L'ex Savoldi: "C’è un concorso di colpe, si facciano tutti un bell’esame di coscienza"

A '1 Football Club' su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Savoldi, allenatore ed ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Bologna. 

28.02.2024 11:10 di  Antonio Noto  Twitter:    vedi letture
L'ex Savoldi: "C’è un concorso di colpe, si facciano tutti un bell’esame di coscienza"
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© foto di Balti Touati/PhotoViews

A '1 Football Club' su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Savoldi, allenatore ed ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Bologna. 

Si sarebbe aspettato una stagione così complicata dopo aver vinto uno scudetto? “Credo sia stato abbastanza normale. Adesso non so dire se sia stato mandato via o sia andato per volontà propria, ma quando un tecnico, come Luciano, va via è chiaro si destabilizzi l’ambiente della squadra e, di conseguenza, ciò si ripercuote su tutto il resto. Poi, tutto è in salita. I giocatori non hanno più quella voglia, quella determinazione e, soprattutto, un punto di riferimento come Spalletti. Tutti i tecnici che sono arrivati dopo hanno subìto quello che Spalletti e De Laurentiis hanno creato lo scorso anno, una cosa meravigliosa come il tricolore

Sulla stagione attuale possiamo dire che la colpa sia da dividere tra le varie componenti del club? I giocatori, al di là dei cambi in panchina, non hanno avuto una reazione da professionisti. Non c’è stata quella determinazione, quella concentrazione a cui abbiamo assistito lo scorso anno. Ciononostante, non si possono dare colpe soltanto ai calciatori. C’è un concorso di colpe. Si facciano tutti un bell’esame di coscienza

Chi l’ha delusa di più, quest’anno, tra Osimhen e Kvaratskhelia? “In eguale sostanza. Tuttavia, la grande qualità dei due calciatori menzionati è venuta meno per il semplice fatto di aver subìto la situazione attuale. È tutto il collettivo ad aver risentito del momento attuale”.

Quale può essere l’obiettivo concreto del Napoli in questa stagione? Almeno di andare in Europa League, sarebbe il minimo dopo il campionato entusiasmante dello scorso anno. La metà della classifica non dice niente… Se gli azzurri hanno i cosiddetti, che li mostrino! A Napoli ho degli amici, vivo la città. Ci sono napoletani anche nel bergamasco. Dunque, non dico cose banali, ma perché le sento. Sono stato un azzurro e certe cose le vivo in una certa maniera, anche discutendone con i tifosi azzurri”.

Nel gol subìto dal Napoli contro il Cagliari, chi è il principale responsabile? Posso star zitto? (ride n.d.r). Diciamo che il problema è stato nell’interpretazione dei calciatori dell’impostazione tattica data dal tecnico. Erano in tre in area, contro un solo rossoblù che è riuscito a segnare, dai…”.

Anche Meret ha qualche responsabilità? “Meret non ha alcuna colpa, assolutamente. In tre avrebbero dovuto accerchiarlo. C’era un solo uomo da marcare!”