L'ex arbitro Bonfrisco: "Su Vergara non è rigore, sue dichiarazioni ingenue"
Angelo Bonfrisco, ex arbitro intervenuto ai microfoni di “Bar di Tutto Napoli” su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video o in auto col DAB Campania.
In occasione del rigore concesso al Napoli, il giallo a Spinazzola è stato poi revocato. È corretto da regolamento?
"Dipende dalla motivazione del cartellino. Se il giallo è per condotta imprudente o antisportiva, resta. Se invece si tratta di SPA o DOGSO legato all’episodio poi rivisto al VAR, allora può essere revocato. In questo caso, essendo stata riconosciuta una trattenuta con successiva assegnazione del rigore, la rimozione è corretta. Se un giocatore protesta o si toglie la maglia, anche se il gol viene annullato, l’ammonizione resta. L’infrazione disciplinare è autonoma rispetto all’episodio tecnico».
Sul rigore assegnato al Genoa dopo revisione VAR, Vitinha inizia a cadere prima del contatto. Come va interpretata l’azione?
"Tutto nasce da un retropassaggio errato che coglie l’arbitro lontano dall’azione. È vero che Vitinha accentua la caduta, ma il punto fondamentale è un altro: chi arriva per primo sul pallone è l’attaccante. Il portiere interviene in ritardo e crea un ostacolo. Anche se c’è una leggera “strisciata”, resta fallo. Questa tipologia di contatto verrà sempre considerata da rigore, salvo simulazioni evidenti, che qui non ci sono".
Sul rigore conquistato da Vergara, corretto l’on-field review?
"Secondo me no. Non andava chiamata la review. Il contatto c’è, ma è lieve e non può essere paragonato a uno “step on foot”. Probabilmente dalla sala VAR è stata fatta questa valutazione. Massa, davanti al video, ha avuto difficoltà a mantenere la decisione iniziale e ne è uscito un pasticcio".
Vergara ha dichiarato: “Ho sentito il tocco e ho pensato: che gioia”. Rischia di essere etichettato come uno che si lascia cadere facilmente?
"Credo sia stata un’affermazione ingenua. Si riferiva alla gioia di aver ottenuto un rigore al 94’, non certo ad aver “fregato” l’arbitro. Sarebbe stato autolesionista dirlo. Gli arbitri non devono essere prevenuti: devono giudicare l’episodio, non il nome del calciatore. È chiaro però che inconsciamente un’attenzione in più può scattare".
Gasperini parla di ex arbitri negli staff che insegnano a “rubacchiare” falli e cartellini. Che ruolo hanno davvero?
"Non credo che serva insegnare ai giocatori a simulare, lo fanno già benissimo. Gli ex arbitri negli staff hanno funzioni organizzative e regolamentari: accoglienza degli arbitri, gestione dei cambi, consulenza sulle regole. Spesso anche gli addetti ai lavori non conoscono bene il regolamento. In Serie C, ad esempio, diventano fondamentali per gestire la chiamata del challenger".
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