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Napoli dietro all'Inter? Biasin frena: "Non vedo grande gap. Sul mercato…”

Napoli dietro all'Inter? Biasin frena: "Non vedo grande gap. Sul mercato…”TuttoNapoli.net
Oggi alle 09:40Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Si sta allargando il gap tra Napoli e Inter? Fabrizio Biasin ai microfoni di Radio Tutto Napoli mette a confronto i due club di vertice della Serie A

Fabrizio Biasin, giornalista di Libero e Cronache di Spogliatoio, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli per parlare delle preoccupazioni dei tifosi riguardo al divario tra Napoli e Inter, analizzando le recenti scelte di mercato e le strategie delle due squadre. Si discute anche del futuro del calcio italiano, in vista dell'elezione del nuovo presidente della FIGC. Di seguito le sue dichiarazioni.

Alcuni tifosi del Napoli temono che si stia allargando il gap con l’Inter, soprattutto a livello di programmazione. Cosa ne pensi?

“In realtà, secondo me è un allarme non così eccessivo. L’Inter, al momento, non ha ancora fatto nulla di concreto: si parla tantissimo di colpi in arrivo, ma di ufficiale non c’è ancora niente. Il nome più vicino è quello di Provedel, ma anche lì devono ancora trovare la quadra definitiva, anche se sembra un’operazione in dirittura d’arrivo. Per altri profili, come Jones, c’è una preferenza, ma con il Liverpool non è semplice trattare. Quindi, oggi si parla molto, ma le cose concrete sono ancora tutte da vedere. Dall’altra parte, non credo che il Napoli sia così indietro: ha scelto l’allenatore, che deve ancora essere ufficializzato, ma è già stato individuato. L’impianto mi sembra solido, anche se l’anno scorso ha pagato assenze e infortuni. L’unica cosa realmente accaduta è che l’Inter ha perso un titolare come Dumfries. Per il resto, al momento, non vedo tutto questo grande divario”.

Però c’è anche il rinnovo di Chivu: la dirigenza dell’Inter ha voluto puntare su di lui.

“Sì, è arrivato il rinnovo dell’allenatore, che ha lavorato molto bene quest’anno e si è guadagnato il prolungamento del contratto. Quando fu scelto un anno fa, c’erano dei dubbi — anche io personalmente non pensavo potesse fare così bene alla prima esperienza ad alto livello — invece è stato molto bravo. È giusto che vada avanti. Al secondo anno le ambizioni crescono e bisognerà capire se riuscirà a confermare tutto ciò che di buono ha fatto nella prima stagione”.

C’è chi fa un paragone tra Inter e Napoli. L’Inter, dopo Inzaghi, ha avuto il coraggio di puntare su un esordiente come Chivu. Il Napoli invece, secondo alcuni, ha scelto Allegri invece di Italiano: scelta conservativa?

“Io però credo che bisogna allargare lo sguardo. Massimiliano Allegri è un allenatore di assoluta affidabilità. Si dice spesso che non faccia giocare bene le sue squadre, ma secondo me dipende sempre dal materiale a disposizione. Alla Juventus e al Milan, nelle sue ultime esperienze, il materiale era buono ma non eccellente. Al Napoli, invece, potrebbe avere giocatori adatti per costruire qualcosa di più anche dal punto di vista del gioco. Poi è chiaro: la cosa fondamentale è il risultato. Al Milan non è arrivato ed è stato visto come un fallimento sportivo. Ma la scelta del Napoli, secondo me, non è così sbagliata”.

Il 22 giugno si deciderà il nuovo presidente della FIGC. Da cosa deve ripartire il calcio italiano?

“È una domanda che ci facciamo da sempre e la risposta è sempre la stessa: servirebbero rivoluzioni e cambiamenti veri, capaci di modificare le dinamiche che hanno portato il calcio italiano a questo livello. Si parla anche della possibilità che il nuovo CT sia Roberto Mancini, un ottimo allenatore, ma significherebbe tornare indietro su percorsi già visti. Il timore è che si ripetano sempre gli stessi errori. Vedremo chi verrà eletto — se Malagò o Abete — ma soprattutto se ci sarà la forza di fare vere riforme, perché a parole sono tutti bravi, nei fatti molto meno”.