Kendrick: "Ho fatto la telecronaca del 70% delle partite del Napoli e ho notato una cosa"
Patrick Kendrick, giornalista e telecronista inglese per la Serie A, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Il momento del Napoli è molto difficile, devo essere sincero. Ho commentato circa il 70% delle partite del Napoli quest’anno in campionato e, anche se questa era una sfida di Champions League, per me il primo tempo è stata forse la migliore prestazione di tutta la stagione. Anche rispetto a quando la rosa era quasi al completo. Questo dice molto sul cuore e sul carattere della squadra. È chiaro però che, con tutte quelle assenze e contro una corazzata come il Chelsea, era difficilissimo resistere per 90 minuti. Non mi ha sorpreso la rimonta del Chelsea: il gol di Joao Pedro è qualcosa di incredibile. In generale mi è piaciuto molto il primo tempo, ma temo che questa squadra non possa andare avanti solo col cuore. Prima o poi qualcosa deve cambiare”.
L’eliminazione pesa, ma resta una nota positiva: Antonio Vergara. Che impressione ti ha fatto?
“Un’ottima impressione. La cosa che mi colpisce è che Højlund e Vergara sono entrambi classe 2003, quindi coetanei, eppure in Italia ci vuole sempre tanto tempo per lanciare i giovani. Mi dispiace che il Napoli abbia tardato a dargli una vera chance: ci sono voluti tanti infortuni, più le cessioni di Lang e Lucca, per vederlo giocare con continuità. E lui ha fatto vedere le sue qualità, non solo contro il Chelsea ma anche nelle ultime uscite. Secondo me mancava solo il gol. Non mi aspettavo che lo segnasse proprio in quella partita e in quel modo. Højlund nel post partita ha detto che Vergara ha sempre dimostrato le sue qualità in allenamento, che è stato molto paziente e che si è fatto voler bene da società e compagni. Conte, invece, ha sfruttato la sua prestazione per mandare il solito messaggio: che il settore giovanile va valorizzato di più. Non ha tutti i torti. Forse non era il momento migliore per farlo, ma io spero che Vergara continui ad avere spazio, perché questo ragazzo ha un ruolo da giocarsi nel Napoli”.
Si parla spesso della gestione di Conte, accusato di ruotare poco e di soffrire il doppio impegno. Che idea ti sei fatto?
“All’estero Conte è visto esattamente come in Italia: un maestro nei campionati nazionali, ma uno che in Europa fa più fatica. Forse è riduttivo dirlo così, ma sembra che soffra la gestione del doppio impegno. Lui stesso mi ha detto: ‘Ho fatto solo sette Champions, una semifinale di Europa League e un quarto di finale di Champions’. Sono dati veri. Però mi aspettavo qualcosa in più dal Napoli. Con questo nuovo format, con il mercato importante fatto in estate – tra Lucca, Lang, Bergkamp, Milinkovic e altri – pensavo che il Napoli potesse fare di più. Non puoi arrivare a giocarti tutto all’ultima giornata contro il Chelsea. È vero anche che il Napoli, con i nuovi criteri, non è stato premiato per aver vinto lo Scudetto: è partito dalla quarta fascia, e questo ha inciso. Però resto dell’idea che i giocatori andavano coinvolti prima. All’inizio del campionato, con partite come Sassuolo e Cagliari, mi aspettavo che Conte desse più fiducia ai nuovi. Così avresti avuto una rosa più pronta quando sono arrivati gli impegni ravvicinati e, magari, meno infortuni”.
All’estero si parla di un possibile futuro di Conte fuori dall’Italia?
“Io avrei voluto chiedergli del Manchester United, ma ho deciso di farlo solo in caso di vittoria. Dopo un’eliminazione col Chelsea mi sembrava fuori luogo. Lo United ha un allenatore ad interim e Conte è uno che spesso arriva in squadre in difficoltà e vince subito il campionato. Non so se oggi, con la concorrenza che c’è in Premier League, potrebbe fare la stessa cosa. Fuori dall’Inghilterra non so se abbia mercato. In Italia, se non resta al Napoli, vedrei forse solo il Milan, ma anche lì dipende dalla Champions. In questo momento o resta a Napoli o rischia di restare fermo”.
Chiesa e Ndoye in Inghilterra?
“Non ho informazioni dirette. Penso che Chiesa sarebbe l’opzione più low cost rispetto a Ndoye. Per la cifra che chiedeva il Bologna l’estate scorsa, il Napoli ha fatto bene a non affondare il colpo. Io non sono un grande fan di Federico Chiesa, non lo sono mai stato: è un giocatore che fa fatica a essere continuo, tra problemi fisici e collocazione tattica. Però in questo momento di emergenza non sarebbe una cattiva soluzione. Forse meglio Chiesa che Sterling, che costerebbe tanto e non si sa in che condizioni arriverebbe, visto che non gioca da un anno e mezzo”.
Chiudiamo con una nota personale: com’è vivere Napoli da telecronista straniero?
“La vivo molto bene. Mia moglie è del Vomero, quindi vengo spesso e vedo la famiglia. Anche dopo Napoli-Chelsea mi sono fermato a prendere un caffè con i suoceri. La città mi è sempre piaciuta. È un peccato quando il Napoli esce dall’Europa, perché le serate di Champions al Maradona sono speciali. L’anno scorso mi sono mancate, nonostante lo Scudetto. Spero che il Napoli finisca almeno tra le prime quattro per tornare in Champions anche l’anno prossimo”.
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