Forgione: "McTominay altro mistero! Tempi di recupero sempre poco chiari..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Anguissa? A Verona è più giusto che parta dalla panchina. Penso però che col Torino ci sarà dall’inizio: quella può essere la ‘deadline’. Al di là della titolarità, a Verona un buono spezzone lo farà: se non tutto il secondo tempo, buona parte sì. Ora c’è la necessità di fargli riassaggiare il campo dopo tanto tempo”.
Ti sorprende un rientro così rapido dopo uno stop pesante?
“Sì, un po’. Proprio per questo dico: meglio gestirlo, magari entrando nella ripresa. Non credo abbia 90 minuti nelle gambe”.
Altro tema caldo: Scott McTominay. Che idea ti sei fatto su questo nuovo stop?
“È l’ennesimo mistero. Quest’anno, quando i calciatori del Napoli si fermano per questioni fisiche, non si capisce mai il tempo di recupero preciso: si procede sempre ‘a braccio’, in una situazione vaga e nebulosa. Mi dispiace perché McTominay è la vera anima di questa squadra. Speriamo che il problema si risolva presto e che non diventi un altro calvario infinito come è stato per Anguissa”.
È davvero un ‘totem’ in questa rosa?
“Sì, secondo me è un totem importantissimo. E in gare come Bergamo si è sentita tantissimo la sua assenza”.
Billy Gilmour è stato ritrovato: contro il Verona avrà una chance o Conte ripartirà da Elmas?
“Credo che Conte abbia una predilezione per Elmas. Non è stato sempre impeccabile, ma lo ha spesso riconfermato. Il lavoro di Elmas piace tanto a Conte: lo ha voluto proprio per coprire più ruoli. Nelle gerarchie, mi pare che Elmas sia davanti a Gilmour”.
Capitolo Osimhen: ce lo vedi alla Juventus?
“No, è fondamentalmente impossibile. La Juventus non ha le potenzialità per pagare il cartellino e nemmeno per sostenere certe operazioni. Osimhen vale cifre enormi, e la Juve ha grossi problemi di bilancio. La sconfitta di ieri è grave e non permette di guardare avanti con serenità. A fine stagione potrebbe anche rischiare sanzioni sul fronte del fair play finanziario e quindi essere limitata”.
Quindi dove dovrebbe guardare Osimhen, se vorrà crescere?
“Farebbe bene a puntare al calcio inglese o spagnolo. Oggi la Juventus mantiene il nome, ma come standing internazionale è poca cosa. Piuttosto che pensare a Osimhen, dovrà preoccuparsi di cedere pezzi importanti”.
Ti preoccupa l’Atalanta nella corsa Champions? E che pensi di Palladino?
“Il Napoli conserva un margine rassicurante sull’Atalanta e deve saperlo gestire. Mi preoccupa molto più l’Atalanta, e anche il Como, rispetto alla Juventus. Per me la Juve arriva al bivio con la Roma: se non vince a Roma, è fuori dalla lotta Champions. Dover poi riscavalcare Atalanta, Como e una tra Roma e Napoli sarebbe improbo”.
Quasi tutte fuori dalla Champions: è un flop italiano?
“Sì. Se l’Atalanta non ci avesse salvato, sarebbe stata la primissima volta – con le formule moderne – in cui il calcio italiano non avrebbe portato una squadra agli ottavi. Dobbiamo ringraziare l’Atalanta, ma questo non significa che la faccia sia salvata: il depauperamento della qualità del nostro calcio è evidente”.
Il Napoli subisce tanti gol tra 45’ e 90’: che lettura dai?
“È un problema chiaro: quest’anno non c’è né la tenuta atletica né la solidità difensiva. Il Napoli ha palesato problemi evidenti sotto questo aspetto. Nel rush finale dovrà provare a indirizzare le partite nel primo tempo e poi gestirle nel secondo, senza crollare come negli ultimi tempi”.
Per il futuro: serve una rivoluzione nello staff?
“Non lo so. Se ci sono problemi, se ne parlerà in sede opportuna tra Conte e De Laurentiis: staff tecnico, atletico, medico… andrà valutato tutto. Ma una cosa credo sia necessaria: abbassare l’età media della rosa. Il Napoli ci ha già pensato a gennaio inserendo due calciatori giovani: la direzione mi sembra quella, poi si capirà dove intervenire negli staff”.
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