Sabatini ironizza: "Io ds del Napoli? ADL non mi avrebbe fatto lavorare"
Il dirigent Walter Sabatini è intervenuto nel corso del Bar di TuttonNapoili sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Si aspettava lo sfogo di Antonio Conte con gli arbitri e la conseguente squalifica? Cosa direbbe da dirigente sportivo al suo allenatore?
"Gli avrei detto che preferisco averlo in panchina piuttosto che in tribuna, perché è una perdita grave per la squadra. La vicinanza di Conte al gruppo è determinante: è un allenatore adrenalinico, lucidissimo, ha sempre il controllo della situazione e le sue indicazioni sono fondamentali. È un peccato, anche se gli stati d’animo sono difficili da controllare nelle partite di altissimo livello".
Che campionato stiamo vivendo e quali sono oggi le differenze tra le squadre di vertice?
"È un grande campionato. Ci sono ancora tantissime partite di alto livello, con l’Inter avanti di quattro punti, il Napoli che insegue, il Milan che resta agganciato. La differenza principale è la profondità delle rose, ma questo non deprime il Napoli, che ha un roster molto competitivo".
Qual è la vera forza di questo Napoli?
"Ogni giocatore, quando viene chiamato in causa, mette qualcosa di bello dentro la partita. L’esempio di Lang è eloquente. A tratti sembra sparire, poi ricompare e dà il suo contributo. Questa è la vera forza di un club e di un allenatore. Il Napoli non ha complessi, non può averne: è competitivo, è una squadra che è una bomba atomica. Mi diverto a vedere giocare il Napoli. Domenica è stata una partita di livello internazionale, un orgoglio per la Serie A".
Spesso si dice che la Premier League sia superiore alla Serie A. È davvero così?
"La Premier sembra più spettacolare perché è condita da errori tattici grossolani. Sugli errori si aprono spazi, nascono contropiedi e le partite sembrano più veloci. Ma la velocità è determinata dagli errori. In Italia la tattica è molto raffinata, il posizionamento e la marcatura preventiva sono fondamentali".
Che giudizio dà sul lavoro di Manna come direttore sportivo?.
"È giovane ma sta dimostrando di avere attributi importanti. Non distinguo tra giovani e vecchi: Manna è un direttore sportivo che fa il suo lavoro, si muove in un ambiente complicato, tiene i conti a posto e la squadra ad alto livello. Mi sembra un dirigente di alto profilo".
Quanto è difficile operare sul mercato per una squadra di alto livello che deve rincorrere?
"Serve creatività: immaginare soluzioni, offrire soluzioni, guardare il panorama degli altri club e creare circostanze di mercato. Napoli ha una cultura di club che agevola tutto questo. È sempre stata una società virtuosa, competitiva e attenta ai conti. È difficile, lo so bene, l’ho fatto per anni alla Roma. Ci si arrangia, ci si organizza e serve anche un po’ di fortuna. Ma la fortuna è un’attitudine: aiuta gli audaci e chi lavora tanto".
“Io ds del Napoli? De Laurentiis non mi avrebbe fatto lavorare, avrebbe fatto lui il mio lavoro. Sarebbe stata un’emozione straordinaria perché Napoli è una città talmente generosa che mi avrebbe aiutato a vivere. Purtroppo non è successo e va bene comunque così”
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