Gazzetta, Malfitano: "Basta esperimenti, il Napoli deve puntare su Alisson"
Salvatore Malfitano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Cosa ha detto Napoli-Cremonese 4-0 sul momento degli azzurri?
"Sicuramente un buon segno, soprattutto sul piano dell'umore, perché comunque dopo il pareggio di Parma e la sconfitta con la Lazio, che hanno ovviamente dissolto le ultime residue speranze di agguantare lo scudetto, era importante dare un bel messaggio anche a tutta la città, ai tifosi. Devo dire che è stata una prestazione bella, un Napoli vivo, soprattutto nei suoi elementi migliori, e questo sicuramente lascia ben sperare per il futuro e lascia, secondo me, anche qualche spunto da un punto di vista tattico: l'assenza di Anguissa ha permesso a McTominay di arretrare in mediana e da lì lo scozzese è stato davvero un'arma in più per questo Napoli."
Anguissa farà parte del Napoli del futuro?
"Io ho l'impressione che sia ancora un po' presto per avere un quadro chiaro della situazione, perché ci sono troppe variabili che sono ancora da definire. La prima su tutte: Conte resta o non resta, ed eventualmente che allenatore arriva. Questo è il primo nodo da sciogliere per cercare di interpretare il mercato. Poi bisogna capire anche che tipo di offerta arriverà per il giocatore, perché se, come pare, l'interesse arriva dal Galatasaray, con cui il Napoli ha già chiuso con successo molte operazioni, e a quel punto se le parti fossero tutte d'accordo... Non dimentichiamoci che Anguissa ha un'età per cui non è più così futuribile: magari ha davanti a sé altri due o tre anni ad alto livello, però non è il momento di sottoporgli un rinnovo quinquennale. Se dovesse arrivare un'offerta congrua, che secondo me sui 10-15 milioni di euro ci si può serenamente aspettare, è un calciatore che può anche partire, perché il Napoli ha trovato una quadra anche senza di lui. Un po' in modo forzato, però alla fine tenere McTominay accanto a Lobotka dà al Napoli molta più imprevedibilità, un'attitudine offensiva sicuramente maggiore e ne guadagna soprattutto anche nella qualità sia nella fase di prima costruzione sia in quella di rifinitura più avanzata, caratteristiche che Anguissa magari non ha così tanto."
Lobotka può restare il perno del centrocampo?
"Questo è un discorso a parte, dovuto soprattutto alle caratteristiche molto più uniche di Lobotka, perché i registi, i centrocampisti che sappiano adattare i tempi di gioco in questo modo, non ce ne sono così tanti. È pur vero che Lobotka non è quel regista alla Pirlo, non è il calciatore che alza la testa, fa una sventagliata di 40 metri e mette il compagno in porta, però è un giocatore che sa toccare il pallone, sa dare ritmo alla squadra, ha un'intelligenza tattica tale per cui tutti i passaggi che compie sono funzionali. Sa fare un ottimo primo controllo che gli permette spesso di anticipare il tempo di gioco. Però c'è questo problema: anche per lui l'età è arrivata a un bivio in cui o gli viene fatto un rinnovo di due o tre stagioni oppure il giocatore deve essere ceduto in questo momento. Io ricordo anche le dichiarazioni dell'agente nei mesi passati che caldeggiava sempre la possibilità che partisse. Secondo me lui è molto più indiziato ad andare via, il problema sarà però trovare un calciatore che sappia sostituirlo oppure chiedere a De Bruyne di occupare quel tipo di posizione, che secondo me in questo momento, in questa fase della sua carriera, è un adattamento un po' forzato, però se c'è un calciatore che potrebbe adattarsi sicuramente a questo tipo di variazione, quello è De Bruyne."
La vicenda Lukaku può portare alla separazione?
"Io penso di sì, perché è un atteggiamento che per me non può esistere in una società. Lo dicevo già ai tempi di Osimhen, a cui venivano concesse delle libertà che secondo me imbarazzavano la società e la posizione di De Laurentiis: mi sembrava sempre costretto ad assecondare tutte le follie del giocatore perché poi l'avrebbe dovuto cedere e quindi meno confusione si sarebbe fatta intorno a lui e meglio sarebbe stato. Il discorso non mi sembra troppo diverso: come può un calciatore decidere arbitrariamente di restare in Belgio per continuare dei trattamenti medici senza l'autorizzazione della società? Siamo alla follia. Nel momento in cui il calciatore fa una cosa del genere, non voglio essere troppo duro, perché comunque Lukaku ha contribuito a uno scudetto, ha un ottimo rapporto con Conte e così via, però non mi sarei sorpreso se qualcuno avesse detto: allora non tornare proprio più a Napoli e intanto ci facciamo anche causa, perché non esiste questo modo di comportarsi. Secondo me, specialmente nel concetto di squadra, dove comunque un calciatore anche se non è disponibile è importante che partecipi a tutte le dinamiche del gruppo."
Come va gestito il reparto offensivo per il post-Lukaku?
