Valverde-Napoli, Palliggiano: "Nel 2019 mi fece una rivelazione sugli azzurri"
Davide Palliggiano, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video.
Quando segna Kvaratskhelia provate sentimenti contrastanti, pensando anche al suo passato al Napoli?
“Sì, quando segna Kvaratskhelia devo dire che noi siamo sempre molto contenti per lui. Però poi ricordiamo lo straordinario giocatore che era al Napoli e quindi dobbiamo un po’ vivere questo conflitto interiore che regna in noi."
In Francia però fino a pochi giorni fa qualcuno lo criticava?
“Sì, e ti farà sorridere il fatto che fino a qualche giorno fa in Francia non dico lo criticassero apertamente, ma cominciassero a storcere un po’ il naso per alcune prestazioni considerate un po’ egoistiche. Anche L’Équipe gli aveva dedicato un lunghissimo articolo, analizzando il sentimento dei tifosi del Paris Saint-Germain, che lo avevano un po’ etichettato così. Dicevano che fosse un po’ egoista, che sbaglia spesso l’ultimo passaggio e che a volte forzasse troppo la giocata. Dopo la doppietta di ieri molti si sono ricreduti. Anche perché, al di là della fantastica serata, la stagione di Kvara in Francia non è così entusiasmante nei numeri come poteva sembrare: fino a ieri parliamo di quattro gol e tre assist in ventuno partite, con solo il cinquantadue per cento delle presenze da titolare in campionato. In Champions però con la doppietta di ieri ha raggiunto i migliori marcatori del Paris Saint-Germain, con sei gol e quattro assist.”
C’è anche un equivoco tattico sul suo ruolo nel Paris Saint-Germain?
“Sì, perché Kvara sappiamo tutti che si trova a suo agio a giocare a sinistra nel tridente d’attacco. Luis Enrique è uno a cui è sempre piaciuto sperimentare: lo ha provato a destra, perché a sinistra c’è anche un altro fantastico giocatore giovanissimo come Barcola. A volte ha provato anche a farlo giocare falso nove. Però Kvara deve giocare a sinistra e credo che lo abbia capito anche Luis Enrique. Ieri infatti è partito con Barcola, che ha segnato e che ha anche recuperato il pallone da cui è nato il gol del tre a due. Poi, quando Barcola era ormai stremato, ha inserito Kvaratskhelia.”
È un giocatore che si esalta soprattutto nelle grandi notti di Champions League?
“Assolutamente sì, ma non lo scopriamo certo ora. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo della partita di ieri, il Chelsea praticamente si è fatto male da solo. Era in controllo della gara e poi si è complicato la vita. Lo abbiamo visto anche contro il Napoli: il Chelsea è una squadra fantastica dal punto di vista offensivo, con giocatori di enorme qualità. Anche in difesa ha giocatori forti singolarmente, ma non è una squadra che sa difendere bene come collettivo. Ieri ha preso cinque gol e ha fatto acqua da tutte le parti. Questo ovviamente non toglie nulla ai meriti di Kvara: è un giocatore fantastico, che si esalta nelle partite di Champions. Inoltre il Paris Saint-Germain in campionato quest’anno è primo con un solo punto di vantaggio sul Lens, quindi non sta dominando come negli altri anni. Non è solo un problema di Kvara: è una situazione generale, tra alti e bassi e anche diversi infortuni, a cominciare da Dembélé, che è un giocatore fortissimo ma ha avuto vari stop. Però è chiaro che nelle notti di Champions Kvaratskhelia si esalta e ieri lo abbiamo visto tutti.”
Passando al Napoli: Alisson Santos può diventare un giocatore capace di fare la differenza?
“È un giocatore tecnicamente forte, lo abbiamo visto. Ha qualità nello sprint e nel dribbling e giustamente Conte gli dice di puntare l’uomo, di essere più coraggioso. Ha mezzi tecnici importanti, ma ci vuole anche la fiducia dell’allenatore che lo spinga verso traguardi più alti. È un giocatore interessante, però io aspetterei qualche partita in più, almeno una decina a questo livello, per poterlo definire davvero un grande giocatore. È successo anche con altri giovani: due o tre partite non bastano per etichettarli come fenomeni o come giocatori di livello assoluto. Sicuramente però è un calciatore che al Napoli ha già dato delle soddisfazioni. E non lo nascondo: anche alla mia squadra del fantacalcio.”
Un’ultima domanda su Valverde: è diventato il giocatore che ti aspettavi o è andato oltre?
“Secondo me è andato oltre. Ricordo che ero a Madrid nel periodo in cui c’era Zidane e lo aveva lanciato in prima squadra. Proprio in quei giorni gli feci una domanda sull’interesse del Napoli di Ancelotti. Lui si sentì onorato, ma ovviamente voleva giocarsi le sue carte al Real Madrid. E ha avuto ragione. Con il tempo è diventato un giocatore completo: ha imparato a tirare, ha imparato a segnare. All’inizio era un centrocampista a tutto campo, fortissimo dal punto di vista fisico e con un’energia incredibile, ma non aveva ancora il tiro che ha sviluppato negli ultimi anni. Oggi è un centrocampista di livello mondiale, anzi un giocatore totale, perché può fare più ruoli. Anche ieri lo ha dimostrato: è ormai un top assoluto e forse quella di ieri è stata un’ulteriore consacrazione.”
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