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Kendrick boccia Allegri: "Anacronistico! Al Napoli doveva voltare pagina..."

Kendrick boccia Allegri: "Anacronistico! Al Napoli doveva voltare pagina..."
Oggi alle 21:30Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Serie A, Patrick Kendrick a Radio Tutto Napoli analizza Napoli-Como: prestazione deludente, dubbi su Allegri e obiettivo Champions per gli azzurri

Ai microfoni di Radio Tutto Napoli, il telecronista Patrick Kendrick commenta la sconfitta del Napoli contro il Como, evidenziando un atteggiamento troppo rinunciatario e un possesso palla concesso agli avversari per larghi tratti della gara. Nel confronto tra Max Allegri e Cesc Fabregas, Kendrick boccia l'approccio troppo speculativo del tecnico livornese, giudicandolo lontano dai valori della piazza partenopea. Guardando al campionato, colloca il Napoli tra le squadre che lotteranno per un posto Champions, ma esclude una vera corsa scudetto.

Ieri hai commentato Napoli-Como: che giudizio dai alla prestazione degli azzurri? 

"Sì, è una prestazione deludente. Mi ha ricordato un po' la prestazione contro il Genoa a Marassi, almeno nel primo tempo della prima giornata. Poi quel risultato è stato un po' bugiardo: entrano De Bruyne e Vergara, segnano, il Napoli vince, non prende gol, e allora è facile parlare solo della vittoria e dimenticarsi ciò che si era visto prima. Parliamoci chiaro, per me non c'era fallo su Vasquez, però in un altro momento, in un altro contesto, magari quel fallo viene fischiato e la prima partita finisce 0-0. Non mi è piaciuto l'atteggiamento del Napoli. Comunque, il Como è vero che ha speso tanto e si è qualificato per la Champions, ma a livello di blasone il Napoli in casa contro il Como, alla prima in casa, non può rinunciare a giocare a calcio, non può permettere agli avversari di avere questo possesso palla massiccio che ha avuto il Como. È vero che per caratteristiche e per visione di gioco quello è il Como di Fabregas, e quando prendi Allegri accetti per certi versi di fare un calcio più speculativo, però non mi è piaciuto per niente. Anzi, forse è andata bene al Napoli chiudere il primo tempo soltanto sotto di 2-1, perché Baturina poteva segnare di testa in un'altra occasione, e anche i gol che il Napoli ha preso secondo me sono stati episodi abbastanza ingenui."

Hai visto un Allegri a lezione da Fabregas oppure il Napoli ha perso la partita solo per errori individuali?

"Un po' e un po': non c'è stato un dominio assoluto. È chiaro che bisogna capire di chi è la colpa: sul secondo gol di sicuro il retropassaggio di Anguissa per Rrahmani non era il massimo, magari il difensore poteva spazzare via diversamente. Il primo gol nasce invece da una disattenzione, non so perché Olivera cerchi di intercettare la palla: secondo me bisognava temporeggiare. Quindi sicuramente i due gol nascono da errori individuali, però questa è anche l'essenza del calcio: se ogni giocatore fosse perfetto tutte le partite finirebbero 0-0, e forse lo stesso Allegri in passato ha detto proprio questo, che la partita perfetta finirebbe sempre 0-0 perché vorrebbe dire che non ci sono errori. Secondo me Fabregas propone un calcio più moderno, più propositivo, accetta di sbagliare ogni tanto — l'abbiamo visto sbagliare in passato soprattutto contro l'Inter — mentre io vedo un Allegri sempre più anacronistico. Speravo che potesse voltare pagina in qualche modo arrivando in una piazza nuova: è vero, ha allenato la Juve e il Milan, ma era la seconda volta sia alla Juve che al Milan. Speravo che potesse abbracciare un po' di più la storia di questa società. Ricordo ancora una conferenza stampa di Spalletti, nell'anno del terzo scudetto, forse alla vigilia di una partita contro la Juventus, dove diceva che qui hanno visto Maradona, parlando proprio di Allegri: diceva che Allegri è l'essenza della juventinità, cioè che conta solo vincere. Invece a Napoli c'è molta più anima e cuore, bisogna proporre qualcosa di più bello, la stessa città racchiude la bellezza, qui hanno visto Maradona. Quindi secondo me l'allenatore deve rispecchiare i valori della società, e in queste due partite non ho visto il Napoli come me lo immagino io."

Dove metti il Napoli rispetto alle altre big del campionato? Una piccola parentesi anche sul mercato, perché diverse squadre si sono rinforzate e il Napoli ha fatto solo due acquisti di ritocco.

"Allora, qui devo fare comunque i complimenti ad Allegri, perché rispetto a Conte è tutta un'altra cosa: è molto più 'aziendalista', gli dai la rosa e lui dice 'ok, io sono l'allenatore e devo allenare questa rosa', la società fa il mercato, non fa capricci come faceva l'allenatore precedente, che ha fatto comunque spendere 65 milioni per poi bocciare due calciatori e mandarli via a gennaio. Quindi secondo me Allegri da questo punto di vista è bravo, perché si vede che vuole valorizzare Lang mettendolo titolare, fa entrare anche Lucca, che è stato un po' sfortunato nell'episodio del gol annullato. Si sono disputate solo due giornate — anzi il giudizio è ancora più imparziale perché la Roma deve ancora giocare questa sera — però secondo me hai azzeccato il paragone: questo Napoli secondo me può fare più o meno la stessa stagione fatta dal Milan l'anno scorso, per il valore della rosa e per la metodologia dell'allenatore puoi competere per un posto in Champions, secondo me lo scudetto bisogna scordarselo purtroppo perché abbiamo visto troppi limiti in diversi ambiti. C'è però un rischio: il Napoli economicamente dipende un po' dal successo sportivo, dalla Champions, quindi se all'ultima giornata ti basta un pareggio in casa e perdi contro il Cagliari, non c'è tanto margine. Spero di avere torto e che il Napoli possa finire almeno tra i primi quattro posti. Se elenchiamo gli avversari: l'Inter è quasi sicuro che competerà per lo scudetto, probabilmente lo vincerà, quindi restano tre posti Champions. Il Milan ha speso tanto e ha iniziato con sei punti, la Juve altrettanti, la Roma deve giocare la Champions ma l'ho vista già più forte rispetto all'anno scorso, il Como gioca le prime tre partite fuori casa e quota già quattro punti, uno in più del Napoli, che deve fare i famosi 70-71-72 punti. Il problema saranno semmai gli scontri diretti, perché paradossalmente il Milan di Allegri era molto forte proprio negli scontri diretti pur avendo questo atteggiamento, però secondo me alla lunga non so quanto possa reggere questo calcio difensivo."