Forgione: "Club sapeva tutto del mercato e ci sono comunque 2-3 rinforzi"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Siamo davanti ad una stagione così difficile come si sta narrando in queste ultime ore? Oppure in questo momento c'è troppo catastrofismo? Il tifoso napoletano forse si aspetta troppo da questa squadra in questo momento?
"No, la stagione è programmata in questa maniera qui. La società sapeva quello che faceva, quindi non è andata al buio. Sapeva che avrebbe voluto smaltire la rosa e che avrebbe voluto, più che dovuto, ma voluto mettere dentro calciatori acquistati in passato perché non erano serviti a Conte. Quindi cercare di validare un mercato che l'anno scorso era stato ininfluente, quindi fare di necessità virtù. Due o tre giocatori, mi riferisco chiaramente a Lang, a Lucca, a Marianucci, costituiscono fondamentalmente la campagna rafforzamento del Napoli di quest'anno più che quella dell'anno scorso. Si dà al cambio allenatore un'accezione particolare, il fatto che se magari con Conte quei calciatori non hanno funzionato, potrebbero farlo invece con Allegri. Adesso bisogna vedere se Allegri riesce in questo intento e se il piano della società, che va a coniugare evidentemente esigenze di bilancio, funzionerà. L'unica cosa che dico è perché evidentemente i programmi si possono fare serenamente, ma bisogna anche annunciarli, quindi sarebbe stata più opportuna magari chiarezza in questo senso, spiegare quale sarebbe stato l'intento della società a priori senza andare poi a sbandierare volontà di andare in finale di Champions, lottare per la Champions League, insomma, illudere i tifosi perché l'aspettativa dei tifosi, soprattutto in una piazza come Napoli, ci vuole poco ad alzare l'asticella e poi a deprimere i tifosi quando magari le questioni anche di mercato non vanno come la gente sogna."
Il Napoli ha alzato un po' le aspettative durante l'estate, però stanno iniziando già le prime critiche all'operato della società.
"No, le critiche è giusto che ci siano quando sono fondate e quando vedi che evidentemente una squadra come Napoli a Genova fa 60 minuti di nulla, in casa contro il Como fa altri 60 minuti direi quasi scandalosi per la parte passiva, che poi in realtà dovrebbe essere il vero punto forte del gioco di Allegri. Quindi c'è qualcosa che non quadra in questo senso. Se dobbiamo prenderci una squadra remissiva e poi questa squadra in fase passiva commette leggerezze enormi come quelle che sono costate poi la sconfitta, evidentemente qualche preoccupazione sorge e le critiche sono anche giustificate. Però bisogna sempre aspettare e capire un attimo come questa squadra può crescere, se può crescere. Io credo che possa crescere, io credo che Allegri possa fare anche di più. Non sarà questo allenatore aggiornatissimo, ma io credo che comunque possa fare di più e non è questo lo standard di Napoli. Aspetto qualcosa di più, però aspetterei qualche giornata perché c'è bisogno di tempo. Il cambio allenatore è sempre qualcosa di particolare che necessita anche un po' di pazienza. Mi aspettavo qualcosa di più, sì, qualcosina me l'aspettavo, non troppo di più perché ero preparato a questo genere di mercato, però mi aspettavo la chiusura di qualche falla, anzi, di tutte le falle. Qualcuna è stata coperta, come l'alter ego di Di Lorenzo. Sì, manca l'alter ego di Anguissa, manca un attaccante che faccia sia da alter ego di Højlund ma anche da spalla a Højlund, perché la titolarità non è mai, come dire, è sempre un bene quando una squadra non lotta per certi livelli. Però a certe categorie, come il Napoli ha conseguito, la categoria del Napoli è una categoria alta ormai, però c'è bisogno anche di concorrenza. La concorrenza è sempre uno sprone per qualsiasi giocatore, anche il più forte che ci possa essere. Certo, non tutti sono Maradona e quindi c'è bisogno anche di considerare questo. Però io credo che qualcosina manchi. Manca sicuramente in difesa, manca nelle riserve a centrocampo e manca nella riserva in attacco."
In chiusura ti voglio chiedere: è stato appunto designato per la sfida contro l'Inter Sozza da Milano.
"Io direi più che retropensiero è un opportunismo, una decisione inopportuna perché al di là dei retropensieri, quando tu vai a mettere dentro un arbitro della città ospitante non sai mai come va a finire. Magari la partita si mette in condizioni di far recriminare il Napoli e esplode la protesta perché ovviamente c'è la connessione tra la provenienza dell'arbitro e la provenienza della squadra. Quindi io eviterei sempre questo genere di designazioni. Però ho la netta sensazione che Gravina quest'anno voglia sfidare un po' tutti, si stia divertendo a sfidare un po' tutti, in ogni senso, sia per quelle che sono le linee guida, quindi i contrasti, ma anche i pari, e adesso ci si mette anche con le designazioni che evidentemente possono far storcere il naso. Però lui va avanti per la sua strada, è un po' dispotico in questo senso, mi sembra uno molto provocatorio e quindi non mi stupisce, devo dire la verità, non mi stupisce."
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