Vergara, l'ex allenatore: "Che talento, ha colpi e può crescere ancora! Sulla Nazionale..."
William Viali, allenatore, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Vergara? Nelle ultime due settimane qualcuno mi ha chiamato, negli ultimi due giorni molti di più. D’altronde il gol è stato straordinario. Però devo dire la verità: per il tipo di giocata non mi sono meravigliato, perché aveva già fatto un gol molto simile anche nella passata stagione. Le sue caratteristiche e le sue qualità gliele riconoscevo già. Se devo essere sincero, quello che probabilmente non mi aspettavo era vederlo determinante così, dopo sette-otto mesi, a questi livelli, in Champions League e contro una squadra come il Chelsea. Questo, forse, nemmeno io lo avrei previsto. Ma sul modo di segnare e sulle qualità no, non mi ha stupito”.
Quanto è cresciuto rispetto all’esperienza con la Reggiana, anche dal punto di vista fisico?
“Fisicamente, a dire la verità, non mi ha sorpreso più di tanto, perché anche lo scorso anno, nei confronti e nei dati con tutto il campionato, era uno dei giocatori più potenti. Ha una forza nelle gambe che hanno veramente in pochi. Sicuramente è migliorato e credo che allenarsi per una stagione intera con Conte lo abbia aiutato molto. Sta crescendo nelle letture di gioco, nel modo di muoversi e nello scegliere gli spazi dove può fare male. L’anno scorso era utilizzato soprattutto sulla mattonella di destra, partendo largo per rientrare sul sinistro. Adesso, invece, ho notato che nelle ultime partite va a cercarsi spazio anche dall’altra parte, quindi è migliorato molto anche nella lettura degli spazi”.
Secondo lei può diventare un centrocampista più completo, magari giocando anche più indietro, come mezzala di inserimento?
“Ormai, per come si sviluppano i sistemi di gioco, credo che un giocatore debba essere abbastanza completo in tutte le situazioni. Guardiamo anche l’evoluzione che ha fatto Politano negli ultimi anni: è partito da attaccante esterno e oggi, in fase di non possesso, lavora quasi come un quinto, quasi come un terzino. Vergara ha il motore per lavorare su tutta la profondità del campo. Dal mio punto di vista, partendo magari un po’ più da lontano, quindi non sempre spalle alla porta, può esaltare ancora di più la sua forza e la sua progressione. Può giocare anche dentro al campo, in una zona di venti metri, rispetto a quando con me partiva più largo sulla fascia. È ancora giovane, può crescere molto sotto l’aspetto tattico. L’esperienza di quest’anno lo ha fatto maturare tantissimo e ha le qualità per giocare in più ruoli”.
Oltre alla tecnica, quanto contano testa, carattere e spirito di sacrificio per il suo futuro?
“Se in Serie A e in un top club come il Napoli ha già inciso così tanto, vuol dire che le prospettive sono importanti. Deve sfruttare questa stagione per trovare l’energia e la determinazione giuste per fare un salto di qualità ancora più grande. Non deve accontentarsi. Il futuro davanti a lui è sicuramente roseo, però deve continuare a lavorare con la stessa intensità, senza sedersi su quello che ha già fatto”.
Che effetto le fa leggere il suo nome accostato alla Nazionale?
“Forse nemmeno il ragazzo si aspettava tutto così in fretta. Però, per la situazione che vive oggi il calcio italiano, questi ragazzi stanno trovando spazio: ce ne sono tre o quattro in Serie A, anche in top club, come Bartesaghi al Milan. È un momento cruciale per provare a inserire delle novità anche nel giro della Nazionale. Vergara, come Pio Esposito e altri, teoricamente dovrebbe rappresentare il futuro dell’Italia. Ce lo auguriamo tutti, perché vorrebbe dire che il nostro calcio farà un passo avanti. Magari un giorno torneremo anche a disputare un Mondiale e, se sarà così, saremo pronti a raccontarlo”.
In conclusione, che tipo di giocatore può diventare Vergara?
“Ha qualità fisiche rare, una progressione importante e sta migliorando molto nelle letture di gioco. Può diventare un giocatore completo, capace di incidere in più zone del campo. Dipenderà da lui, dalla sua fame e dalla sua capacità di continuare a crescere. Le basi ci sono tutte”.
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