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L'editoriale di Forgione: "Conte e il club hanno bocciato il mercato estivo! Ora arrivano i 'colpi'..."

L'editoriale di Forgione: "Conte e il club hanno bocciato il mercato estivo! Ora arrivano i 'colpi'..."
Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Il Sassuolo ha qualche giocatore con un tasso superiore e una visione tattica che dovrebbe dare qualche garanzia in più sotto il profilo del gioco. Avevamo detto ieri che certe squadre arrivano con i crismi dell’allenatore ‘rivoluzionario’ e poi tanto non si vede, però il Sassuolo qualcosa in più dovrebbe darla, anche come spazi: in teoria qualche spazio in più lo dovrebbe concedere al Napoli. Resta comunque una partita da prendere con le pinze, perché ormai abbiamo capito che dal Verona in su sono tutte squadre che possono dare fastidio al Napoli".

Il Verona, dopo il pareggio al Maradona, ha fatto zero punti: quindi non era “merito” loro, ma demerito del Napoli?
"Esatto. I zero punti del Verona sono la dimostrazione che l’avversario del Napoli è il Napoli, non sono gli altri. Io non ci ho visto chissà quale catenaccio, né col Verona né col Parma: hanno fatto la loro partita rognosa, chiudendo gli spazi, con qualche fallo in più il Verona e qualcuno in meno il Parma. Ma è un Napoli che è mancato e sono emerse tutte le criticità: rotazioni, giocatori che Conte non prende in considerazione, altri che hanno deluso. E poi un mercato che è bloccato anche sulle piccole operazioni: non è un momento facile".

Quali sono, secondo te, i limiti più evidenti di questo Napoli?
"Ce li portiamo appresso da tempo e qua c’è da lavorare molto: il Napoli ha limiti oggettivi e non riesce a superarli. La mancanza di capacità di finalizzare calci di punizione e calci d’angolo è clamorosa. Faccio un esempio: se calcia Politano il corner da destra, nove volte su dieci la palla la prendono gli avversari. Qualcosa si era migliorato a sinistra con De Bruyne, ma De Bruyne è fuori e allora qualche angolo lo batte Elmas, però il risultato non cambia. Le punizioni idem: l’ultima punizione finalizzata, se non vado errato, è stata quella di Raspadori a Lecce. È una mancanza strutturale, come lo sono i tiri da fuori: non si tira, si continua a cincischiare anche quando c’è la possibilità di battere a rete, cercando sempre la manovra per aggirare l’avversario".

È un’indicazione dell’allenatore o una scelta dei calciatori?
"Certamente c’è un’impostazione del mister, su questo non c’è dubbio. Però io non credo che Conte precluda il tiro da fuori: ci deve essere anche la possibilità di scegliere quell’opzione quando c’è lo spiraglio. Molte volte, però, li vedo rinunciare: non voglio pensare che l’allenatore abbia bocciato totalmente le qualità balistiche dei suoi e non si fidi. Voglio pensare che Conte dia la possibilità di scegliere, ma sta di fatto che non accade quasi mai".

Un ascoltatore ci scrive: su Lucca ormai è tardi, con la testa è altrove e andava gestito prima. Sei d’accordo?
"Tardi o non tardi, se viene chiamato a scendere in campo io mi aspetto un comportamento da professionista. Sono pagati, strapagati, e il cartellino è stato strapagato: se va in campo non può essere indolente. Funziona così in tutti i lavori, anche nel calcio. Detto questo, metterlo al novantesimo è un segnale di disperazione, non di serenità: se hai bisogno di un attaccante lo metti almeno un quarto d’ora, fai forcing, alzi le palle, metti Hojlund e metti pure Lucca. Se lo butti dentro al novantesimo, che cosa pretendi? Non posso pensare che tiri fuori il colpo dal cilindro in una situazione così".

Domani Sassuolo e poi Copenaghen: Conte farà rotazioni o andrà avanti con “i suoi” anche al 50%?
"È una situazione critica, perché adesso non ti puoi più sbagliare: immaginate un altro pareggio, già quello basterebbe per far saltare il coperchio. E poi hai la partita di Champions ravvicinata, che è una sorta di finale: devi vincerla. Non vorrei stare nei panni dell’allenatore. Io credo che Conte proseguirà per la sua strada e sceglierà i calciatori che preferisce, anche se c’è l’incognita Neres: se non gioca ti costringe a scelte diverse, magari a rimettere Elmas con più minutaggio. Ma resta un rebus difficile, perché poi c’è Copenaghen e non finisce mai: Juventus e via dicendo, è un rotolone che non finisce".

A questo punto si può già parlare di bocciatura per alcuni acquisti estivi?
"La situazione è oggettiva: Lucca è già in discussione, Lang è in discussione, Marianucci gioca pochissimo. L’unico che sta rendendo è Hojlund, ma è arrivato per sostituire Lukaku, quindi non era una previsione iniziale: è stato un acquisto obbligato. Fondamentalmente quello che si è fatto ad agosto, in qualche modo, è già stato bocciato dallo stesso Conte e anche dalla società: ora bisogna ridurre i guai al minimo e cercare di recuperare i calciatori".

Che tipo di gennaio sarà allora?
"Il mercato di gennaio, quello vero, arriverà dagli infortunati: da Lukaku e speriamo presto da De Bruyne. Sono loro che fanno la differenza, non altri. Se prendi un profilo ‘di riempimento’, è una scommessa: magari ci metterà più verve di Lucca, ma non è quello che ti fa fare il salto di qualità. Il salto te lo fanno Lukaku e De Bruyne. È un mercato di riabilitazione più che di riparazione: non c’è riparazione, c’è riabilitazione. È un mercato in infermeria, ed è da lì che puoi ‘acquistare’ a costo zero".