Damascelli su Conte: "C'è un ultimo step che deve fare per la sua carriera"
Tony Damascelli, giornalista, firma de Il Giornale, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Cercare di rosicchiare qualche punticino all’Inter, che non ha un calendario semplicissimo nelle prossime giornate, oppure secondo te il Napoli deve porre più attenzione a chi sta inseguendo?
"Il Napoli è una realtà che deve guardare solo avanti: questa è la differenza tra un grande club e un club, tra virgolette, ordinario. Il Napoli ormai ha consolidato la propria dimensione; dobbiamo uscire da questo piccolo mondo antico. È una realtà incontestabile sia a livello finanziario sia a livello tecnico: ha un grande allenatore e una squadra molto interessante. Dovrà definire gli acquisti che per il momento sono in prestito, ma è chiaro che penso diventeranno definitivi. Dovrà anche decidere il futuro di altri giocatori: uno su tutti, che è un lusso in questo momento, parlo ovviamente di Lukaku, che si trova paradossalmente in una situazione analoga a quella di Dybala, suo ex compagno alla Roma. Ritengo che su questo lavoreranno il presidente, lo staff dirigenziale e soprattutto l’allenatore."
Secondo te il Napoli, inteso anche come Aurelio De Laurentiis, quanto deve dire grazie ad Antonio Conte?
"Antonio Conte è un professionista riconosciuto: ovunque abbia esercitato la sua professionalità è stato scoperto, a volte in ritardo da chi non lo conosceva. È chiaro che anche lui deve ancora limare e completare quello che è già un bagaglio di lusso, come conferma la sua carriera. Deve completarlo a livello internazionale: ciò che differenzia il calcio italiano rispetto a quello europeo è proprio la visibilità e la definizione dell’identikit europeo. Lo abbiamo visto nelle coppe e con la nazionale: le coppe ci hanno purtroppo maltrattato e la nazionale ci costringe, tra pochi giorni, a sfogliare la margherita contro l’Irlanda del Nord. Ecco perché Conte appartiene a quel gruppo di allenatori che ha bisogno di una definizione migliore a livello internazionale."
A proposito di Conte: che sensazioni hai? Si andrà verso la conferma il prossimo anno? E cosa pensi delle critiche legate agli infortuni e alla stagione?
"Quando è partito questo discorso, c’era un grande allenatore che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente: Nils Liedholm. Un collega maestro di giornalismo, Ezio De Cesari del Corriere dello Sport, disse in maniera cinica: ‘con Liedholm un anno di contratto è poco, due anni sono troppi’. Era una provocazione, ma un po’ vale anche per Conte. Parliamo di grandi professionisti: nel caso di Liedholm c’era un carattere quasi impalpabile; nel caso di Conte, invece, si tratta di un uomo focoso, che spesso si lascia trascinare dai propri dubbi, come sotto un cielo mai sereno al 100%."
Secondo te Kevin De Bruyne rimarrà a Napoli la prossima stagione? Avrà voglia di riscatto?
"Su Kevin De Bruyne sarebbe sciocco, presuntuoso e ignorante commentare la carriera. È un campione che va verso i 35 anni e probabilmente affronterà uno degli ultimi tornei a livello mondiale. È un uomo di grande spessore professionale: dipenderà da lui e dai suoi progetti. A quell’età, un calciatore internazionale cerca soprattutto nuove sfide. Domenica scorsa ho visto uno scontro a centrocampo tra Modrić e Pedro: una fotografia della nostra Serie A. Questo significa che nel nostro calcio c’è ancora spazio per giocatori di qualità, anche se appartengono un po’ al ‘vintage’. Teniamoci stretti giocatori come De Bruyne."
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