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L'ex fisioterapista azzurro D'Avino: "Infortuni? A Napoli non c'è problema di campi"

L'ex fisioterapista azzurro D'Avino: "Infortuni? A Napoli non c'è problema di campi"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 18:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Giovanni D'Avino, ex fisioterapista del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli.

Giovanni D'Avino, ex fisioterapista del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Se guardiamo anche alla qualità del gioco, ci sono state partite in cui la squadra non ha espresso le sue caratteristiche. Secondo me molto è dipeso dalle numerose assenze. Quando mancano tanti giocatori, inevitabilmente cala anche il rendimento. Ora si comincia a rivedere qualità e spero che con il rientro di altri elementi si possa fare ancora meglio. È stata una stagione sfortunata, ma l’obiettivo resta arrivare in Champions e farlo nel miglior modo possibile. Poi, se davanti qualcuno dovesse rallentare, si potrà anche sperare in qualcosa di più, anche se non è semplice”.

Anguissa non è sembrato al meglio contro il Lecce. Cosa succede dopo un infortunio lungo?
“Non conosco nello specifico il suo problema, ma è normale che dopo uno stop importante serva tempo per ritrovare la condizione. La guarigione clinica è una cosa, il recupero fisico completo è un’altra. Un giocatore può essere disponibile ma non ancora al 100%. Anguissa fa dell’atletismo la sua arma principale, quindi se non è al massimo si nota subito. Serve un po’ di tempo, ma se non ci saranno altre complicazioni tornerà quello di prima”.

Si è parlato molto di “usura muscolare”. È un termine corretto?
“La parola usura viene usata spesso, ma non è sempre precisa. Un infortunio muscolare può dipendere da tanti fattori: la storia del giocatore, eventuali squilibri biomeccanici, la stanchezza accumulata, il numero di partite ravvicinate. A volte si gioca anche non essendo al 100%, perché magari la squadra ha bisogno di quel giocatore. Tutto questo può portare a problemi. Quest’anno gli infortuni sono stati tanti e non si può dare la colpa a qualcuno in modo superficiale. Bisogna analizzare con calma, staff medico e staff tecnico lavorano sempre per il bene dei calciatori”.

I campi di allenamento possono incidere sugli infortuni?
“In generale sì, soprattutto se sono duri, ghiacciati o molto pesanti. Però oggi le società hanno più campi e possono alternarli. A Napoli, per il clima e per la qualità delle strutture, di solito si lavora in condizioni ottimali. Poi è chiaro che se un muscolo è già affaticato, allenarsi su un terreno pesante può aumentare i rischi, ma non credo che questo sia stato il problema principale”.

Hai vissuto tanti anni nel Napoli. Qual è il ricordo più bello?
“Ho avuto la fortuna di restare più di tredici anni e di vincere trofei importanti, come le Coppe Italia e la Supercoppa. Proprio la Supercoppa è stata una delle soddisfazioni più grandi, anche perché arrivò contro la Juventus. Però il ricordo più forte non è un trofeo: ogni volta che scendevo le scale del San Paolo, oggi Maradona, provavo un’emozione incredibile. Stare con la squadra, con i colleghi, vivere quell’ambiente… sono ricordi che porterò sempre con me”.

Se il Napoli ti chiamasse, torneresti?
“Il telefono è sempre acceso, ma ho fatto una scelta di vita. Dopo tanti anni ho deciso di intraprendere un’altra strada e oggi lavoro come insegnante oltre a continuare la mia attività. Quando lasciai il Napoli avevo ancora due anni di contratto e non fu una decisione facile, perché con la società e con il presidente ho sempre avuto un rapporto splendido. Se dovessi rivederli sarebbe un’emozione, ma non so se accetterei. Di sicuro porto dentro tutto quello che ho vissuto e ringrazio la famiglia De Laurentiis per le opportunità che mi ha dato”.