TN - Figc, l'ex dg: "Nel calcio cifre imbarazzanti, qualcuno rischia il botto! De Laurentiis ha capito..."

Il virus ha il pallone e sarà lui a decidere quando rimetterlo in campo. Impossibile, oggi, prevedere cosa accadrà domani
31.03.2020 09:53 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
TN - Figc, l'ex dg: "Nel calcio cifre imbarazzanti, qualcuno rischia il botto! De Laurentiis ha capito..."

Il virus ha il pallone e sarà lui a decidere quando rimetterlo in campo. Impossibile, oggi, prevedere cosa accadrà domani. Antonello Valentini, storico dirigente della Figc, lo ribadisce a Tuttonapoli.net rilanciando la grande missione del calcio italiano: "Darsi tutti una regolata, altrimenti - dice - qualcuno farà il botto". 

Gravina ha ribadito: la priorità è concludere i campionati. "Nessun dirigente, di nessun livello, può decidere quando tornare in campo. Lo deciderà solo il virus. Saranno fondamentali le opinioni dei medici. Ma la federazione ha il dovere, e lo sta facendo bene, di preparare una serie di piani alternativi a seconda dell'andamento della situazione per essere pronti quando finalmente si potrà tornare a giocare. Attenzione: non parlo solo della Serie A ma anche della B, della C e della lega dilettanti che gestisce quindicimila partite a settimana". 

Virus permettendo, l'estate sembra poter essere la stagione giusta per la ripresa. "Magari, vorrebbe dire due cose: che l'emergenza è alle spalle e che il campionato può finalmente concludersi. La grande sfida del calcio italiano è quella di far conciliare la regolarità dei tornei, portandoli a termine, insieme alle coppe europee e ai legittimi interessi delle squadre nazionali. È una sfida su tre piani che si può vincere in un solo modo".

Quale? "Se ognuno, a tutti i livelli, si toglie la maglietta della propria squadra e dei propri colori e inizia a ragionare per il rilancio del calcio italiano attraverso un passo collettivo per il suo unico bene". 

Il taglio stipendi è una soluzione che sembra inevitabile. "Il calcio, che vive in una gabbia dorata, con cifre imbarazzanti, non può chiamarsi fuori da questa emergenza e deve fare la sua parte. Aggiungo: il sindacato calciatori non può imporre niente, può solo dare indicazioni. I contratti stipulati sono individuali e quindi ogni società dovrà trattare coi suoi tesserati". 

Come ha fatto la Juventus. "Esatto. Mi auguro che il suo esempio venga seguito da tutti gli altri club, ma con un'accortezza: ogni calciatore deve contribuire per fasce di reddito. Cristiano Ronaldo, col suo ingaggio, non può essere paragonato a un calciatore di Serie C che guadagna in media 40mila euro lordi all'anno. Sono entrambi giocatori, ma vivono su pianeti diversi". 

Un dubbio è sempre attuale: il calcio italiano si è fermato in ritardo? "Forse si sarebbe potuto fermare prima, ma è stato sballottato da qualche contorsione da parte del Ministro dello Sport: prima le porte chiuse, poi le porte aperte, poi di nuovo chiuse. Alla fine, dopo aver bloccato tutto, è stato anche difficile, e aggiungo purtroppo, vincere la resistenza di chi voleva anticipare la ripresa degli allenamenti. Per fortuna Lotito e De Laurentiis ci hanno riflettuto e hanno capito che non era il caso". 

Nel calcio ci sarà un prima e un dopo Coronavirus? "Prima, quando parlavo di cifre imbarazzanti, non mi riferivo solo agli stipendi dei campioni, ma a varie componenti del mondo del calcio. Ecco, spero che quando l'emergenza finirà tutti si siano una regolata. Bisogna ripartire in maniera proporzionata al ruolo che il calcio deve avere tenendo d'occhio la salute economica delle società. Altrimenti, prima o poi, qualcuna fa il botto".