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Napoli-Como, Biazzo: “Avete notato cosa è successo ad un certo punto?”

Napoli-Como, Biazzo: “Avete notato cosa è successo ad un certo punto?”
Oggi alle 15:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Il Napoli deve ripartire dopo la sconfitta contro il Como, ma intanto deve fare i conti con lo stop di Scott McTominay. Ne ha parlato il giornalista e grande firma Salvatore Biazzo, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania. 

Parto dalla notizia della delicata operazione alla quale dovrà sottoporsi Scott McTominay. Cosa ne pensi? “Innanzitutto faccio gli auguri a McTominay, sperando che l’intervento sia il meno invasivo possibile e che gli restituisca quella salute fisica e quella tranquillità mentale che sono necessarie. Se vediamo quello che è l’organico in questo momento, sappiamo com’è finito il calciomercato. In effetti ci sono varie opzioni. C’è Gilmour che scalpita e, quando è stato chiamato, ha giocato bene. Aspettiamo ancora il migliore Anguissa.

Dipende molto da quello che faranno i calciatori che riusciranno a recuperare. Penso anche a Lobotka. Nemmeno a farlo apposta, qualche giorno fa vedevo alcune partite di uno o due anni fa di Lobotka, ai tempi del secondo anno di Spalletti. Era una persona completamente diversa da quella che vediamo oggi. Quindi diciamo che alcuni calciatori devono ancora carburare, devono entrare in forma. Poi dipende dal fisico. Alcuni calciatori di altre squadre sono già entrati in forma e sembrano avere una marcia in più, ma non è detto che sia così per tutta la stagione”.

Rispetto invece all’ultima sfida, quella persa in casa contro il Como di Cesc Fabregas, secondo te a chi o a cosa sono principalmente ascrivibili le responsabilità di quella sconfitta? “C’è una coincidenza degli opposti. Nel senso che il Como ha giocato una grande partita e non vale alcuna giustificazione, né il caldo né l’unicità della situazione, perché valeva per tutti. Valeva anche per noi che vedevamo la partita, anzi noi sudavamo di più perché vedevamo che il Napoli in qualche maniera arrancava un po’. Poi si perde o si vince anche per gli errori propri. Commetti degli errori e il Napoli ne ha commessi alcuni. Soprattutto nel secondo tempo, diciamo che nel primo non quadrava tutto come si aspettava Allegri, ma poi si è ripresa con le cinque sostituzioni.

È vero che esce McTominay per i problemi che sappiamo, però il Napoli aveva la possibilità di dare maggiore spazio agli esterni offensivi, ma soprattutto di far fare agli esterni offensivi il loro lavoro. Se tu mandi in campo Politano e non ti accorgi che ha dato tutto quello che poteva, perché noi diciamo che Politano ha giocato male, ma non è così. Politano ha dato tutto quello che poteva nel tempo che ha a disposizione, anche in virtù del dato anagrafico. È quello che ha sempre fatto. È una questione di compiti tattici.

Io non so se avete notato, ma credo che l’abbiano notato anche coloro che hanno l’amabilità di ascoltarci in questo momento: a un certo punto c’erano in linea, in difesa, due esterni. Uno si chiamava Lang, dall’altra parte Politano. Allora mi dici che senso ha giocare con un 4-3-3, che per sua natura è un modulo molto elastico, che consente la risalita dell’esterno di difesa, fino a farlo arrivare quasi da mezzala, come nel caso di Di Lorenzo? E che senso ha che Politano, considerando che il campo misura oltre cento metri, ne percorra almeno ottanta ogni volta?

Perché deve restare così alto? Perché poi la difesa resta robusta, ma c’è una grande difficoltà nel ripartire. Tra l’altro, anche nella prima partita, se ricordate, ha giocato dall’inizio non Lang, ma Alisson Santos, che saltava l’uomo e faceva dei cross incredibili. Ma non c’era nessuno ad andare a riempire lo spazio nell’area di rigore, soprattutto sul primo palo, che poi è quasi una dannazione. Non si riesce a capire perché non ci vada nessuno”.

Cosa ti aspettavi dal mercato del Napoli? “Spero di dare una risposta precisa e soprattutto di esprimermi in maniera talmente chiara da non essere interpretato male, né da voi né dai tifosi. Il discorso del dato anagrafico è relativo. O tu fai il discorso che ha fatto il Como, che dice: “Io punto sui giovani, su un allenatore giovane, un allenatore rivoluzionario, uno bravo, spagnolo, che si ispira a Guardiola”, e quindi punti su Fabregas, gli dai carta bianca e lui fa un discorso di durata, di prolungamento, cioè un progetto a medio-lungo termine. Questo progetto a medio-lungo termine sta dando i suoi frutti. Li aveva già dati nella scorsa stagione, perché il Como, per la prima volta nella sua storia, con un fatturato operativo di 57 milioni ma con un esborso di 390 milioni in tre anni, ha costruito sui giovani, ha ottenuto il quarto posto ed è in Champions League. E sta ancora investendo sui giovani.

Attenzione, però: per fare la Champions chiama Kean, che non è proprio un ragazzo di vent’anni. Ha giocato anche all’estero e alla Juventus non hanno mai capito questo calciatore, poi è esploso alla Fiorentina e così via. Altra cosa, invece, è il discorso del Napoli. Se il Napoli fa un progetto del genere, cioè guarda al medio-lungo termine, lo può fare. Ha le risorse, è una società sana, gestita bene. Su questo dobbiamo essere tutti d’accordo. Poi uno può criticare, può dire che De Laurentiis è simpatico o antipatico, che ha la barba o altro: ognuno la pensa come vuole. Però altra cosa è dire: “Io faccio un discorso a medio-lungo termine, punto tutto sui giovani”, e poi non si possono accettare proteste se non si ottengono risultati immediati. Il Como, negli ultimi quattro o cinque anni, ha iniziato un progetto e questo progetto ha dato i suoi frutti dopo tre o quattro anni. Il Napoli è in grado di fare questo oppure no? Non perché non lo voglia fare, ma perché il Napoli è un top club. Il Napoli deve dare ogni anno una risposta ai tifosi”.