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Volpecina: "A Verona ho vissuto bene, ma allo stadio sempre le stesse cose..."

Volpecina: "A Verona ho vissuto bene, ma allo stadio sempre le stesse cose..."
Oggi alle 14:10Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
"La risposta migliore è sul campo: quando vinci e loro rosicano, lì è bello".

L'ex azzurro Giuseppe Volpecina è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video

Oggi è il compleanno di Davide Neres, 29 anni per il brasiliano. Quanto sta incidendo in termini negativi la sua assenza nel gioco del Napoli?
"Stava in grande forma, era bello fresco, saltava gli avversari, metteva in difficoltà le difese e stava cominciando anche a fare gol. È stato veramente un peccato. Aveva trovato sintonia non soltanto con Hojlund ma con tutta la squadra. Poi abbiamo avuto tante brutte defezioni, abbiamo perso anche altri giocatori importanti. È stato un anno particolare, è un peccato perché ce la potevamo giocare fino all’ultimo con l’Inter. Abbiamo perso tanti punti, soprattutto nei secondi tempi, con meno energie e sempre i soliti giocatori".

La mancata qualificazione in Champions è la delusione più grande? "Sì, lì potevamo fare di più. Su tante squadre qualificate potevamo arrivare tranquillamente, nonostante gli infortuni. In Coppa Italia abbiamo fatto il massimo, ma in Champions ci potevamo qualificare. Non pensavamo di vincere o arrivare in finale, ma la qualificazione la dovevamo prendere. Lì dobbiamo fare autocritica".

Il Napoli soffre contro le squadre che si difendono a blocco basso. Come si può ovviare a queste difficoltà? "Quando giochi contro queste squadre tutti soffrono, perché quando ci sono pochi spazi è più difficile andare sul fondo e mettere la palla in mezzo. Un’arma importante è un grande pressing offensivo. Ultimamente può subentrare anche la paura di vincere, perché i punti sono importanti e dobbiamo prendere almeno il quarto posto. Quando vai in vantaggio cominci ad avere un po’ di paura. Bisognerebbe avere più coraggio e chiudere le partite, perché sull’1-0 può segnare chiunque, anche su un calcio d’angolo o una palla da fermo. Non devi dare possibilità agli altri".

È giusto che Conte completi il triennio come da contratto? È l’allenatore giusto anche per la prossima stagione? "Io dico di sì, perché Conte conosce bene l’ambiente. L’anno scorso ha azzerato tutto quello che era successo l’anno prima. È venuta una grande personalità, ha sistemato prima la società e ha fatto rendere al massimo i giocatori. Sono convinto per la riconferma. Però tutti questi infortuni provengono da qualcosa. Non voglio essere critico, ma troppi infortuni muscolari devono avere una causa e bisogna risolvere questa situazione. Fino a 3-4 anni fa eravamo la squadra con pochissimi infortuni, adesso siamo tra le più colpite. Non è possibile sopportare quasi 40 infortuni stagionali".

Quando giocavi al Verona c’era già questo clima di ostilità verso Napoli e il Meridione? "C’è sempre stato, ma succede soprattutto durante le gare di calcio. Io a Verona ho vissuto bene, mi sono trovato bene. Anche adesso ricevo apprezzamenti. Si conviveva bene. A me quello che dicono scivola addosso, mi fanno sorridere perché ripetono sempre le stesse cose. La risposta migliore è sul campo: quando vinci e loro rosicano, lì è bello".

Con i rientri di Anguissa, De Bruyne, Lukaku, Gilmour e forse McTominay, Conte potrebbe cambiare qualcosa dal punto di vista tattico? "Dipende dai giocatori che ha a disposizione e dagli avversari. Può utilizzare qualsiasi modulo perché ha giocatori duttili. Non è un allenatore integralista, si adatta alle situazioni. Durante la gara può cambiare in base a espulsioni, vantaggio o svantaggio. Tutti questi recuperi, pezzi pesanti come Anguissa, ci daranno una grande mano per confermare il posto in Champions".

Lukaku può dare di più da qui a fine stagione? "Lukaku ha bisogno di fare sempre più minuti. Si può allenare anche per dieci mesi, ma ha bisogno della partita. Forse dall’inizio è ancora un po’ presto, però più gioca e più entra in forma".