Podcast

Ceccarini: "Se resta Conte resta anche Lukaku! Perrone? Dipende anche da Lobotka"

Ceccarini: "Se resta Conte resta anche Lukaku! Perrone? Dipende anche da Lobotka"TuttoNapoli.net
Oggi alle 18:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Nicolò Ceccarini, direttore di Tuttomercatoweb.com, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: “Diciamo che è un lunedì un po’ più felice, ma bisogna anche restare lucidi. Le distanze sono ancora importanti: il Milan è a sei punti, il Napoli a sette. L’Inter ha ancora il proprio destino in mano, quindi numericamente non è successo nulla di clamoroso. Però, se guardiamo le prestazioni, è evidente che stia attraversando un momento complicato. Lo ha detto anche Kolarov: l’Inter è in difficoltà. E quando una squadra è in questa condizione, le altre devono essere brave a farsi trovare pronte”.

La Fiorentina meritava qualcosa in più contro l’Inter?
“Sì, assolutamente. La Fiorentina arrivava da una trasferta europea dispendiosa in Polonia, eppure in campo sembrava la squadra più brillante. Era elettrica, viva, presente sul piano atletico. L’Inter invece è sembrata appesantita, quasi fosse lei quella reduce dalla coppa. La Fiorentina, pur con i suoi limiti, ha fatto la partita soprattutto dopo l’1-0. Questo è un buon segnale per i viola, ma certamente non lo è per l’Inter”.

Passando al Napoli: quale futuro immagina per Romelu Lukaku?
“Allora, Lukaku ha ancora un altro anno di contratto e io credo che, se resta Conte, resti anche lui. Romelu è molto legato all’allenatore e questo pesa. Poi è chiaro che il Napoli dovrà pensare al futuro: riscatterà sicuramente Hojlund, mentre Lorenzo Lucca con ogni probabilità tornerà alla base dal Nottingham Forest. Proprio su Lucca va fatta una riflessione importante, perché è costato tanto e, al momento, non ha reso per quello che ci si aspettava. Per questo, più che su Lukaku, il vero punto interrogativo mi sembra Lucca”.

E su Giovane? Anche lui sarà da valutare?
“Sì, ma la sua situazione è diversa. È arrivato a gennaio e inserirsi in un contesto come Napoli non è semplice. Un conto è giocare per salvarsi, un altro è farlo in una squadra che lotta per obiettivi alti, con una pressione enorme. Giovane è ancora giovane, ha bisogno di capire bene i suoi margini di crescita. Potrebbe restare alle spalle di Lukaku e Hojlund, magari per poi fare ulteriori valutazioni a gennaio. È un discorso aperto, così come quello di altri giocatori, da Beukema in poi”.

La posizione finale del Napoli in campionato può incidere sul futuro di Conte?
“La questione è molto semplice: Conte ha un altro anno di contratto, ma non basta questo per dire che resterà di sicuro. Se non c’è sintonia totale e perfetta tra lui e il club, il progetto non può partire bene. Il punto non è allungare il contratto di uno o due anni, il punto è capire se c’è un’intesa piena con De Laurentiis. Se questa sintonia c’è, si va avanti. Se manca, allora si apre un altro scenario. Ma il Napoli, in ogni caso, non resterebbe fermo: nella sua storia ha dimostrato di saper vincere anche con altri allenatori”.

Il Napoli, quindi, continuerà a investire?
“Sì, ma in modo diverso. Credo che il Napoli farà investimenti più sulla prospettiva che sull’immediato, meno su calciatori con ingaggi pesanti e più su profili giovani e di crescita. Ma questo non significa smettere di essere competitivo. Anzi, penso che i tifosi debbano essere orgogliosi di questo ciclo: è un periodo storico che ricorda, per peso e risultati, quello dei due scudetti con Maradona”.

A centrocampo si parla di Maxi Perrone del Como: può essere un nome giusto?
“Se dovesse uscire Lobotka, Perrone sarebbe una soluzione molto interessante. Il Como ha tantissimi giocatori forti e Fabregas sta facendo un lavoro straordinario. Perrone è uno di quelli che mi piacciono di più: ha qualità, personalità, visione. È uno di quei profili che starebbero bene in una rosa come quella del Napoli”.

Fabregas è davvero una risorsa per il calcio italiano?
“Sì, senza dubbio. È un allenatore moderno, con idee chiare e coraggiose. In Italia, dove spesso si difende tanto e si fa poco calcio propositivo, lui ha portato un’identità precisa. E il campionato italiano, a sua volta, può essere utile a lui per crescere. Sono convinto che il Como andrà in Europa e che il prossimo anno ci accorgeremo ancora di più del valore di questa squadra”.

Nella corsa Champions, ormai, chi resta davvero in gioco dietro il Napoli?
“La Juventus, il Como e la Roma sono ancora dentro. Ma farei una distinzione: per il Como la Champions sarebbe un sogno, per la Juve è un obbligo, per la Roma una necessità. Il Napoli, invece, ha già messo una base importante e può anche pensare di superare il Milan. Poi vedremo come andranno gli scontri diretti, ma molto passerà da Roma-Inter nel giorno di Pasqua”.