un po’ Jekyll e Mr. Hyde. Però quando poi è arrivata la cavalleria, quando tu sei assalito in un fortino, chiama i film western, e poi arriva la cavalleria che ti libera. E così la cavalleria sono stati Scott McTominay ma soprattutto Kevin De Bruyne che ha acceso la luce ad una squadra che si era spenta. Ma non è che si era spenta durante, secondo me è entrata spenta in campo".
Il Napoli è entrato male in partita?
"Anche perché quei due minuti in cui poi ha segnato Sibert, il Napoli sembrava che il fatto non fosse suo. Due calci d’angolo, marcatura molto larga e non a caso Conte aveva mandato subito a scaldare McTominay dicendo: vediamo se si svegliano così. Poi come spesso accade la qualità non è acqua, la classe fa la differenza e De Bruyne in un modo e McTominay in un altro hanno riportato alla luce un Napoli che aveva bisogno assoluto di questi tre punti".
Quanto era importante battere il Lecce?
"Era fondamentale battere il Lecce ma anche proseguire questa striscia di tre vittorie consecutive che tanto necessitava proprio a questa squadra".
Come valuti la prestazione di Matteo Politano, che è stato anche nominato migliore in campo?
"Politano si era perso anche lui nel primo tempo però poi pronti via, apertura di Gilmour e lui vola sulla fascia, aspetta un attimo prima di dare il pallone per non far finire Højlund in fuorigioco. Lì è tanta roba e poi naturalmente questo grido di liberazione di cui aveva bisogno. Lo dicevi tu prima, 349 giorni di digiuno sono tanti per uno che di mestiere fa l’attaccante".
Politano ha giocato spesso fuori ruolo?
"Sicuramente è stato impiegato da Conte in più ruoli. L’anno scorso vista la situazione ha dovuto fare addirittura il terzino aggiunto, il quinto quando poi si diceva che si partiva a 4 ma si diventava 5. Quindi onore a Matteo Politano: da capitano ha dato tutto. A un certo punto poi i crampi hanno fatto la differenza, è uscito tra gli applausi. Aveva bisogno di questo sblocco perché chi fa di mestiere l’attaccante non segna per un anno, ragazzi, è davvero traumatico".
Politano stesso ha parlato del gol a fine partita?
"Anche lui lo ha definito, poi a fine gara ai microfoni di DAZN: “Finalmente sono riuscito a fare questo benedettissimo gol”.
Politano sta comunque facendo bene in stagione?
"Assolutamente. Politano poi tra l’altro ha superato il suo record di assist dell’anno scorso: erano 4, quest’anno già 5. Quindi da quel punto di vista sta viaggiando molto bene".
Parliamo della difesa del Napoli, che nel primo tempo è andata in difficoltà sui cross.
"Diciamo che il mismatch tra Beukema e Banda non era proprio dei migliori, perché il leccese lo abbiamo imparato a conoscere: ha qualità, baricentro basso, va via. Beukema in quella posizione di campo ha sofferto un po’ l’avversario, però devo dire la verità poi ha preso le misure".
Il Napoli è andato spesso in difficoltà sui calci d’angolo del Lecce.
"Per quanto riguarda i cross, il Napoli aveva comunque un bel rendimento come difesa sui calci da fermo. Non ho capito perché ieri sera sistematicamente, soprattutto nei primi 20-25 minuti, ogni volta che loro calciavano il pallone dall’angolo il Napoli andava in difficoltà".
Il Lecce però lavora molto sui calci piazzati.
"Il calcio da fermo è anche un fondamentale che il Lecce studia parecchio. Lo ha dimostrato anche per quello che è il suo score quest’anno: su 21 gol segnati, 10 proprio da calci piazzati. Quindi complimenti anche a Di Francesco per questa cura".
Che giudizio dai a Di Francesco e al Lecce?
"È una squadra che secondo me deve salvarsi e gioca a calcio. Poi rischi di perdere perché l’ha fatto con il Napoli, è successo anche altre volte, però ti viene a giocare in faccia perché vuole che la squadra giochi. Però di fronte al Napoli, all’Inter, al Milan, alla Juve, dove ci sono attaccanti che sfruttano il minimo errore, rischi".
Il pareggio dell’Inter riapre qualcosa in classifica?
"Bisogna seguire l’Inter ma pensando anche allo scudetto, però anche per creare il vuoto dietro. Perché se ti culli sugli allori rischi che ti vengono a prendere".
Quanto pesa il lavoro di Conte nel Napoli?
"L’Inter dimostra il gran lavoro di Conte. Non appena sono venuti a mancare dei punti di riferimento come Lautaro, Thuram, Çalhanoğlu, Barella che non è al top, sono andati in difficoltà. Il Napoli invece ha avuto spesso 5-6 giocatori fuori.
Gli infortuni hanno condizionato molto la stagione del Napoli?
"Certo. De Bruyne ha saltato cinque mesi, Lukaku sette mesi, Anguissà tre mesi, Kvaratskhelia è sparito dai radar. Senza dimenticarci Neres. Poi si fermava Vergara, poi si è fermato Lobotka, poi si fermava Juan Jesus. Ragazzi, è una carneficina".
Con la squadra al completo il Napoli è una delle rose più forti del campionato?
"È una delle rose più forti perché secondo me l’Inter è molto più forte. Però il Napoli al completo, davvero al completo, può dire la sua".
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