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Conte-Italia, De Luca: "Non si è candidato! Ero presente in conferenza, vi spiego"

Conte-Italia, De Luca: "Non si è candidato! Ero presente in conferenza, vi spiego"
Oggi alle 15:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Il giornalista Diego De Luca è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Oggi come oggi non parlerei né di scenario verosimile né di fantascienza. Semplicemente stiamo discutendo di qualcosa che, allo stato attuale, non esiste. Per statuto il commissario tecnico della Nazionale lo sceglie il presidente federale, dopo una serie di valutazioni collegiali. Ma se ancora non sappiamo chi sarà il nuovo presidente, come si può già indicare con certezza l’allenatore? Mi sembra una follia".

Secondo te Conte si è autocandidato?
"No, e su questo non sono affatto d’accordo. Ero in conferenza stampa e Conte non ha detto assolutamente di essersi proposto. Ha semplicemente fatto un ragionamento plausibile: se una federazione deve valutare il profilo di un allenatore vincente e di esperienza, è normale che il suo nome venga preso in considerazione. È molto diverso dal candidarsi".

Quindi si sta forzando il significato delle sue parole?
"Assolutamente tanto. Chi ha ascoltato tutta la conferenza stampa ha capito bene il senso del discorso. Chi invece prende una frase isolata, la taglia e la ricuce, finisce per stravolgerla. Purtroppo non tutti fanno informazione per chiarire: a volte si cerca consenso, visibilità o si agisce con superficialità".

Anche le parole sul confronto con De Laurentiis a fine stagione non ti sorprendono?
"No, perché è la normalità. Gli allenatori sono lavoratori con contratto a tempo determinato, non impiegati a vita. È fisiologico che a fine stagione si siedano con il datore di lavoro per capire se ci siano ancora le condizioni per andare avanti. Non significa lite, rottura o tensione. Significa semplicemente parlare".

Passando al campo: contro il Parma ti aspetti qualche novità di formazione, magari Alisson Santos dal primo minuto?
"Potrebbe essere l’unico vero dubbio, anche perché il Parma è una squadra molto conservativa e contro avversari chiusi uno come Alisson può spaccare la partita. Però, conoscendo Conte, quando una squadra inanella risultati utili difficilmente viene stravolta. La squadra che vince spesso non si cambia. Io penso che il Napoli possa partire con l’undici visto nelle ultime uscite, con Alisson pronto a entrare a gara in corso".

Hai la sensazione che Conte voglia usarlo proprio come arma a partita in corso?
"Sì, è una possibilità concreta. Ormai abbiamo visto che Alisson ha la capacità di cambiare volto alla partita, soprattutto quando gli avversari iniziano a stancarsi. Per questo credo che Conte possa pensare ancora una volta a un inserimento in corso d’opera".

Quanto credi ancora allo Scudetto?
"Prima della vittoria dell’Inter con la Roma davo al Napoli un 5 per cento di possibilità. Ora scendo al 2 per cento. Lo dico anche facendo tutti i riti apotropaici del caso, naturalmente. Però è chiaro che se l’Inter dovesse lasciare punti a Como e il Napoli dovesse fare bottino pieno, allora il discorso potrebbe essere riaperto".

Quindi la prossima giornata può ancora spostare qualcosa?
"Sì, ma molto dipenderà dall’Inter. Il Napoli deve fare il suo, poi eventualmente si aggiorneranno le percentuali".

Una battuta anche sul Napoli Basket e sull’arrivo di Repesa: che segnale è?
"È un segnale importante e positivo. Parliamo di un allenatore di esperienza internazionale, uno che può incidere nella gestione dei momenti chiave della stagione. Inoltre il contratto lungo dà respiro al progetto e lascia intendere la volontà di costruire qualcosa di solido. Mi sembra un’ottima scelta".