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Caos Bergamo, De Paola: "Chiffi e Aureliano sono scarsi, basta complottismo!"

Caos Bergamo, De Paola: "Chiffi e Aureliano sono scarsi, basta complottismo!"
Oggi alle 18:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Paolo De Paola, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Lei ha sostenuto che quello su Rasmus Højlund non fosse rigore e che il VAR abbia preso la decisione giusta in Atalanta-Napoli. Perché?
"Non sono stato l’unico. Anche la CAN, attraverso le sue comunicazioni ufficiali, ha parlato di decisione al limite. È stato detto che non era una scelta impeccabile, ma da campo. Se l’arbitro prende una decisione, il VAR può intervenire solo in caso di chiaro ed evidente errore. In questo caso l’intervento è stato ritenuto corretto dagli organi competenti. Si massimizza però un po' gli interventi, c'è questa voglia di dire che tutto il mondo è scandalizzato, ma sui 3 giornali sportivi non c'è una riga. Colleghi parlano di malafede, complotto, invocano calciopoli, avvocati che intentano azioni legali. Ci sono professori universitari, ma non vi sembra ridicolo? Esagerato? Sono il primo a dire che sono scarsi, ma questo grande clamore sul fallo di Hien non lo vedo, è più scandaloso che il Napoli abbia perso la testa e non fatto vedere il proprio valore. Se ci nascondiamo dietro gli alibi non ne usciamo più. Il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi anni: di quale ‘palazzo’ stiamo parlando? Il vittimismo non aiuta. Altre trasmissioni napoletane fanno riferimento alla malafede, ma Chiffi è scarso, Aureliano al VAR lo stesso, Rocchi è un designatore scarso... va rinnovato tutto, dite ciò che volete, ma nessun retropensiero e da napoletano dico basta. Da napoletano invece sono orgoglioso degli Scudetti, di aver battuto le squadre del nord con l'organizzazione, complimenti ad ADL. Mille cose positive, ma fare le trasmissioni sul lamento e rubare no...".

Napoli penalizzato?
"Ci sono le classifiche, il Napoli non è neanche ai primi posti tra le più penalizzate, ci sono Fiorentina, Lazio, Torino, persino la Juve c'è in classifica. I ragionamenti non portano a niente, quello che ha portato gli Scudetti è stata la bravura, un certo calcio, scegliere bene i giocatori. Ho sentito persino le class action, ma andiamo su un piano... adoro la mia città, ma non vorrei più sentirle. C'è stata Calciopoli, un bubbone che ha riguardato non solo la Juventus, ma questo porta alla Marotta League? L'antagonista era la Juve e rubava la Juve, prima era il Milan ai tempi di Maradona. Ma dove andiamo così? Analizziamo gli errori arbitrali, ma senza retropensieri, io non li vedo!".

Che futuro per il VAR? 
"Io non voglio tornare a prima del VAR. Il VAR va utilizzato meglio, non eliminato. Non possiamo tornare indietro. Serve maggiore uniformità, serve professionalizzare ancora di più la classe arbitrale e magari affiancarla con ex calciatori e allenatori per interpretare meglio certe dinamiche che non possono essere racchiuse in un protocollo. Il VAR deve intervenire su tutto, pure sui calci d'angolo! VAR a chiamata? Orsato ha dato disposizione, visto che le immagini in C sono povere, ed il 99% delle chiamate sono respinte. Può essere una soluzione, ma deve essere un vero supporto, non uno strumento respinto nel 99% dei casi. Poi c'è questa Open VAR in Tv, ma poi mi chiedo: perché il designatore Rocchi o i vertici non intervengono in tempo reale nelle partite quando c’è un errore evidente, invece di commentarlo due giorni dopo? Come se un direttore intervenisse solo dopo l'articolo, ma perchè non prima? Io sono per la lealtà, mi sono battuto da sempre, dal doping. La slealtà non la sopporto. Anche i giocatori non aiutano, gli arbitri si fanno prendere in giro. Barella l'avete visto col Bodo? I calciatori non aiutano! Si insinuano dove ci sono pecche, in Europa non le fischiano certe cose, in Italia ti butti e fischio...".

Il livello del calcio italiano è in difficoltà, anche in Europa. Che momento è?
"Un momento bruttissimo. Vedere squadre come il Bodø/Glimt, con un monte ingaggi spaventosamente basso, costruita con monte ingaggi meno di 8mln, cioè cifre di serie A, mettere in difficoltà club italiani è un segnale forte. Da un lato dimostra le nostre carenze, ma dall’altro insegna che non servono solo grandi budget per vincere: organizzazione, gioco corale e identità contano tantissimo. Nessuno del Bodo singolarmente è superiore a quelli dell'Inter,ma da squadra li hanno messi sotto e quindi c'è speranza per il calcio, costruire spendendo poco. Inter che si avvia a vincere lo Scudetto, ma è stata messa sotto dal Bodo. Bisogna anche puntare sui giovani italiani come Vergara, Palestra, Bartesaghi, ma devono essere valorizzati prima, non solo quando mancano i titolari. Bisogna programmare meglio, ne abbiamo tanti!"