Pazienza: "Vergara ora ha testa leggera. Senza infortuni c'era una differenza"
Michele Pazienza, ex centrocampista del Napoli, oggi allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Che differenza c’è tra Anguissa e Koné?
"Sono due giocatori importanti per entrambe le squadre, funzionali al gioco e alla strategia dei rispettivi allenatori. Non mi piacciono i paragoni, li trovo scomodi. Anguissa è più fisico, ha caratteristiche diverse; Koné è più dinamico e più portato all’inserimento. Sono entrambi importanti, ma visto che non ci saranno eviterei confronti e mi concentrerei su chi scenderà in campo domenica."
Che cosa pensa dell’esplosione di Vergara?
"Vergara sta facendo vedere qualità e potenzialità importanti. Sta sfruttando l’assenza di altri giocatori, ma non lo vedo come un aspetto negativo. Anzi, può essere un vantaggio: da giovane ha bisogno di leggerezza mentale per esprimersi. Se avesse giocato con tutti disponibili, avrebbe sentito il peso di dover dimostrare di essere più forte di chi sostituiva. Così può crescere con maggiore serenità in una piazza importante come Napoli."
Quanto è importante il ruolo dell’allenatore in uno spogliatoio, soprattutto in una squadra colpita dagli infortuni?
"Il ruolo dell’allenatore è determinante soprattutto nella gestione dell’equilibrio dello spogliatoio. Non deve intervenire solo quando c’è un problema, ma lavorare prima che il problema si presenti. Dal punto di vista tattico e tecnico deve indicare la strada, ma nella gestione delle dinamiche interne diventa fondamentale. In un momento con tanti infortunati, l’allenatore deve aver già fatto sentire tutti importanti fin dall’inizio della stagione."
Che atmosfera si respira in una sfida come Napoli-Roma?
"È una partita molto sentita dai tifosi napoletani. L’importanza non la percepisci solo il giorno della gara, ma già dal primo giorno della settimana di preparazione. È una di quelle partite che vuoi vivere, che ti dà adrenalina e ti spinge a fare una grande prestazione. Poi, poco prima del fischio d’inizio, diventa una gara come le altre, da affrontare al massimo secondo la strategia preparata."
Cosa pensa del VAR a chiamata rispetto al VAR attuale?
"Se il VAR deve esserci, preferisco quello attuale. La chiamata responsabilizza i giocatori su decisioni che non sono abituati a prendere. Gli arbitri sono preparati per valutare certi episodi. Io alleno i miei giocatori a fare scelte di gioco, non a decidere se un episodio debba essere rivisto al VAR. Ognuno deve rispettare il proprio ruolo."
Che tipo di confronto sarà tra Conte e Gasperini?
"Sarà una sfida tra due allenatori di grande competenza e passione. Gasperini ha fatto un lavoro straordinario all’Atalanta e lo sta facendo anche alla Roma, che oggi è a pochi punti dalla vetta e ha un’identità precisa. Sarà una partita bella da vedere, non solo per il risultato ma per intensità, ritmo e qualità del gioco."
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