Osimhen, Dries, il nuovo Zielu e la regia di Insigne: cosa ci ha detto il ko col Sassuolo?

Ecco le difficoltà emerse che dovranno far riflettere Gattuso sui correttivi da apportare.
02.11.2020 22:30 di Antonio Gaito Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Osimhen, Dries, il nuovo Zielu e la regia di Insigne: cosa ci ha detto il ko col Sassuolo?

di Antonio Gaito - Tante le critiche per il ko col Sassuolo, probabilmente anche per le assenze di Berardi, Djuricic e Caputo, ma forse fin troppe perché il Napoli è uscito sconfitto andando sotto senza subire palle gol fino al rigore. In molti hanno dato meriti agli avversari parlando di grande calcio del Sassuolo (in realtà solo con un buon possesso prolungato in orizzontale, soprattutto dopo l'1-0), ma in effetti anche la squadra di De Zerbi - legittimamente, forse proprio per le assenze - s'è snaturata, non alzando una pressione ultra-offensiva per non lasciare spazi e dare la profondità ad Osimhen dopo quanto visto con l'Atalanta (per stessa ammissione del tecnico nel post: "Abbiamo abbassato la pressione per Osimhen, non potevamo lasciare 40 metri dietro i difensori") e questo dovrà far riflettere Gattuso sui correttivi da apportare.

COSTRUITO QUANTO CON L'ATALANTA MA CON 0 GOL - Seppur sfruttando i tanti errori nell'uscita difensiva del Sassuolo, il Napoli ha sprecato almeno 4 palle gol nel primo tempo, tra Mertens (che poi ne ha sbagliata un'altra ancora più clamorosa nella ripresa), due volte Osimhen calciando prima sul portiere che rientrava e poi alto con la porta spalancata. Il Napoli ha chiuso con 0 reti nonostante una produzione offensiva come la partita col Genoa e più di quella con l'Atalanta, ovvero 2,25xG (expected goals, i gol potenzialmente costruiti), l'algoritmo usato da tanti tecnici di Premier per valutare quanto costruito dalla squadra e avere un quadro delle difficoltà realizzative dell'attacco nei momenti dell'anno di sterilità offensiva nonostante buone prove.

MANCATA PROFONDITA' - Se persino il Sassuolo, la squadra più offensiva del campionato, abbassa il baricentro per togliere spazio ad Osimhen tra difensori e portiere, possiamo dire allora che sarà un correttivo che tutti i tecnici della Serie A presenteranno contro il Napoli. Il primo passo è una rifinitura migliore dei compagni al lancio, ma Gattuso dovrà trovare anche automatismi diversi per andare a liberare il nigeriano con tagli verso l'esterno o usarlo semplicemente per mandare in sofferenza la difesa e liberare spazio tra le linee. Del resto, lo stesso Gattuso non può aver immaginato un Osimhen, il giocatore più veloce del campionato, lasciato libero ogni partita a campo aperto dai preparatissimi allenatori della Serie A. In questo caso Gasperini, e forse le big del campionato, possono essere un'eccezione sullo spazio concesso dietro la linea difensiva.

MERTENS OSCURATO E POCO BRILLANTE - L'altro correttivo di molte squadre è stringere le linee di centrocampo e difesa per andare a togliere Mertens dalla partita. In realtà qui Gattuso il correttivo l'ha proposto da subito, dando libertà al belga di svariare, soprattutto sul centro-sinistra il suo ruolo originario. Non a caso proprio da quella parte, dopo un taglio verso il centro, s'è divorato l'1-1 da due passi. Per questo l'interrogativo forse è un altro: Mertens ha bisogno di essere centellinato? Nelle ultime stagioni alternandosi con Milik riusciva quasi sempre ad essere al top, con il nuovo ruolo - dove non ha vere alternative - probabilmente non può spendere così tanto ogni 3 giorni. 

CHI E' IL VICE-MERTENS? E' la domanda successiva a quanto scritto poche righe sopra. Petagna è una soluzione a gara in corso, un po' nella disperazione, Lobotka con la Real Sociedad è stata una mossa più che altro difensiva,  per aggredire il portatore di palla e chiudere gli spazi centralmente. Considerando l'abbondanza a centrocampo, forse l'unica ipotesi credibile è alzare Zielinski, capace di sterzare nello stretto, pungere al tiro o nell'ultimo passaggio. Il polacco nasce del resto seconda punta, poi arretrò sulla trequarti nei primi tempi ad Empoli prima dell'arrivo di Sarri. In ogni caso anche per questa soluzione c'è bisogno di tempo e pazienza che forse non ci sono.

L'IMPORTANZA DI INSIGNE - Nella gara con l'Atalanta, l'unica a tenere la linea altissima e concedere profondità ad Osimhen e agli strappi di Lozano e Politano, lo spettacolo ammirato ha portato molti a mettere persino in discussione il capitano. In realtà Insigne resta fondamentale perché la maggior parte delle gare contro una difesa schierata necessita della sua regia offensiva. Anzi, proprio della sua qualità necessitano gli altri compagni di reparto (tutti di strappo) per approfittare dei pochi varchi che si aprono in certe partite. In sintesi, il capitano va a riequilibrare con qualità, fraseggio e raccordo un reparto che senza di lui è solo scatti ed elettricità.