Forgione: "Accanimento contro Conte e il Napoli! Succede per un motivo"
Angelo Forgione, scrittore e giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Dopo Napoli-Como, eliminazione ai rigori in Coppa Italia: che partita è stata?
"È stata la gara del ‘vorrei ma non posso’ da parte del Napoli. Una partita che evidenzia le difficoltà di questa stagione. Il Napoli ha avuto la possibilità di aggredire il Como, che nel secondo tempo ha chiaramente iniziato a pensare ai rigori. In quel momento si poteva fare qualcosa in più, ma evidentemente non c’erano più le forze. Anche Conte si è adattato e si è accettata la lotteria dei rigori. È andata male. Poi possiamo discutere di tutto, anche del fatto che il secondo tempo andava giocato undici contro dieci, ma il Napoli stavolta non è riuscito ad andare oltre i propri limiti."
Perché il Napoli tace su quanto sta accadendo, tra questioni arbitrali e divieto di trasferte?
"Non so se sia un silenzio accondiscendente o se preluda a qualcosa che verrà più avanti. Però è evidente che il Napoli oggi è una società malvista, antipatica a livello nazionale, così come lo è De Laurentiis e anche Conte. Questo incide. C’è una cattiva stampa, una campagna feroce come quella vista dopo Genova per un rigore che, regolamento alla mano, era oggettivo. Gli arbitri poi subiscono le conseguenze di questo clima. Quello che è successo con Ramon su Højlund è incomprensibile: arbitro a pochi metri, visuale libera. Non puoi non vedere."
Si è detto che Højlund non fosse diretto verso la porta. Può essere una giustificazione?
"Quello vale per il primo fallo e si può discutere sull’espulsione diretta. Ma sul secondo intervento, quando tutto lo stadio e persino i giocatori del Como erano rassegnati all’ammonizione, non puoi non tirare fuori il cartellino. Lo dimostra anche la sostituzione immediata di Fabregas. La grazia divina arriva una volta, non due. Se è incapacità, condizionamento o altro, qualcuno dovrà dirlo."
La Procura ha aperto un’inchiesta su Conte per le parole rivolte all’arbitro. Cosa ne pensi?
"Non mi piace quel modo di esprimersi, l’ho sempre detto anche per altri allenatori. Però oggi le telecamere sono puntate addosso per fare contenuti social. In campo c’è adrenalina, nervosismo. Bisognerebbe avere più equilibrio e magari puntare le telecamere anche altrove, perché in campo si sente di tutto."
C’è un accanimento nei confronti di Conte e del Napoli?
"Sì, è evidente. C’è un accanimento verso Conte e, attraverso lui, verso il Napoli. Succede quando una squadra del Sud prova a inserirsi stabilmente tra quelle del cosiddetto asse Milano-Torino. È una storia che si ripete. Non parlo di malafede, ma di sudditanza sì. È sempre stato così."
Giovane e Alisson hanno esordito: che impressione ti hanno fatto?
"Non sono ancora integrati nei meccanismi. Sono stati presi per completare l’organico, non per cambiare subito il volto della squadra. Diamogli tempo. Anche Lobotka all’inizio sembrava improponibile, poi è diventato una colonna. Stesso discorso per Koulibaly ai suoi esordi."
Cosa si può salvare in vista della sfida contro la Roma?
"La Roma verrà per vincere, non per speculare. Sarà una partita diversa. Il Napoli deve mantenere o aumentare il distacco per restare in zona Champions. È fondamentale per il futuro del club. Ogni gara ha storia a sé, ma questa è decisiva."
Un ascoltatore parla di “sistema” e ti fa i complimenti per la tua schiettezza. Cosa rispondi?
"Dire certe verità, anche fuori dall’ambito sportivo, spesso ti chiude delle porte. Ma i fatti storici esistono e vanno raccontati con onestà intellettuale. Bisogna conoscere i fatti e avere il coraggio di dirli. Altrimenti non si hanno gli strumenti per parlare in pubblico."
Le parole e il gesto di Conte in conferenza, quando ha ricordato i trofei vinti, ti sono piaciuti?
"Capisco il momento di difficoltà. In poco tempo ha perso Champions e Coppa Italia. Restano la Supercoppa vinta e il terzo posto attuale. Le critiche fanno male, ma ricorda che il Napoli è lì nonostante una stagione complicata, tra infortuni e difficoltà. Se porterà la squadra in Champions, per me non sarà attaccabile."
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