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Napoli fuori da Euro2032? Forgione: "Nulla di definitivo! Si parla di progetti..."

Napoli fuori da Euro2032? Forgione: "Nulla di definitivo! Si parla di progetti..."
Oggi alle 18:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Napoli fuori da Euro 2032? Al momento si parla di progetti: non c’è nulla di definitivo. C’è tempo fino all’estate per rimescolare le carte e infatti il Comune di Napoli sta facendo una corsa contro il tempo per provare a rientrare”.

Salerno invece risulta dentro: è un segnale definitivo?
“Neanche. Salerno rientra perché un progetto c’è ed è stato avviato, ma lì la situazione mi sembra nebulosa: ci sono problematiche serie legate ai fondi che vanno recuperati. Quindi sì, oggi è nel ‘range’, ma bisogna capire se riuscirà a confermare la presenza quando arriverà la fase definitiva”.

C’è il rischio che il progetto di Napoli non venga accettato “per scelta”, anche se presentato?
“Non credo che possa non piacere in sé. Dipenderà da cosa verrà garantito e da quanto sarà credibile il percorso. Però questa scadenza ha un senso chiarissimo: mettere pressione ai Comuni. Il messaggio è: ‘muovetevi, il tempo stringe’. Fino a luglio vi diamo tempo, poi chi resta indietro è fuori”.

Sul centro sportivo: si parla di dialogo avviato con Pozzuoli per Monteruscello, via De Curtis. Conta la zona o l’importante è farlo, ovunque?
“La zona di Pozzuoli sarebbe logisticamente comoda: sei vicino allo stadio (almeno per ora), hai la tangenziale, i collegamenti. Secondo me sarebbe una buona scelta”.

C’è anche il tema ‘calciatori che abitano lì’. È un fattore?
“Relativo: i calciatori spesso scelgono casa in base al centro sportivo. Se cambia la sede, si cambia anche la logistica personale. L’importante, per me, è vedere finalmente l’avvio dei lavori: abbiamo sentito parlare di tante aree, di tanti Comuni. Ora serve una scelta e soprattutto serve partire”.

Il dubbio vero resta quello economico?
“Sì, perché noi non conosciamo la variabile decisiva: i costi. L’area sembra meno problematica dal punto di vista dei vincoli, ma non sappiamo quanto incida la ‘pecunia’ nella scelta finale”.

Passiamo alla partita: l’allenatore del Verona ha parlato di intensità e concentrazione per fermare il Napoli. Il rischio per gli azzurri è il solito calo nella ripresa?
“Sì, è un rischio che il Napoli ha palesato di recente: non sempre riesce a portare fino in fondo l’intensità. Con l’Atalanta la gara è cambiata anche per un episodio grave, ma è vero pure che l’Atalanta è salita tanto e il Napoli è calato. Devi lavorare su questo: dosare le energie, restare dentro la partita fino al 90’”.

Turno favorevole in chiave Champions: Verona e poi Roma-Juve. Sei ottimista “senza affanni”?
“Dipende dal Napoli. Il problema del Napoli è spesso il Napoli: va in difficoltà per limiti propri, non perché manchino i mezzi. Però bisogna stare attenti ad Atalanta e Como: oggi li vedo più pericolosi della Juventus. Se proprio devo scegliere un risultato a Roma, preferisco vinca la Roma: così la Juve rischia di uscire davvero dalla corsa”.

Alisson Santos: lo confermeresti a Verona? E Politano dal 1’?
“Alisson nelle ultime due partite ha inciso, soprattutto con la Roma. Con l’Atalanta un po’ meno, ma è stato presente. Politano oggi ha un deficit realizzativo: lo vedo più da esterno di centrocampo che da esterno offensivo. Contro il Verona potresti anche reggere una soluzione con Alisson a sinistra, Vergara a destra e Politano più arretrato, perché sa fare entrambe le fasi”.

E in porta: Milinkovic-Savic è ormai il titolare?
“Sì, Conte ha scelto quella gerarchia. Però va detto: Meret, quando ha giocato, è stato provvidenziale. Sono due portieri bravi, con caratteristiche diverse. Ma per Conte, oggi, il titolare è Milinkovic-Savic”.