Futuro Conte, Biasin: "I dubbi sono alimentati dalla sua comunicazione"
Fabrizio Biasin, giornalista di Libero, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Perché Antonio Conte sostiene che i media non lo capiscono e che tutto nasce dal suo modo di fare?
"Io penso che in realtà sia un po' il suo atteggiamento che lo porta a essere tutte le volte tirato in ballo perché non dice mai poi fino in fondo quello che pensa. Nel caso specifico, noi sappiamo che lui ha ancora un anno di contratto, ma ha anche detto che prima dovrà parlare col suo patron, ha anche parlato ammiccando alla nazionale in qualche modo, poi dice però che non lo ha fatto e quindi questo suo modo di fare, se lo vogliamo, un po' equivoco per forza di cose poi porta tutti quanti a fare dei ragionamenti sul suo futuro. Se lui adesso dicesse banalmente ho un anno di contratto e voglio andare avanti non ci sarebbe nulla da aggiungere. Invece tutte le volte ci sono dei dubbi che sono alimentati dalla sua comunicazione."
Le dichiarazioni di Conte e questa tensione possono aver influito sul rendimento del Napoli nelle ultime partite?
"Allora, io posso immaginare che in un gruppo che comunque ha fatto un percorso importante, ha vinto lo Scudetto l'anno scorso e quest'anno ha combattuto quantomeno fino a un paio di settimane fa per conservare il titolo. L'idea di aver pareggiato a Parma e quindi in qualche maniera poi detto addio alla corsa verso il tricolore possa aver tolto quella tensione emotiva che poi ti permette di andare oltre un certo tipo di ostacoli. L'ultima partita è stata una partita gravemente insufficiente quella con la Lazio perché io penso che mentalmente la squadra e anche l'allenatore abbiano un po' staccato. Non voglio dire che sia normale e giusto perché poi tu comunque in qualche modo devi riuscire a mantenere alto il tuo livello però ce lo si poteva anche immaginare. Fino a quando c'è stata la possibilità di andare a prendere lo Scudetto il gruppo ha reso dal punto di vista nervoso, nel momento in cui ha perso quella possibilità e comunque si è garantito la sua qualificazione nella prossima Champions quindi c'è stato un crollo netto dal punto di vista della prestazione. Ovviamente mancando ancora cinque giornate non si può pensare che adesso tutti allora vadano in vacanza prematuramente, cioè comunque sia tu devi dare una risposta all'ambiente perché è un ambiente che ti è sempre stato vicino che ti ha sempre sorretto e quindi è indispensabile e importante che a partire dalla partita di venerdì con la Cremonese la squadra abbia una reazione."
Come vedi il futuro di Conte e il suo eventuale nervosismo?
"Il nervosismo fa un po' parte del personaggio, io sinceramente l'ho visto sereno. È la tensione che poi lo porta a essere anche il bravo allenatore che non riesce a vivere le cose del calcio con tranquillità. Questa cosa spesso esaspera un po' le situazioni al punto che è difficile immaginare Conte che riesce ad andare oltre le due stagioni in una piazza. Sarebbe una rarità vederlo anche l'anno prossimo sulla panchina del Napoli anche perché se lui quest'anno dovesse arrivare secondo, e lo ha detto la settimana scorsa, secondo è il primo dei perdenti, la prima cosa che farebbe una volta seduto al tavolo con De Laurentiis sarebbe pretendere ancora una volta un mercato di un certo tipo e io credo che De Laurentiis sarebbe anche disposto a concederlo ma a condizioni diverse. Cioè un conto è investire soldi ragionando sul futuro, altra cosa è prendere giocatori di 30-40 milioni e poi abbandonarli dopo tre mesi perché non sono funnalzioi a quella che era la tua idea iniziale. Questa cosa io non penso che De Laurentiis la voglia fare. Un conto è investire e pensare al futuro, altra cosa è prendere dei giocatori e liquidarli dopo tre mesi, cosa che è