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Futuro Conte, Ceccarini: "Tre anni di fila in un solo club sarebbe quasi record"

Futuro Conte, Ceccarini: "Tre anni di fila in un solo club sarebbe quasi record"
Oggi alle 17:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Niccolò Ceccarini, direttore di Tmw, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Conte accetterà di affrontare la prossima stagione magari con 70 milioni in meno da spendere, considerando i riscatti da pagare per Hojlund, Alisson ed Elmas?
“Accettare o non accettare… lui ha comunque un contratto per un’altra stagione, fino al 2027, e non mi sembra abbia dato segnali diversi, cioè segnali di addio. Se la situazione è questa – e lui la conosce benissimo – non credo ci siano i presupposti per non accettarla. Poi, se vuole qualcosa in più e non lo può avere, è normale che lo dirà al presidente. In base a quello che sarà il suo pensiero, il presidente prenderà delle decisioni. Francamente su questo argomento mi sembra che la situazione sia abbastanza chiara. È evidente che fare tre anni con Conte è quasi un record: forse solo alla Juventus è rimasto tre anni di fila. Questo perché non è un allenatore facile, non nella gestione, ma perché chiede tanto alla società, ai giocatori e a tutto l’ambiente. Fare anche un terzo anno a un certo livello non è assolutamente semplice. Se il rapporto può andare avanti lo sapranno solo loro. Però ti dico una cosa: so per certo che questo non sarà un problema né per Conte né per De Laurentiis. Se vanno d’accordo, non c’è problema; se invece vedono che la questione diventa difficile, saranno pronti entrambi a dirsi addio. Non sarà questa la crisi che può creare un problema nel futuro del Napoli. Le storie iniziano e finiscono. Sono stati comunque due anni molto importanti: uno scudetto, una stagione con la Supercoppa e una stagione che deve ancora finire e può coronarsi con il piazzamento. Poi si farà il famoso incontro di cui parlo spesso a fine stagione, che dirà tutto. Cominciare con il dubbio non avrebbe senso. E poi De Laurentiis, se dovesse andare via Conte, di allenatori ne avrà sicuramente diversi in testa.”

Secondo te su quale impronta nascerà il Napoli della prossima stagione, al di là di Conte?
“Io credo che in questi due anni Conte sia stato abbastanza accontentato, prendendo i giocatori che gli servivano. Per me l’idea della società è fare investimenti più sulla prospettiva, sugli under 23 se possibile. Conte è stato determinante per il Napoli perché ha vinto e ha portato lo scudetto. Ma è altrettanto determinante la storia di una società che deve guardare ai conti e al futuro. Io credo che le due cose possano convivere: avere Conte e avere giocatori di prospettiva. Però io non sono Conte e non sono De Laurentiis.”

Ti aspettavi un impatto così per Alisson? All’inizio c’era anche chi ironizzava sull’operazione.
“No, ma infatti Manna aveva anche dei paletti importanti. Portarlo a quelle condizioni è stata una grande operazione. E non era facile: ha dovuto cedere un giocatore comunque forte e prenderne uno altrettanto valido a certe condizioni. Trovare Alisson Santos è stata un’ottima operazione. Poi è chiaro che ci sono state altre operazioni che non hanno funzionato, giocatori pagati tanto che non hanno reso. Fa parte del mercato. Io Alisson Santos lo conoscevo poco, ma ha impattato molto bene. Oggi è una risorsa, anche perché Lang non avrebbe giocato e con l’infortunio di Neres ha dato una mano importante. La squadra ha trovato una soluzione offensiva in più.”

De Bruyne resterà anche la prossima stagione?
“Questo sarà oggetto di valutazione. Purtroppo questi quattro mesi di infortunio hanno pesato tanto. Avrei voluto vederlo fare una stagione con almeno due mesi in meno di stop. Non lo so. Se mi chiedi cosa farei io: se sta bene ed è motivato, io De Bruyne me lo tengo sempre. È lo stesso discorso che faccio con Modric: è in scadenza col Milan, ma se ha voglia io me lo tengo sempre. Poi ovviamente bisogna valutare anche le questioni economiche. Però se parliamo del giocatore, la risposta è sì.”