Insigne e la ‘macchina (di lusso) del fango’

Lorenzo Insigne è finito, suo malgrado, nel mirino di questo modus operante dilagante
08.06.2020 07:33 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Insigne e la ‘macchina (di lusso) del fango’

(di Arturo Minervini) - Venghino, signori venghino. Inizia la fiera, nell’etere risuona la musica triste di un circo allestito in stile Taylor Barnum. Il fine ultimo è suscitare clamore, affidarsi a principi elementari, diciamo pure basici.

Polarità. È il nuovo dogma dei comunicatori, quelli bravi. Quelli che amano dividere, creare discussione, soggiogiati dalla regola che per alcuni è tra i primi posti: basti che se ne parli. Lorenzo Insigne è finito, suo malgrado, nel mirino di questo modus operante dilagante. Perché l’equazione è troppo facile, la tentazione fascinosa, l’associazione inevitabile: crisi economica-ricco che spende soldi-ricco cattivo-popolo insorto.

La macchina del fango ci mette poco a mettersi in moto. Fa da 0 a 100 più in fretta di qualsiasi macchina di lusso. Anche più velocemente di quella mostrata sui social da Insigne, un regalo per una giornata speciale come il suo compleanno.  Nessuno si sarebbe stupido se nella foto fosse stata immortalata una ‘Fiat Mirafiori 131’. Nessuno dovrebbe stupirsi se Insigne può chiaramente permettersi qualcosa di valore nettamente superiore, abbondantemente nei parametri dei suoi guadagni.

Un problema che non sussiste. Una polemica che muore prima ancora di nascere. Almeno così sarebbe, affidandosi al buon senso. Rendendosi conto che anche l’industria del lusso si traduce in posti di lavoro, in economia che gira, in persone che grazie a quel lusso portano avanti le loro attività. Ormai, però, la regola della comunicazione italiana sembra abbattere qualsiasi logica. Bisogna solo spezzare in due, tranciare di netto il fruitore finale cercando di creare la fazione dei pro e dei contro.