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Il Mattino, Monti: "Con Lucca si è rotto qualcosa! Lang? Paga il modulo..."

Il Mattino, Monti: "Con Lucca si è rotto qualcosa! Lang? Paga il modulo..."
Oggi alle 18:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Gianluca Monti, giornalista de Il Mattino, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Il Napoli ha fatto un mercato estivo coerente con la propria linea: allargare l’organico rispettando parametri economici ben precisi. Il Napoli spende tanto perché è una squadra da Champions, ma non può permettersi cartellini da 70-80 milioni. Ha preso giocatori che dovevano essere funzionali al progetto, poi in Italia abbiamo sempre questa enorme fretta di appiccicare etichette ai calciatori. Dire che è stato un mercato fallimentare mi sembra eccessivo. Si poteva fare meglio? Sì. Bocciarlo definitivamente? No".

Perché allora Lang e Lucca sono già in uscita dopo soli sei mesi?
"Lucca era partito con grandi aspettative. A Bergamo, contro l’Atalanta, sembrava potesse prendersi spazio importante. Era arrivato da poco, aveva segnato, aveva fatto vedere personalità. Poi qualcosa si è rotto. Probabilmente il ragazzo ha pagato la pressione e Conte ha perso fiducia in lui. Lang invece paga il sistema di gioco molto rigido del Napoli. Quando è subentrato non ha fatto male, ma è sempre stato visto più come un buon subentrante che come un titolare vero. Sei mesi sono pochi per bocciare definitivamente due giocatori, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato nel rapporto con l’allenatore".

Il dato sugli infortuni è impressionante: 153 partite saltate dagli azzurri. È solo sfortuna?
"Non può essere solo sfortuna. A questi livelli il monitoraggio è costante, la programmazione è scientifica, l’attenzione è massima. Pensare di accusare lo staff sanitario sarebbe assurdo, perché lo staff medico interviene quando il problema già esiste. Però è evidente che qualcosa non ha funzionato. Ci sono più fattori, una serie di concause. È stato un bug nel sistema di preparazione, nella gestione, nei carichi di lavoro. Cosa esattamente non ha funzionato non possiamo saperlo dall’esterno, ma è chiaro che non può essere solo una questione di destino avverso".

Sul mercato in entrata si parla di Daniele Maldini. Che profilo è?
"Maldini è un profilo interessante perché ha una duttilità che piace molto agli allenatori. Può giocare in tutti e tre i ruoli dell’attacco, può fare la seconda punta, il centravanti, l’esterno. Dal punto di vista economico non sarebbe un’operazione impossibile, soprattutto se entrano soldi dai prestiti di Lang e Lucca. È un giocatore di qualità, di cambio di passo, che non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Bisognerebbe capire perché finora non sia mai esploso davvero, ma il talento c’è".

Sterling invece rappresenterebbe una scelta molto diversa…
"Sterling è un profilo completamente differente, più caratterizzato nel ruolo di esterno puro. Parliamo di un giocatore che conosci, che ha una carriera enorme alle spalle. Oggi si cerca molto di pescare dalla Premier giocatori che lì vengono messi ai margini, perché spesso in Serie A fanno la differenza. Chi arriva dall’Inghilterra ha una mentalità e una struttura fisica diversa. È un altro mondo. Ma bisogna capire che tipo di Sterling arriverebbe e in che condizioni".

Guardando alla Champions, cosa deve fare il Napoli a Copenaghen?
"Deve vincere. Vincere e basta. Evitando altri infortuni e dando un segnale di presenza anche a livello internazionale. Il Napoli deve far valere la sua superiorità tecnica, nonostante le tante assenze. Non deve farsi prendere dal panico. Se il Napoli gioca da Napoli, a Copenaghen vince".

Lang potrebbe addirittura partire titolare: un gol cambierebbe il suo destino?
"Non sarebbe la prima volta che mercato e campo si intrecciano. Finché un giocatore è tuo, lo devi utilizzare se serve. Se può cambiare il giudizio definitivo non lo so, perché mi sembra che le valutazioni siano già abbastanza indirizzate, ma il Napoli non ha molte alternative e quindi deve anche sfruttare quello che ha a disposizione".