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Pastore: "Futuro Conte? Ci sono frasi e comportamenti che autorizzano a parlarne"

Pastore: "Futuro Conte? Ci sono frasi e comportamenti che autorizzano a parlarne"
Oggi alle 17:40Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Giuseppe Pastore, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Secondo te oggi è giusto fare il “toto nomi” sulla panchina del Napoli oppure vedi Antonio Conte saldo anche dopo le parole di Aurelio De Laurentiis?

"La premessa è che il toto nomi nasce in mancanza di altri argomenti: se ci fosse più campo parleremmo di quello. Lo scorso anno non era sicuro che Conte rimanesse a fine stagione, ma eravamo tutti concentrati su altro. Questo è il tipico momento di fine stagione in cui non c’è molto da scrivere. Le parole prima di Conte e poi di De Laurentiis fanno pensare. Il dato principale è che Conte solo una volta in carriera è rimasto tre anni in una società, alla Juventus, e poi andò via in maniera burrascosa. Il secondo dato è che De Laurentiis ha parlato in modo lungo e dettagliato, mentre Conte aveva già fatto intendere qualcosa con quella frase sulla Nazionale. Ci sono frasi e comportamenti che autorizzano il dibattito. È giusto parlarne, come si faceva anche l’anno scorso."

Tornando al campo: il risultato di Parma ha inciso sulla prestazione dell’Inter contro il Como? Ha giocato più libera?

"Sì, penso che molti tifosi e addetti ai lavori interisti abbiano tirato un sospiro di sollievo e questo ha consentito alla squadra di giocare con più libertà. A Como non vai senza soffrire, ma l’Inter ha fatto una partita intensa. Giocatori rimasti un po’ in ombra come Thuram, Barella o Dumfries hanno tirato fuori una prestazione importante. Hanno pensato: vinciamo queste e chiudiamo il discorso. L’Inter ha affrontato così anche le partite con Roma e Como. Il Napoli non ha giocato una buona partita e la tensione attorno all’Inter nasceva da fattori interni, anche dalla stagione precedente finita male. È bastato vincere un paio di partite e avere una buona notizia per sciogliersi e segnare quattro gol al Como, che aveva la miglior difesa del campionato. È una vittoria che conferma che lo scudetto è meritato."

Come mai Conte, considerato un “ammazza campionati”, è sembrato mancare di coraggio a Parma?

"È una domanda interessante. Conte è ormai un’autorità intoccabile: è difficile criticarlo perché arriva sempre primo o secondo. Però a Napoli ho visto un Conte molto prudente, che tende a cambiare la partita con i cambi nell’ultima mezz’ora. Questo nel calcio di alto livello paga sempre meno. Il Napoli ha 27 gol in meno dell’Inter: sono tanti. Anche considerando gli attaccanti dell’Inter, resta un divario enorme. Il Napoli ha tanti giocatori offensivi, ma alcuni non hanno reso. Sono numeri che fanno riflettere."

Il Napoli ha perso molti punti contro le “piccole”: quanto pesa?

"Il punto di partenza è che il Napoli ha avuto problemi anche di infortuni, ma soprattutto ci sono aspetti che vanno oltre. Conte è il maestro dell’approccio, ma a Parma prende gol dopo 30 secondi. Il Napoli ha preso molti gol nell’area piccola, in modo evitabile. Ci sono state diverse disattenzioni difensive. Alcuni problemi si potevano giustificare prima, ma ora meno. Se sei Conte e hai questo tipo di numeri, qualcosa va analizzato. Se De Laurentiis contesta i risultati e il rendimento, possono nascere tensioni. Il Napoli non mollerà Conte facilmente: lo lascerà solo se sarà lui a voler andare via."

Vincenzo Italiano può essere un’opzione per il futuro, magari anche per Napoli o Roma?

"È un allenatore che non ha mai sbagliato una stagione. Anche quest’anno, con il Bologna ottavo, non è un fallimento. È molto costante nei risultati. Credo che riceverà offerte importanti, anche da grandi club. Non è un allenatore estemporaneo, è uno che resterà ad alto livello. Deve però dimostrare qualcosa in piazze più esigenti. Le sue squadre partono spesso piano e questo potrebbe essere un problema in club come Napoli o Milan. Però è un allenatore offensivo, che propone gioco e guarda avanti: è una scelta comprensibile."