successa per esempio con Lucca o Lang. Questa cosa io non penso che De Laurentiis la voglia fare. E mettiamoci anche Beukema che a Bologna ha fatto vedere che aveva un certo tipo di valore invece quest'anno praticamente non l'abbiamo mai visto. Alla fine un patron come De Laurentiis si è sempre dimostrato molto attento, molto generoso sotto tutti i punti di vista però non si può pensare che possano esistere questo genere di situazioni perché poi gli allenatori passano ma gli ingaggi e gli investimenti restano e quindi non è tutto così semplice. Ma io ti dirò di più, anche a fronte di eventuali vittorie, anche se tu poi porti successi, trionfi eccetera, un certo tipo di effetti collaterali si possono reggere nel breve periodo, non possono esserlo in maniera costante perché altrimenti rischi poi di rovinare un meccanismo che funziona molto bene da anni e anni a Napoli. Le cose andavano benissimo anche prima di Antonio Conte, cioè la gestione di De Laurentiis è sempre stata illuminata: sì, ha sbagliato una stagione ma per il resto è sempre stato tutto fatto per bene, i conti sono sempre stati a posto, le plusvalenze sono arrivate, la squadra è sempre stata competitiva."
Dove si spiegano i 12 punti di distacco tra Inter e Napoli?
"Penso che quest'anno l'Inter, che pure ha avuto i suoi problemi negli scontri diretti, ci ricordiamo, però ha fatto una cosa che non è banale: vincere tutte le partite con le altre squadre. Ha fatto una marea di punti e una marea di gol perché se andiamo a vedere poi la differenza reti è una roba spaventosa, da quel punto di vista il distacco è ancora superiore. E quindi le altre squadre hanno provato a stare al ritmo, qualcuna ce l'ha fatta, qualcun'altra un po' meno, però a un certo punto è venuta fuori questa distanza dettata da un gruppo, l'Inter, ripeto, che sulle 38 giornate ha tenuto un ritmo quasi insostenibile per le altre. Nel Napoli mettiamoci gli infortuni di inizio stagione che sono stati tanti e tutti assieme, il fatto che Conte continua ad avere un problema con la gestione del doppio impegno settimanale perché ha un tipo di gestione che è un po' all'antica, cioè gli piace allenare sul campo, che non è una cosa brutta. Purtroppo nel 2026 gli allenatori sono diventati più gestori che allenatori e a volte togliere un allenamento invece che metterlo è un bene piuttosto che un male perché tu hai bisogno di garantire il riposo muscolare al tuo gruppo di lavoro. Questa cosa lui ha fatto fatica ad accettarla, credo che poi l'abbia compresa. Sappiamo che dopo la partita col Bologna tanti giocatori più o meno in maniera ufficiale hanno fatto intendere che un certo tipo di situazioni non erano sostenibili, però ci sono costate tanti punti perché quando perdi 4, 5, 6, 10 giocatori tutti assieme, alcuni molto forti, poi il risultato è che ti ritrovi con le risorse dimezzate."
Come spieghi l’exploit di Piotr Zielinski in questa stagione?
"La risposta è molto banale e semplice: così come ti ho detto, il Napoli negli ultimi 10-15 anni ha sbagliato una stagione e può capitare di sbagliare una stagione, così Zielinski da quando gioca a calcio ha sbagliato una stagione e può capitare che in un anno tu abbia qualche problema fisico, problemi magari di adattamento, per un motivo o per l'altro non riesci a performare ma poi i valori vengono fuori. Zielinski parla al suo curriculum. Ma poi se tu parli con Zielinski ti dice che quest'anno si è trovato bene ma non è che l'anno scorso non si trovava bene con Inzaghi, semplicemente l'anno scorso ha avuto tanti problemi fisici e tutta una serie di situazioni che lo hanno un po' tenuto da parte, però ripeto che fosse un giocatore superiore, un centrocampista di un certo tipo che ha una carriera ad altissimo livello."
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