Improta: "Napoli punti allo Scudetto. Conte? Mi auguro resti, ha ridato dignità alla squadra"
Gianni Improta, ex giocatore del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Il Napoli fuori da tutte le Coppe deve puntare allo Scudetto o alla Champions League?
"Deve puntare allo Scudetto e, se non ci riesce, restare in zona Champions. L’obiettivo è il primo posto: nulla è scontato nello sport. Nove o sei punti sono tanti, ma si possono recuperare. Le disgrazie sportive non devono appartenere solo al Napoli, possono capitare anche alle altre. Il Napoli non può perdere colpi dalla prossima gara. È stata un’annata iniziata bene, tra alti e bassi, penalizzata dagli infortuni. Abbiamo vinto la Supercoppa, speravamo di andare avanti in Champions ma non ci siamo riusciti. Ieri è stato un peccato: i rigori sono una lotteria. C’è amarezza, ma la squadra è viva. Ora, senza altri impegni, la responsabilità passa a Conte e ai suoi ragazzi. Con una settimana tipo si può lavorare meglio, sperando di recuperare qualche infortunato."
Nel mercato di gennaio si poteva intervenire per un’alternativa ad Anguissa?
"Sì, la penso così anch’io. Però il mercato di gennaio è stato particolare e complicato per il Napoli. Sono arrivati due giovani talentuosi che però hanno bisogno di tempo per inserirsi. Napoli ha ambizioni e un pubblico che non tradisce mai, ma che giustamente pretende il massimo impegno."
Perché la società è rimasta in silenzio su trasferte vietate e torti arbitrali?
"Sulle trasferte una società può fare poco: servirebbe una decisione a livello nazionale. Quando ci sono incidenti si punisce spesso in modo generico, invece bisognerebbe colpire i veri responsabili, vietando loro l’accesso agli stadi. C’è anche un tema di libertà: un cittadino dovrebbe poter circolare liberamente. Non è giusto ghettizzare tutti."
Che momento stanno vivendo gli arbitri italiani?
"È un momento difficile, perché spesso danno la sensazione del sospetto. A volte prendono decisioni che agli occhi di tutti sembrano il contrario. Non so se sia un errore di valutazione o altro, ma il dubbio resta. Il VAR ha tolto potere agli arbitri e a volte anche il VAR commette imprecisioni, non per lo strumento tecnico ma per l’interpretazione. Per eliminare i sospetti io affiderei il VAR a tecnici specializzati o anche ex calciatori, purché non abbiano legami con il mondo arbitrale. Non per sfiducia, ma per evitare che nascano sospetti e polemiche che rovinano uno sport bellissimo."
Conte resterà anche il prossimo anno? E su cosa deve lavorare il Napoli?
"Mi auguro che Conte resti. Ha ridato dignità alla squadra, che non si arrende mai. Può sbagliare una partita, ma reagisce subito. Si è legato alla città, ha capito cosa ha vissuto il Napoli negli anni precedenti. Credo che con la società non ci siano problemi. Sono convinto che il finale di stagione sarà positivo: bisogna puntare in alto per non perdere la Champions e poi ripartire l’anno prossimo con ambizioni ancora maggiori."
Vergara è il simbolo di questo nuovo Napoli?
"Assolutamente sì. Il suo momento è arrivato quando doveva arrivare. Conte aveva intravisto le sue qualità già in ritiro. È stato onesto nel dire che, senza infortuni, forse avrebbe avuto meno spazio. Ma il destino era segnato: ha segnato in tre competizioni diverse ed è un talento che crescerà ancora. La cura Conte gli sta facendo bene, è fisicamente pronto e completo. Credo che anche la Nazionale lo stia osservando."
Beukema può essere l’uomo in più dopo l’infortunio di Di Lorenzo?
"Ieri ha fatto forse la sua miglior gara. Ha bisogno della fiducia del tecnico, perché ogni calciatore si sente sempre sotto esame. Se Conte gli darà fiducia, lui potrà ricambiarla in campo. È un’opportunità nata da una necessità, ma può sfruttarla bene."
Il Napoli deve ripartire anche da Meret per il futuro?
"Meret è uno dei profili tecnicamente più importanti. Deve migliorare nel posizionamento: stare qualche metro più avanti rispetto alla linea di porta per restringere lo specchio. A volte resta troppo sulla linea e questo incide su alcuni gol subiti. È un aspetto tecnico su cui lavorare. Per il resto, tra i pali è fortissimo e lo ha dimostrato anche nei due scudetti vinti."
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