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Corbo ad ADL: "Direi a Conte: ti confermo, ma hai capito il guaio delle 100 assenze?"

Corbo ad ADL: "Direi a Conte: ti confermo, ma hai capito il guaio delle 100 assenze?"
Oggi alle 19:30Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Antonio Corbo a Radio Tutto Napoli analizza il finale di stagione del Napoli: dal nodo infortuni alla gestione del mercato, fino alle chance Scudetto

Il giornalista Antonio Corbo è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.

Quanto è importante per il Napoli chiudere al secondo posto anziché al terzo?

"Più o meno la stessa cosa. L'importante è chiudere con delle indicazioni positive. Bisogna vedere in questo finale di campionato alcune cose: la prima, se come tutti si augurano De Bruyne conferma la sua elevatura clamorosamente superiore a quella di tutta la squadra, insieme con McTominay. Perché questi due giocatori possono essere i pilastri della nuova costruzione del buon Napoli. Bisogna vedere quali giocatori recuperano, quali giovani emergono, aspettare Vergara, che potrebbe essere un elemento importantissimo. Non solo bisogna arrivare il più in alto possibile, ma bisogna anche collaudare le speranze emerse in questa annata molto complicata, che però ha dimostrato i valori del Napoli. Nei momenti di emergenza il Napoli è riuscito a tenere alto il suo prestigio."

Tu poni degli interrogativi irrisolti come guide da seguire in vista della prossima stagione. C'è il tema degli infortuni: scrivi che non è importante dare alla gente il nome di chi ha sbagliato, ma che internamente si faccia un lavoro costruttivo.

"Esatto, non punitivo ma costruttivo. Al di là di tutte le programmazioni, la cosa più importante di quest'anno è che la squadra era così forte come rosa, così varia nelle ipotesi tattiche, così pronta al sacrificio, che è riuscita ad attraversare tranquillamente il periodo difficile. Sono andato a vedere tutte le partite saltate dai giocatori più importanti del Napoli: ci sono giocatori che hanno saltato 24-28 partite, per un totale di oltre 100 assenze. E io vi dico, sfido qualcuno a dirmi il contrario: con queste 100 assenze evitate, il Napoli poteva lottare tranquillamente con l'Inter per lo Scudetto. Il Napoli quest'anno ha dimostrato, nella disavventura, di essere più attrezzato, più forte, più temibile dell'Inter. Se l'Inter vince il campionato, lo vince perché ha trovato un Napoli condizionato e penalizzato dai troppi infortuni. Detto questo, si va a programmare il futuro. A me non interessa che Conte si trovi bene a Napoli. A me interessa che ci dica perché ci sono stati questi infortuni. Se si capisce cosa è successo, cosa ha determinato oltre 100 assenze, è l'unico modo per evitare che si ripetano l'anno prossimo. Immagino il colloquio di De Laurentiis con Conte: fosse in De Laurentiis direi, caro Conte, non solo sei confermato perché sei un ottimo allenatore e nel momento difficile hai portato la barca in salvo, ma dimmi: hai capito perché c'è stato questo guaio terribile delle 100 assenze? E come mi garantisci che l'anno prossimo non si ripetano? Puoi comprare pure il nipote di Pelé, ma se non riduci al minimo questa fragilità dimostrata dalla squadra, non vai da nessuna parte."

Conte deve essere consapevole della forza di questa rosa, perché il Napoli già solo per tenerla deve spendere 100 milioni tra riscatti e rinnovi. Se poi chiede altri colpi, le risorse potrebbero non esserci.

"Il buon senso deve prevalere. Se è vero che Conte si trova bene a Napoli, se stima la società e ha un ottimo rapporto con il Presidente, deve adeguarsi alle esigenze. Parte con una squadra che ha dimostrato di essere forte nella congiuntura più infelice che gli potesse capitare. È una squadra che ha bisogno di essere ringiovanita, deve consentire alla società di pagare tutti i suoi oneri. E non dimentichiamo che, al di là degli infortuni, bisogna sistemare da qualche parte, con il minimo danno possibile, Lukaku, che pesa come un macigno sul futuro. Chi l'ha scelto? Pare che l'abbiano scelto in tre: Conte, De Laurentiis e Manna. Tutti e tre devono essere consapevoli di aver condiviso un errore e che bisogna procedere con acquisti mirati, lucidi, di giocatori giovani, in grado di abbassare l'età media e il monte ingaggi."

Qual è l'alibi che non dai al Napoli dell'anno prossimo?

"Devono assumersi in pieno la responsabilità, con il capo dei medici, di tenere la squadra in ordine. Con De Nicola questa squadra non ha mai avuto infortuni, con Spalletti, con Mazzarri, con Ancelotti, la squadra è sempre andata avanti bene. C'è stato qualcosa nella preparazione che non ha funzionato, sia per la profondità e la ripetitività delle lesioni muscolari, sia per i ritardi nella guarigione. Queste tendenze negative vanno corrette. Nel mio pezzo ho scritto una cosa tecnica: nel corso dell'anno, ogni giorno si compilano le schede degli allenamenti. Queste schede possono essere la base di un confronto costruttivo tra allenatori, preparatori e medici. Non sono per i processi in piazza o per i processi sommari: mi auguro che si mettano a un tavolo serenamente, nell'interesse del bene comune, e si chiedano dove hanno sbagliato e cosa devono fare. A me basta che non si ripetano gli infortuni, non mi interessa il nome del colpevole."

Napoli è una città di sognatori e molti tifosi ci credono ancora nonostante la distanza dall'Inter sembri ampia. Tu cosa pensi?

"La distanza è ampia. Però credo che il Napoli recupererà ancora dei punti sull'Inter. Se De Bruyne è il faro che si è acceso, se c'è un ritorno del Napoli che splende, sono sicuro che qualcosa cambierà. E per fortuna la Meloni non ha ancora messo le tasse sui sogni: i tifosi possono permettersi di sognare."