"Secondo me stiamo andando un po' troppo oltre per un semplice motivo: dobbiamo prima capire come si definirà la situazione di Lukaku. È pur vero che per calciatori che arrivano a questo punto della carriera è anche facile negoziare la risoluzione del contratto e poi magari Lukaku andrà a svernare negli Stati Uniti, però poi ci sarà da capire la situazione di Lucca, perché rientrerà dal prestito al Nottingham Forest che non lo riscatterà, e a quel punto che cosa faremo? Potrà mai essere ceduto di nuovo in prestito? Questo è un calciatore che è stato pagato 35 milioni di euro. Prima di sconfessare così radicalmente quello che è stato l'operato di Manna, secondo me va capito se questo calciatore riesce a trovare posto nel Napoli, perché altrimenti veramente abbiamo buttato una barca di soldi. Dopo di che ci sarebbe poi anche Ambrosino, a cui secondo me andrebbe dato un po' di spazio, perché se gioca cinque minuti a partita, quando gli va bene, che cosa sapremo noi di questo giocatore? Niente. Allora il Napoli dovrà risolvere prima queste tre posizioni, Lukaku, Lucca e Ambrosino, dopodiché potrà ragionare su quale può essere un attaccante di backup da prendere per Højlund. Però siamo sempre lì: che tipo di spesa andiamo a fare? Che tipo di giocatore andiamo a prendere? Perché se andiamo di nuovo a prendere un giovane da rampa di lancio, pagarlo 40 milioni per fargli fare la panchina e poi mandarlo in prestito a gennaio è inutile. A quel punto è meglio proseguire con quelli che si hanno, oppure cercare un profilo diverso, già un po' più affermato."
Il caos arbitrale può allontanare i tifosi dal calcio?
"Io credo che questo processo sia già stato ampiamente messo in atto in passato, con delle scelte che hanno avuto poca futuribilità per il movimento in generale. Dobbiamo chiederci se oggi non riempiamo gli stadi dov'è il problema e perché invece vengono investiti soldi per trasmettere campionati minori esteri. Noi evidentemente abbiamo fatto molto per arrivare a questo punto: abbiamo impianti vecchi, un modo di gestire l'ordine pubblico e la sicurezza che è totalmente inadeguato rispetto all'importanza del nostro campionato e dell'Italia nello scacchiere del calcio mondiale. Detto questo, quello che sta succedendo merita un attimo di riflessione e soprattutto calma nel lanciarsi nei giudizi, perché non dobbiamo trascendere immediatamente nel colpevolismo: in questo momento Rocchi non è colpevole di nulla e, qualora questa indagine si dovesse risolvere in un nulla di fatto, va rispettato il fatto che quella persona sarà considerata innocente su tutta la linea. Quindi oggi non possiamo lasciarci andare a condanne. Ben vengano le indagini sul sistema, perché deve mantenersi sempre pulito. Certo è che, se fosse vero quello che sta emergendo, sarebbe triste, perché non si troverebbe più il modo di garantire la correttezza a uno sport del genere."
Il Napoli è davvero estraneo a certe dinamiche del sistema calcio?
"Ragazzi, per me bisogna essere anche molto onesti: quante volte abbiamo parlato delle vicende della Juventus e siamo stati contenti quando i bianconeri hanno ricevuto quel tipo di sanzione? Però dobbiamo essere onesti sul fatto che il Napoli verrà salvato dalla giustizia se non avrà conseguenze per quello che ha combinato con Osimhen quando l'ha preso dal Lille: quello è la stessa cosa, forse a livelli anche più alti per il valore attribuito a quei ragazzi coinvolti nella trattativa. Un po' tutte le squadre hanno i loro scheletri nell'armadio. Diciamo che il tifoso del Napoli tendenzialmente è un po' portato a non guardare il proprio orticello e a guardare quello altrui. Ci sono delle cose che non vanno bene nel sistema calcio e alcune le ha compiute anche il Napoli. Ci sono dei meccanismi che regolano il calcio e si trova il modo di aggirarli, ma chi li aggira non sta agendo in modo pulito, sta agendo in modo furbo. Bisogna capire quanto le società siano colluse con questo tipo di sistema: se ci fosse una collusione, sarebbe molto preoccupante, perché si sarebbe innestato un brutto male da estirpare nel minor tempo possibile."
Alisson Santos è un punto fermo per il futuro?
"Secondo me l'allenatore dovrebbe ragionare sul costruire la manovra offensiva intorno alla sua figura, perché è il migliore da questo punto di vista. È l'unico calciatore che dà imprevedibilità, è uno che si dimostra sempre all'altezza della situazione. Per me va assolutamente impiegato da titolare da ora fino alla fine del campionato. Non dobbiamo farci offuscare dal 4-0 alla Cremonese, che è una squadra che lotta per non retrocedere: per il Napoli è ordinaria amministrazione. Possiamo dire che McTominay in mediana ha giocato bene, che altri hanno fatto bene, ma soltanto Alisson è stato quello che ha spaccato la partita in più occasioni. È un calciatore che sta vivendo un ottimo periodo di forma, che ha avuto un impatto immediato sul calcio italiano, quindi è uno su cui puntare in assoluto. Ad oggi l'opzione migliore è riproporre McTominay in mediana accanto a Lobotka e proseguire con questo assetto, senza fare esperimenti. E poi, che che ne dica Conte, secondo o quarto posto fa differenza: il secondo è molto meglio, perché significherebbe arrivare dietro solo all'Inter, che quest'anno è stata superiore."
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