Pastore: "Se Conte resta, dovrà fare una cosa che non fa da 15 anni"
Giuseppe Pastore, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Ma l’Inter rischia davvero, secondo te?
"Ormai no. Nel senso che poteva riaprire il campionato se il Milan avesse vinto a Roma, ma è andato molto lontano dal vincere a Roma e il Milan. Tant’è che io penso che la seconda virtuale in questo momento sia il Napoli, perché sta meglio, perché è una squadra più forte e perché ha un calendario, secondo me, anche più semplice rispetto a quello del Milan, oltre ad avere lo scontro diretto in casa tra due giornate dopo i playoff. Però sono comunque, secondo me, schermaglie per un secondo, terzo, quarto posto. L’Inter davvero ha lo scudetto in mano e se supererà, non dico indenne, ma senza perdere magari più di due o tre punti, le prossime tre giornate — che sono quelle più difficili contro Fiorentina, Roma e Como — penso che poi sarà tutta discesa."
E da un punto di vista delle statistiche, nove punti guardando al Napoli: in passato abbiamo citato la Lazio nel 2000 con la Juventus. Altri precedenti ci sono, giusto per sognare, per dare speranze ai napoletani?
"No, no. Nove punti a 8-9 giornate dalla fine, come in questo caso, soltanto quella volta lì nel 2000. Conte stava con la Juventus in quel caso, con chi era davanti, e c’era però anche lo scontro diretto, che la Lazio vinse 1-0 con un gol di Simeone a Torino e le consentì di recuperare tre punti in una sola giornata. Questo al Napoli invece non potrà succedere. È un caso su 30 stagioni con i tre punti a vittoria, quindi evidentemente è un caso molto raro. In quel caso entrambe le squadre erano anche fuori dalle coppe. La Lazio uscì proprio in quelle settimane, la Juve era stata eliminata dalla Coppa UEFA, quindi non c’era la distrazione che può avere oggi una squadra impegnata anche in Europa. È molto difficile, insomma: bisognerebbe fare i conti, più che con un filotto del Napoli, con un tracollo nervoso dell’Inter. Non è che sia nel momento migliore della sua stagione, però proprio grazie al risultato di Roma contro il Milan potrebbe aver tirato un po’ il fiato. Lo vedremo già questo weekend: è un turno in cui l’Inter gioca per ultima rispetto a Milan e Napoli, quindi se arrivassero vittorie del Milan contro il Torino e del Napoli a Cagliari, poi l’Inter scenderebbe in campo a Firenze con una tensione ulteriore. Non credo comunque che l’Inter lasci punti a Firenze, però è anche vero che ha perso punti, ci sono diversi infortuni e Lautaro domenica potrebbe non rientrare per cautela. È uno snodo importante, non l’ultimo. Però tutto passa dalle vittorie di Napoli e Milan: nel vostro caso, il Napoli a Cagliari non può pensare a un risultato diverso dalla vittoria."
Il film che ha vinto gli Oscar, Una battaglia dopo l’altra, può essere anche un po’ il film della stagione del Napoli?
"Sì, lo è stato già in effetti. Il modo in cui ha affrontato i tanti snodi difficili di questa stagione, non sempre uscendo vincitore, è una sintesi efficace. Il film poi prende un po’ in giro chi fa propositi di rivoluzione e battaglia; il Napoli invece si è preso forse un po’ troppo sul serio, a partire dall’allenatore, che a un certo punto ha appesantito il clima. Ci sono stati due o tre mesi di malumore, di nuvoloni. Adesso, con un calendario più libero e con i giocatori che rientrano dagli infortuni, sembra esserci più serenità. Credo anche perché non c’è più un grande obiettivo né alla portata né che stia sfuggendo: il Napoli è dove tutto sommato si accontenta di essere. Il traguardo Champions era l’obiettivo minimo e credo che lo raggiungerà senza grandi problemi. Tutto quello che arriva da qui in avanti è guadagnato, ma credo che sopra l’1% di possibilità di arrivare al primo posto non ci sia, quindi c’è più relax."
Conte due anni e via quasi sempre, tranne che con la Juventus. Tre anni a Napoli possono essere un traguardo possibile?
"Conte è un uomo irrequieto. Ha sempre sentito la pressione di dover fare risultato e la trasmette anche ai giocatori. Tutti raccontano che dà tantissimo in termini di etica del lavoro e sacrificio, ma alla lunga può scaricare le batterie del gruppo. Questo è successo anche prima della fine del secondo anno in passato. Quest’anno sembrava succedere già in autunno, poi è stato bravo a resettare. Però secondo me deve fare un passo indietro nella gestione del gruppo: non si possono più gestire gli spogliatoi di alto livello con quel modo ‘Full Metal Jacket’. Sono cambiati i giocatori e gli impegni. Quest’anno il Napoli ha giocato poche partite europee, ma comunque molto intense. In futuro servirà rivedere preparazione, mercato e gestione quotidiana. Poi è ovvio che Conte si guarderà intorno: qualche offerta arriverà, come quella della Juventus l’anno scorso. Se resterà, bisognerà pianificare una terza stagione 15 anni dopo l'ultima volta, magari evitando gli errori fatti, perché la squadra, al completo, è da scudetto."
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