Petino: "Mercato estivo sbagliato al 50%! Alisson? Ha fatto solo 20 minuti..."
Pierpaolo Petino, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Credo che De Bruyne sia stata una scommessa già in estate, per età, condizioni fisiche e per il cambio di realtà. Con un infortunio così grave alle spalle, oggi è un’incognita capire se e come potrà tornare sui suoi standard. Penso che il Napoli non punti più su di lui per il futuro. Le vie del calcio sono strane, certo: basta pensare a Modrić al Milan, dato per finito e invece sempre centrale. Ma allo stato attuale, senza certezze fisiche, è difficile immaginare una continuità”.
Quanto peserà il parere di Antonio Conte su queste scelte? Conte resterà anche l’anno prossimo?
“Dal punto di vista del presidente Aurelio De Laurentiis, credo che Antonio Conte resterà l’allenatore del Napoli. Non dimentichiamo cosa è successo dopo lo scudetto: De Laurentiis ha fatto di tutto per trattenerlo. Molto dipenderà da come si chiuderà la stagione e dalla posizione finale in classifica. È la prima volta che Conte, in Italia, non compete davvero per il primo posto. Lui dà indicazioni di massima, non sceglie il singolo calciatore: e questo ha messo sotto osservazione anche lo scouting”.
Conte è stato critico su mercato e settore giovanile…
“Sì, ha detto cose importanti e delicate: non ha mai nascosto i limiti del settore giovanile e alcune criticità di mercato. Il suo è un ingaggio pesante, non secondario, e unisce un grande stipendio al fascino di allenare una piazza come Napoli. È una strategia chiara di De Laurentiis: affidarsi a tecnici di grande pedigree. Conte, come prima Benitez, Ancelotti e Spalletti, è anche il volto e la voce del club”.
L’infortunio di Rrahmani pesa sugli equilibri?
“Moltissimo. È un giocatore strategico per Conte. La sfida con l’Atalanta arriva in un momento delicato: un’Atalanta meno ‘garibaldina’ rispetto al passato, ma più equilibrata con Palladino. Sarà una prova importante, soprattutto per capire lo stato mentale e fisico del Napoli”.
Emergenza infortuni: è solo sfortuna o c’è qualcosa che non torna?
“Facciamo un ragionamento per assurdo: non è colpa della preparazione. Ma allora mi chiedo: che vantaggio ha dato? Il Napoli non corre più degli altri. Dal 60’-70’ spesso va in difficoltà. Qualcosa non ha funzionato. È vero anche che il mercato estivo non è stato fatto benissimo: su circa 200 milioni spesi, il 40-50% non ha reso. Se compri Lucca e Lang e poi li rivendi a gennaio, vuol dire che qualcosa è andato storto. Può succedere in una stagione disgraziata”.
A proposito di giovani: che impressione ti ha fatto Alisson Santos?
“Bisogna essere laici nei giudizi. Alisson Santos ha qualità esplosive, grande velocità, ma ha giocato 20 minuti ad alta intensità: troppo poco per un giudizio definitivo. Non significa che possa reggere 90 minuti così. Però l’impatto emotivo è stato ottimo: al Maradona non è facile. Ha mostrato personalità e incoscienza positiva. Giudizio sospeso, ma segnali interessanti”.
Chiudiamo con le trasferte vietate: che idea ti sei fatto?
“È una cosa terribile privare i tifosi veri della possibilità di seguire la squadra. Capisco i problemi di ordine pubblico, ma si finisce per punire tutti per colpa di pochi. In Inghilterra il problema hooligan è stato risolto con decisione; in Italia no. Il calcio senza tifosi non è niente: lo abbiamo visto nel periodo del Covid. Il boato dello stadio è parte integrante di questo sport. È una sconfitta per tutti”.
Quanto contano i tifosi per il Napoli?
“Contano tantissimo. Contro la Roma, a un certo punto, la spinta del Maradona è stata decisiva per rimettere in piedi la partita. I tifosi del Napoli sono un valore aggiunto enorme”.
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