Bellinazzo: "Senza quarti Champions persi 20-30mln utili per il mercato..."
Marco Bellinazzo, giornalista de 'Il Sole 24 Ore', è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video. "È una cosa fondamentale, direi, cioè stare dentro ai primi quattro posti, che a inizio stagione, dati gli investimenti sul mercato, sembrava un risultato quasi scontato, ma che invece, dalle dinamiche sfortunate che ha avuto questa stagione, diventa un risultato importante da conseguire, in modo da consentire una continuità di gestione per accedere quindi al monte premi della Super Champions anche il prossimo anno, e di provare a programmare una stagione che si spera diversa, con o senza Antonio Conte."
La società dovrebbe parlare secondo te? Come ti spieghi questo silenzio da parte dei piani alti del Napoli?
"Guarda, all'insieme io credo che il Napoli non sia stato fortunatissimo con i contesti, quindi non con il contesto delle regole per quanto riguarda il blocco sul mercato, non con il contesto arbitrale, perché oggettivamente sono più i torti che i presunti favori — e ovviamente non è nelle mie corde parlare di complotti, e non credo che ci siano complotti — però è evidente che una serie di situazioni non hanno certo agevolato quello che è un cammino difficile. Sai, quando giochi bene e le cose procedono in un verso migliore puoi anche superare le difficoltà, puoi anche superare i torti arbitrali, che bene o male accadono un po’ per tutti, anche se per chi magari in quella stagione ce ne sono un po’ di più perché riesce a sopperire con la cifra tecnica e con le giocate, con i risultati. Quando le cose girano male, chiaramente, pesano di più: gli errori pesano di più, certe scelte… La società, più che lamentarsi, dovrebbe forse provare a essere più presente nei contesti in cui vengono prese certe decisioni, e mi riferisco in particolare a quelle relative al blocco del mercato e alle regole introdotte un anno e mezzo fa, che hanno portato a scegliere come parametro l’unico che teoricamente poteva limitare il mercato del Napoli rispetto agli altri. Ripeto, in un contesto sfavorevole, ma questo doveva essere previsto e il Napoli doveva opporsi a un certo tipo di scelta. Una sola società non può impedire certe decisioni, ma sicuramente può alimentare il dibattito e la logica di certe scelte. Il Napoli in questo senso, in maniera lungimirante, deve essere più presente nei palazzi, ma non nei momenti caldi, perché quello poi appare solo come un lamento, bensì quando le decisioni vengono prese a freddo."
Molto prescinderà anche da quello che sarà il piazzamento, no?
"No, per quello dicevo che il quarto posto diventa fondamentale per poter fare una scelta che non sia obbligata dai conti. Evidentemente, se si potrà ragionare in maniera lucida, il Napoli deve capire se il modello di Conte — sempre chiaro, come all’Inter e alla Juve, vi ricorderete la storia del ristorante da 10 euro — è sostenibile. Il modello è quello di spingere molto sull’acceleratore del costo della rosa per avere un organico che ti permetta di vincere e ti dia accesso a un certo livello di entrate, e ci sta come logica. È una scelta che può avere senso per Juve o Milan, perché parliamo di valori che sono di un terzo, se non della metà, in stagioni normali, senza considerare le plusvalenze. Se si può rischiare per una o due stagioni, a lungo termine diventa deleterio, perché o vinci la Champions o arrivi in semifinale/finale e questo ti permette di avere 40-50 milioni in più di ricavi, oppure diventa rischioso permettersi certi ingaggi dell’allenatore e di certi giocatori. Questo secondo me deve essere il ragionamento che il Napoli deve fare per la prossima stagione, sperando di farlo senza essere condizionato dal bilancio."
Un altro mercato da nove acquisti non si può fare, giusto?
"Esattamente, hai sintetizzato il mio pensiero. Il Napoli ha spinto molto, purtroppo le cose non sono andate bene. Il Napoli aveva delle cartucce, le ha usate, ma per stare tranquillo non ne ha molte altre. Avrebbe potuto farlo arrivando ai quarti di Champions, quindi avendo quei 20-30 milioni in più di ricavi rispetto a quelli che arriveranno con l’eliminazione al girone. Nel calcio, come in tutte le aziende, il programma che ti fai spendendo certi soldi, immaginando certi ricavi, può non realizzarsi, anzi possono crearsi condizioni opposte. Alcune squadre lavorano sull’indebitamento, ma il Napoli non vuole farlo e fa bene, secondo me. A quel punto, non puoi continuare a gestire la squadra come negli anni di Conte. Bisognerà capire se questa scelta, con il quarto posto, porterà Napoli e la sua presidenza, dirigenza e Conte a proseguire magari cambiando modello, oppure continuare seguendo quel modello, che a quel punto diventa rischioso se l’anno prossimo non si raggiungono certi risultati. Il rischio sportivo diventerebbe troppo alto e, considerando la storia di De Laurentiis, incompatibile con il suo modo di vedere il calcio in ottica economica."
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