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Da Bergamo, Iannarelli: "Atalanta in salute, ma peseranno le assenze davanti"

Da Bergamo, Iannarelli: "Atalanta in salute, ma peseranno le assenze davanti"TuttoNapoli.net
Oggi alle 15:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Patrick Iannarelli, corrispondente da Bergamo per il Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Napoli e Atalanta sono oggi le due società che lavorano meglio, perché hanno un piano, un programma e una gestione in linea con il calcio moderno. Spesso si ragiona come se fossimo vent’anni fa, ma il mondo è cambiato: sono cambiate le disponibilità economiche e anche il capitale umano. Certo, ci sono stati tanti infortuni e magari si può pensare a cicli vincenti o a traguardi che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, ma bisogna guardare la realtà dei fatti”.

Qual è, allora, questa realtà?
“La realtà dice che Napoli e Atalanta sono le squadre che hanno speso di più sul mercato. Hanno commesso errori? Sicuramente sì. Ma sono anche le uniche che hanno investito davvero, mettendo sul piatto cifre importanti: 12, 15, 20 milioni. Giovane era uno dei progetti più interessanti ed è andato al Napoli; Raspadori era l’attaccante più pronto e lo ha preso l’Atalanta, guarda caso un profilo che piaceva anche al Napoli. Poi è chiaro, col senno di poi si può discutere di alcune operazioni, ma che alternative c’erano davvero in giro?”.

Anche a Bergamo però non sono mancate le contestazioni…
“È normale. I social non rappresentano mai fino in fondo il sentimento reale di una piazza, che poi continua a riempire lo stadio. A Bergamo, dopo anni di Champions e una Europa League vinta, una stagione di transizione con un cambio in panchina ha inevitabilmente generato critiche. Ma secondo me sono state esagerate”.

Il discorso vale anche per la scelta dell’allenatore?
“Certo. L’arrivo di Ivan Juric va contestualizzato: Raffaele Palladino inizialmente non era convinto di accettare subito l’Atalanta, ha aspettato una serie di incastri. Juric è stato scelto perché in quel momento era considerato il profilo più pronto. Sono dinamiche normali nel calcio di oggi. Alla fine parliamo comunque di due club che restano il fiore all’occhiello del calcio italiano”.

Guardando al campo, che Atalanta arriva alla sfida col Napoli?
“Un’Atalanta in salute. Dal punto di vista dei numeri, con Palladino è tra le prime per punti fatti, ha una delle migliori difese e produce tanto anche in termini di xG. Ha avuto passaggi a vuoto, anche per via degli stop fisici, ma ha ritrovato ritmo ed entusiasmo. Non è forse il miglior momento possibile, ma è una squadra competitiva”.

Pesano le assenze in attacco?
“Sì, perché mancheranno Raspadori e De Ketelaere, e questo riduce le rotazioni. Sulemana, che era un profilo seguito anche dal Napoli, finora non ha avuto un grande impatto: forse è stato uno degli errori di mercato, un giocatore da 20 milioni non ancora pronto. Ma anche qui bisogna ricordare che pure Lookman, con Gian Piero Gasperini, ci ha messo tempo prima di diventare devastante”.

Come può ridisegnare l’attacco Palladino contro il Napoli?
“Le soluzioni sono diverse: Samardžić, Zalewski e Scamacca è una possibilità, così come Zalewski e Scamacca supportati da un trequartista. Samardžić può fare la differenza, Zalewski è uno di quelli che sta meglio lì davanti. È difficile vedere Sulemana dall’inizio: non è ancora quel giocatore che ti spacca la partita. La sensazione è che Palladino voglia affidarsi all’usato sicuro, giocarsi la gara con equilibrio e tenere tutto aperto”.

Qual è l’obiettivo realistico dell’Atalanta oggi?
“Se fai risultato contro il Napoli, tieni aperta una porta enorme sull’Europa. La Champions sarebbe un’impresa clamorosa, vista la concorrenza e il periodo di cambiamento. L’obiettivo più realistico resta l’Europa League, e non sarebbe affatto un ridimensionamento”.