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Da Roma: "C'è una grave lacuna sul mercato. Scudetto? Corsa con Napoli e Inter"

Da Roma: "C'è una grave lacuna sul mercato. Scudetto? Corsa con Napoli e Inter"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 19:30Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Iacopo Mirabella analizza su Radio Tutto Napoli il mercato della Roma, l’investimento su Rodrigo Mora e la corsa Scudetto con Inter e Napoli.

Prosegue su Radio Tutto Napoli il pagellone dedicato al calciomercato delle otto big di Serie A. Per analizzare la campagna acquisti della Roma è intervenuto Iacopo Mirabella, che ha evidenziato la crescita qualitativa della rosa, senza nascondere alcune lacune rimaste irrisolte. Nel corso dell’intervista si è parlato anche di Rodrigo Mora, delle ambizioni giallorosse e della corsa allo Scudetto con Inter e Napoli.

Che voto dai al calciomercato della Roma?
"La profondità non è tale a livello numerico, soprattutto per quanto riguarda la corsia di sinistra. La Roma, e in particolare Gasperini, ha sempre chiesto un esterno a centrocampo, quindi un vice Wesley, e soprattutto un attaccante di sinistra di piede destro. Se ne parla da quando c’era Massara, praticamente dal primo giorno in cui Gasperini ha messo piede a Roma. La società era partita con questa intenzione e le piste trattate sono state quelle di Greenwood, Nusa, Abde Ezzalzouli e soprattutto Summerville. L’obiettivo era prendere un esterno offensivo di piede destro e di prima fascia, ma purtroppo la Roma non ci è riuscita. Sappiamo che i paletti del Fair Play Finanziario hanno limitato molto il club nella ricerca di giocatori di prima fascia in Europa. Si è quindi ripiegato su altri nomi, come Malick Fofana, Gittens o Leweling, trattati nelle ultime due o tre settimane. Alla fine, però, non è arrivato nessuno. È una grande mancanza: ho sempre detto che quel ruolo fosse fondamentale. Allo stesso tempo, la Roma ha fatto un grande mercato perché, rispetto alla passata stagione, ha qualcosa in meno a livello numerico, ma ha alzato molto la qualità tecnica. Se confrontiamo le sostituzioni dello scorso anno con quelle viste contro la Fiorentina o il Lecce, oggi la Roma non ha undici titolari, ma ne ha diciotto. Quando esce Dovbyk entra Castro; in difesa c’è Balerdi, un centrale esperto, classe 1999 ed ex capitano del Marsiglia. A centrocampo, al posto di El Aynaoui, che Gasperini non vedeva al cento per cento, è arrivato il suo capitano all’Atalanta. Se gioca Soulé, in panchina c’è Mora, o viceversa. La Roma ha inserito tanta qualità."

Quale acquisto ti incuriosisce maggiormente? Rodrigo Mora può essere una delle rivelazioni della stagione?
"Mi collego proprio all’ultimo nome che hai fatto, quello di Rodrigo Mora, perché si tratta di un investimento molto importante. La Roma sta versando i primi 25 milioni nelle casse del Porto per il 50% del cartellino, mentre l’altro 50% rimane per il momento di proprietà del club portoghese. Successivamente la Roma verserà altri 25 milioni e acquisirà il cento per cento del giocatore. È sicuramente il calciatore che in questo momento mi incuriosisce maggiormente, perché è un po’ un giocatore vecchio stampo: un trequartista puro, con il baricentro basso, che ama giocare nello stretto e tra le linee del centrocampo e della difesa avversaria. Per alcuni aspetti è molto simile a Paulo Dybala, ed è quello che ci auguriamo, perché Dybala lo conosciamo tutti. È però un classe 2007 e, a differenza di tanti altri giovani, ha già vinto trofei con il Porto, viene da due stagioni in prima squadra e da un’annata nella quale ha segnato dieci gol. È un ragazzo di 19 anni, ma possiede già esperienza anche in campo internazionale: questo è sicuramente un aspetto importante. Molto probabilmente la Roma partirà con Mora sul centrosinistra quando giocherà con due trequartisti alle spalle dell’unica punta, un modulo che verrà adottato contro le difese a tre. Contro le linee a quattro, invece, potrebbe esserci un solo trequartista alle spalle di due punte. Mora è comunque diverso dai profili trattati, come Greenwood, Nusa, Summerville, Leweling e Gittens: quelli sono giocatori che prediligono il fondo, l’uno contro uno e la possibilità di avere campo davanti. Mora è molto più bravo nello stretto e preferisce occupare la zona centrale. Non è il calciatore che parte con i piedi sulla linea laterale. È il giocatore che in questo momento mi incuriosisce più di tutti. Ha già segnato e questo rappresenta sicuramente un buon auspicio: speriamo che sia soltanto il primo gol di una lunga serie. Entrare in un contesto così rodato e importante, insieme a giocatori tanto forti, non può che fargli bene."

Questo mercato dimostra che la Roma vuole realmente insidiare Inter e Napoli nella corsa allo Scudetto?
"Dobbiamo considerare anche quello che è accaduto lo scorso anno. La Roma, tra mille difficoltà e soprattutto dopo una prima metà di stagione complicata, è arrivata al terzo posto. È stata brava a mantenere un rullino di marcia importante in campionato nonostante alcuni passi falsi e ad approfittare anche delle cadute di Juventus e Milan, riuscendo così a inserirsi nel gruppo delle prime quattro. Quest’anno forse parte con qualcosa in più. La Juventus va valutata con i nuovi giocatori: ha tolto Jonathan David e ha inserito Kolo Muani. Il Milan, invece, è un enorme punto interrogativo perché c’è Amorim ed è una squadra completamente nuova. Il Napoli ha mantenuto la grande solidità e la forza della rosa, ma naturalmente bisognerà valutare Allegri, nonostante sia uno dei tecnici più esperti e vincenti del campionato italiano. Sa come si fa. A livello di preparazione, secondo me Roma e Inter partono davanti a tutte esclusivamente per un discorso di continuità. Se guardiamo come ha giocato la Roma contro Fiorentina e Lecce, e se confermerà queste prestazioni anche sabato contro l’Atalanta, il merito è di Gasperini. La squadra è ripartita esattamente da dove aveva concluso la scorsa stagione, per idea tattica, preparazione atletica e solidità del nucleo. C’è stato anche lo spauracchio delle ultime ore, anzi la grande paura di poter cedere Manu Koné. Questo è stato forse l’unico vero neo vissuto durante la sessione estiva, ma per fortuna Koné è rimasto e continuerà a essere un giocatore della Roma. È una rosa che si è rinforzata, anche se non posso non considerare l’Inter favorita per la vittoria del campionato: è una squadra molto lunga e forte, con quasi tre interpreti diversi per ogni ruolo. Dopo aver acquistato anche Djed Spence e completato il trio britannico, è una squadra migliorata molto."