Sappiamo già come andrà a finire: il racconto di 3 tifosi

Tre tifosi, che esistono ma che non conosciamo, raccontano la propria reazione dopo aver incontrato l'allenatore della Juve
24.01.2020 19:00 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Sappiamo già come andrà a finire: il racconto di 3 tifosi

Col cuore chiuso in gabbia e la mente lucida, il tifoso seduto al San Paolo, domenica sera, si accorge di Sarri e s'alza in piedi. Così, in un istante, tutto lo stadio smette di attendere, i tifosi iniziano ad applaudirlo ignorando anche la squadra che sta entrando in campo per il riscaldamento. Partono cori dalle curve, il boato è assordante, un tributo che dura diversi minuti nel quale Sarri si perde, commosso, con lo sguardo all'orizzonte e una camminata lenta per ringraziare tutti. Il San Paolo non dimentica: Sarri ha reso felici, ha sfiorato uno scudetto autorizzando i tifosi a sognare, li ha incantati con la sua poesia, si è seduto accanto a loro, ne ha fatto parte, con quell'infanzia romantica che ha accentuato la magia. Il tributo più giusto per un allenatore che ha fatto la storia pur senza riscriverla.

Col cuore libero e la mente accecata di rabbia, il tifoso seduto al San Paolo, domenica sera, si accorge di Sarri e inizia ad urlare. Invita anche gli altri a farlo. Lo stadio prende la rincorsa: fischi assordanti per l'allenatore della Juve, provengono da tutti i settori, ci sono frasi forti - non le ripetiamo - e cori durissimi, c'è un accoglienza da brividi, ma in senso negativo, nei confronti dell'alleato poi divenuto traditore. Sarri se l'aspettava, finge disinteresse, saluta qualcuno e poi volge lo sguardo all'allenamento dei suoi: vorrebbe finisse subito. Invece dura diversi minuti, che sembrano eterni, nei quali lo stadio si sfoga. Lo fa per tutta la partita - che passa in secondo piano - e anche dopo. L'amore diventa altro: i tifosi aspettavano da tempo questo momento. Finalmente. 

Col cuore libero e la mente lucida, il tifoso seduto al San Paolo, domenica sera, si accorge di Sarri e si emoziona. Tornano in mente certe immagini, certi gol, certe partite divenute epiche. Sarri non è mai stato il tifoso fanciullo del Napoli, non ha mai guidato nessun popolo da Comandate, ha avuto solo il grande merito di compiere un capolavoro tattico, senza precedenti. Ha valorizzato la rosa, ha ottenuto enormi risultati e, da professionista, ha poi scelto la Juventus, ovvero la più forte, il traguardo ambito da molti. Con un po' di filosofia lo stadio si accende, si riconosce qualche applauso, certo c'è chi rumoreggia, poi in campo entrano gli azzurri e s'intravede Gattuso, così parte un'ovazione per la squadra, le curve incitano Insigne e compagni e Sarri torna ad essere uno dei tanti, un uomo tra la folla. È stato bello ma è finita. Senza rancore. Buon Napoli-Juve a tutti.