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Dazn, Cirillo: "Visto il primo tempo dell'Inter col Lecce? Corsa-Scudetto è aperta"

Dazn, Cirillo: "Visto il primo tempo dell'Inter col Lecce? Corsa-Scudetto è aperta"
Oggi alle 15:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Barbara Cirillo, giornalista e bordocampista Dazn ieri per Inter-Lecce, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Devo dire che il primo tempo dell’Inter è stato forse uno dei non migliori della squadra di Chivu, mettiamola così. Meriti sicuramente del Lecce, che ha fatto un primo tempo difensivamente molto attento, però è anche vero che era un’Inter meno veloce rispetto a quella che siamo abituati a vedere in campo ed era quello che poi di fatto Chivu chiedeva di più ai suoi. Nel secondo tempo invece si è vista un’Inter con la fame e la voglia di vincere quella partita e soprattutto si è vista un’Inter compatta. La qualità dei singoli fa sempre la differenza e il Lecce a quel punto si è abbassato ancora di più. È arrivato il gol di Pio Esposito che ha dietro una storia tutta sua, perché gli mancava il gol in Serie A. Alla fine è stata una vittoria da squadra".

Dal vivo hai percepito anche il peso del pubblico di San Siro nei momenti di difficoltà?
"San Siro, così come il Maradona e anche l’Olimpico, sono tra gli stadi più rumorosi d’Italia ed è bello vivere questa spinta del pubblico anche nei momenti di calo di una squadra. Io ero molto concentrata su quello che accadeva in panchina perché è un bel cinema stare lì: Kolarov è sempre molto attento, recupera subito i palloni per non perdere tempo e questa è stata una chiave dell’Inter di ieri. Chivu chiedeva insistentemente ai suoi di rialzarsi, di ricominciare, perché non c’era tempo da perdere. La carica arriva dalle panchine, da quella di Chivu così come da quella di Conte, sono due allenatori che si fanno sentire molto, in modi diversi, ma il pubblico fa sempre la sua parte e diventa importantissimo per i giocatori che sentono la spinta ma anche la responsabilità, soprattutto quando sei in alto in classifica".

Chivu ti sembra cambiato anche nell’atteggiamento a bordo campo?
"È cresciuto insieme alla squadra. È sempre stato molto sincero nelle dichiarazioni, non è uno che fa giri di parole. Sta crescendo con il gruppo e sta prendendo sempre più spazio anche a livello di personalità, anche se l’autostima non gli manca. Ricordo il faccia a faccia con i tifosi quasi a inizio campionato: ha giocato a certi livelli, ha vinto tanto, conosce bene la Serie A. È arrivato nello scetticismo generale, molti lo avevano etichettato come una scelta di comodo, un piano B, invece ha dimostrato che era una scelta consapevole, come ha sempre detto Marotta. Non era facile arrivare dopo la bufera estiva e dopo Simone Inzaghi, soprattutto provenendo dal settore giovanile, ma lui questi ragazzi li ha visti crescere. A volte sembra più un compagno di squadra che un allenatore".

Dopo i recuperi di ieri: campionato indirizzato verso l’Inter o ancora tutto aperto?
"Secondo me è tutto aperto. La partita di ieri è stata importante per quei sei punti in più, vediamo anche cosa farà il Milan, ma è un campionato tutt’altro che chiuso. Non se ne parla molto, ma al Napoli mancano giocatori importanti e non sappiamo quando torneranno. Questa squadra ha dimostrato di saper arrivare a quota 40 punti gestendo squalifiche e infortuni. L’Inter oggi è campione d’inverno, ma questo non vuol dire Scudetto in tasca. Anzi, per chi racconta il campionato è bello che resti tutto aperto fino alla fine, anche se capisco che i tifosi vorrebbero stare più tranquilli".

Il mercato di gennaio può cambiare gli equilibri al vertice?
"Bisogna capire perché è un mercato di riparazione, arrivano spesso giocatori magari sconosciuti ai più e bisogna vedere quanto velocemente si ambientano. Ci sono esempi come l’Atalanta con Raspadori, oppure la Lazio con Taylor che è arrivato subito titolare, ma deve fare amicizia con la Serie A, con un gruppo nuovo, con il campionato italiano. Saranno questi primi minuti a dirci quanto rapidamente riusciranno ad adattarsi al gioco degli allenatori e alle squadre".