Da 0 a 10: l'infame che ha insultato Koulibaly, il labiale verità di Insigne, la truffa Spalletti e il ritorno inatteso di Cavani

Il Napoli vince con le reti di Lozano e Rrahmani: è ancora capolista a punteggio pieno. Ancora super Anguissa in mediana, torna Mertens
04.10.2021 19:27 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
 Da 0 a 10: l'infame che ha insultato Koulibaly, il labiale verità di Insigne, la truffa Spalletti e il ritorno inatteso di Cavani
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Zero come il nulla. Fate schifo. Voi, che avete chiamato scimmia Koulibaly, fate schifo. Voi, nel mirino del dito fiero e orgoglioso di Kalidou, dovreste sprofondare nella vostra vergogna. Murarvi tra le pareti della vostra pochezza, che riecheggia come un nulla eterno. Fate schifo, voi. Vermi, nascosti nell'anonimato del branco che vi tutela.

Uno l’assist di Zielinski, che gioca una partita oscena. Oscena. Non azzecca nulla, sbaglia tutte le scelte, galleggia distratto tra la marea di una partita che non lo vede mai prendere controllo del vento. Sulla rete di Rrahmani, Spalletti fa la furbata e truffa tutta la difesa viola: “Deve andare Insigne col destro”. Invece batte Pietro col mancino e pennella la più dolce delle assistenze. Questo racconta della qualità di questo organico. Però, Zielinski bello, svegliamoci!

Due rigori sbagliati in stagione, due cambi in tre giorni ed una reazione che andava evitata. Insigne entra male in partita e ne esce ancor peggio con quella reazione che non va però condannata. Era voglia di combattere con la squadra, per la squadra. Lo dimostra il labiale rivolto a Spalletti ‘Mister, ne avevo ancora’. La chiosa superlativa è di Luciano: “La prossima volta lo farò giocare di più”. A digiuno tutti gli avvoltoio pronti ad azzuffarsi sull’episodio.

Tre punti che sudano di quella fatica che appartiene alle imprese collettive. Questa è una squadra ed è la notizia più importante. Oltre le vittorie, i gol segnati, le enormi qualità di singoli. Questi ragazzi qui stanno lottando tutti per la stessa cosa, stanno godendo allo stesso modo di un gol di un compagno, come se fosse loro. È la grande speranza per un campionato di vertice: mantenere questo spirito. La vera forza di uno spartano resta sempre il guerriero al suo fianco. Questa è Napoli!!!

Quattro posti Champions: il Napoli ha nove punti di vantaggio sulla quinta. Nell’euforia del momento, è invece un dettaglio su cui soffermarsi, che dà sostanza all’incredibile avvio di stagione degli azzurri. Un gruppo che sembra essere a proprio agio su ogni superficie, capace di adattarsi ad ogni condizione climatica, in stile Sonny Colbrelli alla Parigi-Roubaix. “Prima di vincere o perdere, il ciclismo è rispondere "Presente!". Il Napoli c’è, eccome.

Cinque in Serie A per Anguissa, sempre per 90’. È come l’acqua prima del caffè: non si può pensare di fare a meno di questo motore Diesel, che a Firenze parte con qualche incertezza e finisce poi per cassare come il più severo dei tiranni ogni tentativo viola. Finisce per consumarti, logorare mentalmente e fisicamente gli avversari che pensano di averlo superato ed invece se lo ritrovano eretto come un muro emetto senza il permesso. Un abuso edilizio ambulante a difesa dell’area azzurra. Ve lo ricordate Dikembe Mutombo che muoveva il dito a tergicristallo ad ogni stoppata? Ecco. 

Sei mesi in panchina ad invecchiare come un buon vino. Rrahmani ha rischiato di finire nella galassia delle meteore nella gestione Gattuso, e sarebbe come dimenticarsi un dipinto di Giotto nel garage. Solido, preciso, puntuale e pure col vizio del gol: Amir non sembra avere apparentemente difetti e si sposa alla perfezione col compagno di reparto. Incastri, la vita è fatta di incastri. Di particelle che si combinano, si stimolano, si eccitano a vicenda. È scienza.

Sette vittorie su sette, sette gol su calcio piazzato, sette bellezze, sette meraviglie del mondo, sette a Lozano che rovista tra gli scarti della partita e segna un gol fondamentale e si procura la punizione del 2-1. Sette e Magnifiche, non come le rime in saldo di Fedez, ma come le vittorie che hanno tutte un volto differente. Un omaggio al Melting pot, anche nel modo di portarsi a casa i tre punti. I mille colori di Napoli, meraviglia nella meraviglia del mondo.

Otto a Osimhen, che trasforma il gol in una questione quasi marginale. Domina la gara senza nemmeno segnare, la domina esplodendo nello spazio ad una velocità che è simile a quella della luce, sottoponendo i difensori ad una tortura fisica e psicologica. C’è un divario imbarazzante tra quello che può fare lui e quello che possono fare gli altri lanciato nello spazio vuoto, un furore che divampa con effetti devastanti per le difese avversarie. È tempesta e impeto, è inesorabilità che bussa alla tua porta. Nel secondo tempo si iscrive pure al ‘Tale e quale show’ e si mette a fare il Cavani, ripiegando in difesa e ringhiando sugli avversari al limite della propria area in stile Matador. Immenso lui, immenso il suo orizzonte e le prospettive tutte ancora da esplorare. 

Nove al Comandante KK. C’è un punto della gara, un momento rintracciabile, in cui Kalidou decide che non si prosegue oltre. Chiude ogni accesso, respinge con perdite ogni tentativo di varcare la soglia che ha definito. Ed è una decisione irrevocabile, non negoziabile. L’estremizzazione di un potere esercitato con nobiltà ed eleganza, che si fa urlo prepotente nel denunciare i miserabili che lo hanno infamato. C’è il marchio gigante di KK nel blitz toscano, leader tecnico di questo Napoli che non vuole smettere di sognare. E con un Koulibaly così, ogni sogno può diventare legittimo.

Dieci a Spalletti. Alla notte dei miracoli, alle vele fatte di mille lenzuola ed una nave che vuole perdersi, coltivare in privato questo sogno. C’è sudore sul legno, c’è uno studio costante, la tensione evolutiva di chi sa che dovrà essere ogni giorno migliore per tenere il passo dei compagni. Un’armonia che riecheggia nell’aria come musica dolce, una geometria che si esplica sul terreno di gioco come un calcolo che dà sempre il giusto risultato. Un orizzonte che si schiaccia, un mondo che si fa oblò e deforma la percezione. Amplifica e riduce, moltiplica e sottrae senza restare incatenato ad una legge matematica. È un viaggio in barca, inutile sprecare energie a fissare una destinazione. Una notte dei miracoli per volta…