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Zito: "Il '10' sta sparendo, ma De Bruyne può esserlo. L'imprescindibile però è un altro"

Zito: "Il '10' sta sparendo, ma De Bruyne può esserlo. L'imprescindibile però è un altro"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 16:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Francesco Zito, analista di Kickest, è intervenuto nel corso di 'Pausa Caffè', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Quante squadre tra le prime hanno davvero un numero 10? Sempre meno. Oggi quella maglia viene data spesso a un giocatore simbolo o a un esterno offensivo, non più al classico fantasista. Non è tanto una questione di mancanza di talento, quanto di cambiamento del calcio”.

In che senso il calcio è cambiato?
“Oggi in Serie A si gioca molto più con blocchi bassi e sistemi difensivi compatti. Molte squadre si schierano con difese a cinque o comunque con moduli pensati prima per non prendere gol che per attaccare. Questo abbassa il ritmo e riduce anche il numero di dribbling. I dati lo confermano: da cinque stagioni si dribbla sempre meno e le squadre italiane sono molto indietro rispetto agli altri campionati europei”.

Parlando di Napoli, De Bruyne può essere considerato il numero 10 della squadra?
“Sì, anche se per caratteristiche io lo vedo più come un 8 e mezzo, una mezzala di qualità capace di inventare giocate che gli altri non vedono. Nel 3-4-2-1 però, agendo sulla trequarti, può diventare la chiave del gioco offensivo. Il Napoli quest’anno ha alternato tanti giocatori in quella zona, ma spesso è mancato qualcuno capace di trovare la giocata decisiva contro difese molto chiuse. De Bruyne lì può fare la differenza, soprattutto ora che ha più libertà di movimento”.

L’impressione è che il modulo attuale lo esalti più rispetto all’inizio della stagione. Sei d’accordo?
“Sì, perché oggi ha meno compiti difensivi e può concentrarsi sulla qualità. All’inizio, quando giocava più arretrato, doveva coprire più campo. Adesso invece può ricevere tra le linee e creare superiorità. In questo sistema può essere una soluzione importante anche per il futuro”.

Quanto ha cambiato il Napoli l’arrivo di Alisson Santos?
“Moltissimo. Conte non è un allenatore che inserisce subito i nuovi, ma con Alisson ha trovato un giocatore diverso dagli altri. È uno che vive per l’uno contro uno, salta l’uomo e crea superiorità numerica da solo. Ha portato imprevedibilità a una squadra che spesso era troppo leggibile. Considerando anche come gli avversari preparano le partite contro il Napoli, oggi è diventato quasi imprescindibile”.

Con tutti i centrocampisti disponibili, Alisson rischia di uscire dall’undici titolare?
“La tentazione di mettere in campo tutti i migliori c’è sempre, ma il Napoli di adesso mi sembra più imprevedibile rispetto a quello di inizio stagione. All’inizio, con tanti giocatori centrali, la squadra finiva per essere troppo prevedibile. Oggi invece ha più soluzioni. Per questo non rinuncerei ad Alisson: più che il modulo, contano gli interpreti. Si può anche partire con più centrocampisti e poi cambiare a gara in corso, ma in questo momento togliere Alisson significherebbe perdere una delle armi più importanti”.