Troise: "Napoli bravo a resistere, ma su 38 infortuni non può essere solo sfortuna"
Ciro Troise, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Da dove partire per commentare questo 1-0 del Napoli a Cagliari? “Il Napoli ha ottenuto un successo corsaro, sbloccando la partita dopo pochissimi secondi e gestendo bene il ritmo e il possesso. Tre punti importanti, senza dubbio. Però obiettivamente si poteva fare meglio. Cambiare tanti interpreti partita dopo partita non è semplice, e ieri il Napoli ha giocato con due centrocampisti centrali, Lobotka e Gilmour, in uno schieramento atipico rispetto alla consuetudine. Di solito la squadra gioca con un playmaker e un centrocampista più avanzato”.
Come giudichi le scelte tattiche e le prestazioni individuali? “La partita era difficile: il Cagliari ha adottato un 5-3-2 compatto, giocando sulle eventuali disattenzioni del Napoli e concedendo pochissimo spazio. L’unica occasione vera è stata quella di Esposito su palla aperta da Olivera. La squadra ha sofferto quando mancava profondità e uomini capaci di saltare l’avversario. Le cose sono migliorate con l’ingresso di Alisson Santos, che ha permesso maggiore incisività e supporto a McTominay”.
Secondo te, questa sosta per le nazionali può aiutare Conte a lavorare meglio sulla squadra? “È una sosta particolare. Di positivo c’è la possibilità di lavorare su calciatori che devono ritrovare condizione. Anguissa, ad esempio, ha dato grande intelligenza tattica in 20 minuti di buon livello. Il problema è che alcuni giocatori faranno partite fondamentali per le nazionali, altre invece amichevoli di scarso valore. Quindi non è facile prevedere gli effetti complessivi. La speranza è evitare infortuni”.
Cosa pensi della rincorsa del Napoli verso le prime posizioni? “Mettere percentuali è sbagliato. Il Napoli deve concentrarsi su se stesso e provare a vincere tutte le partite. Solo così può garantirsi la Champions. L’Inter è molto forte: prima del derby aveva vinto 14 delle 15 partite precedenti. Per sperare di arrivare davanti, il Napoli deve essere pronto e non alimentare aspettative irrealistiche. Anche vincere tutte le gare sarebbe un’impresa storica: non ricordo un Napoli con 12 vittorie consecutive”.
La stagione del Napoli può già considerarsi positiva, considerando anche la Supercoppa? “Sì, la stagione va vista a due facce. La Supercoppa è un trofeo importante e la squadra ha affrontato problemi incredibili. In campionato, non si può dire nulla sul percorso: ha resistito a emergenze e infortuni. In Coppa Italia la sfortuna ha inciso, così come in Champions League. Non si tratta solo di sfortuna: 38 infortuni muscolari non possono essere casuali, c’è stata anche una gestione della rosa e del carico di lavoro discutibile”.
Conte ha gestito bene la partita di ieri, anche nei cambi e nel minutaggio dei giocatori? “Sì, assolutamente. Alcune scelte tattiche e cambi erano dettate anche dalla gestione fisica dei giocatori, pensando ai playoff mondiali e alla condizione fisica di Lobotka o altri. L’ingresso di Alisson Santos ha aumentato l’uno contro uno, creando pericoli e migliorando la manovra. Le dinamiche interne di Conte sono sempre complesse: bilanciare esperimenti, filosofia di gioco e gestione del risultato non è semplice, ma il Napoli ha mostrato ancora una volta una grande capacità di adattamento”.
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