Napoli-Como, pasticcio in costruzione dal basso: il dibattito a Passionapoli
La costruzione dal basso del Napoli è finita inevitabilmente sotto la lente d'ingrandimento dopo la sconfitta contro il Como. Il tema è stato affrontato nel corso della diretta di PassioNapoli su Radio TuttoNapoli, con Davide Baratto, Nicola Luongo e Guido Gaglione, che hanno analizzato rischi, benefici ed errori commessi dagli azzurri.
A introdurre l'argomento è stato Davide Baratto, soffermandosi innanzitutto sul motivo per cui una squadra sceglie di iniziare l'azione coinvolgendo portiere e difensori.
“Perché si costruisce dal basso? L'obiettivo, almeno teoricamente, è creare quelle che vengono definite transizioni artificiali. In pratica provi a costruirti una sorta di contropiede senza aver precedentemente recuperato il pallone: attiri la squadra avversaria, superi la sua prima linea di pressione e, a quel punto, davanti a te si apre il campo”.
Una strategia particolarmente interessante proprio contro una formazione aggressiva come il Como, ma che porta inevitabilmente con sé dei rischi.
“Devi farlo in modo tale che i benefici superino i rischi. Servono organizzazione, automatismi e interpreti adeguati. Il Napoli credo abbia i calciatori per farlo, anche se forse non tutti quelli schierati contro il Como avevano le caratteristiche ideali. Può capitare che durante una stagione tu subisca qualche gol per un errore nella costruzione, ma se attraverso quel sistema riesci a crearne molti di più, allora il beneficio può essere superiore al rischio”.
Il problema nasce quando gli errori diventano frequenti. E Baratto allarga il discorso alle ultime due partite del Napoli: “Non darei la colpa soltanto agli errori individuali, perché secondo me c'è anche una questione collettiva e di sistema. Se rischi di prendere tre o quattro gol in questo modo, allora qualcuno può legittimamente chiedersi se non sia meglio giocare direttamente”.
Anche perché contro il Como scegliere sistematicamente il lancio lungo avrebbe presentato altre difficoltà: “Avevi davanti due centrali molto alti e fisici e una squadra che, dati alla mano, è tra le migliori in Italia nel recupero del pallone attraverso la riaggressione. Inoltre, quando provi ad attaccarla in profondità, il Como utilizza molto bene il fuorigioco: contro il Napoli è successo nove volte. Siamo sicuri, quindi, che rinunciare alla costruzione dal basso avrebbe risolto il problema?”.
Nicola Luongo ha spostato l'attenzione proprio sul rapporto tra rischio e beneficio: “Una risposta assoluta non esiste. Devi fare quella sorta di equazione tra ciò che rischi e quello che puoi ottenere, essendo soprattutto consapevole dei tuoi limiti. Il Napoli ha la possibilità di uscire dal basso, purché creda in quello che fa e lo faccia con la necessaria attenzione”.
Luongo ha poi analizzato nello specifico l'azione del gol subito, sottolineando come ridurre tutto al passaggio sbagliato sia limitante.
“Quando prendiamo gol, di getto individuiamo immediatamente l'errore nel passaggio. Rrahmani aveva due linee di passaggio ma sbaglia la scelta. Tuttavia, nel momento dell'intercetto, bisogna guardare anche quello che succede appena dopo. Rafa Marin rimane nella propria posizione mentre Douvikas, che poi segnerà, attacca lo spazio. Se Marin stringesse probabilmente Douvikas segnerebbe ugualmente, ma non prima di almeno fare qualcosa in più per arrivare al tiro. Questo significa che non siamo soltanto davanti a un problema di costruzione dal basso sbagliata ma c’è anche una disattenzione nella successiva fase difensiva. Sono due aspetti differenti della stessa azione”.
Sulla stessa linea Guido Gaglione, che ha richiamato un concetto espresso da Massimiliano Allegri: la capacità di percepire il pericolo.
“Il Napoli deve imparare a leggere il pericolo. Se guardiamo la superficialità con cui Anguissa riceve quel pallone e lo restituisce, capiamo che quell'azione nasce anche da un problema di concentrazione. Non è la costruzione dal basso in sé ad essere sbagliata”.
Il punto, dunque, non è scegliere semplicemente tra costruzione dal basso e lancio lungo. La questione è relativa alle letture e alle conseguenti scelte. Capire cioè come e quando agire, elevando maniacalmente il livello di attenzione. Perché rinunciare completamente all'uscita palla a terra significherebbe perdere uno strumento potenzialmente importante per superare la pressione avversaria. Continuare a utilizzarla senza leggere correttamente situazioni e pericoli, però, rischia di trasformare quello stesso strumento in un vantaggio per gli avversari
Serie A Enilive 2026-2027
![]() |
VS | ![]() |
| Inter | Napoli |
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




