Quelli che in panchina sussurrano: “Siamo da scudetto”

27.10.2020 17:27 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
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Quelli che in panchina sussurrano: “Siamo da scudetto”

(di Arturo Minervini) - Sussurrare. Non perché si abbia paura di dirlo ad alta voce, semplicemente perché certi desideri se li lasci andare troppi in giro, rischiano di perdere il vigore con cui sono stati originariamente partoriti. Fa così il Napoli, non ha voglia di fare proclami, perché finisce che poi ti fai troppi nemici. E i nemici, nel calcio, sanno bene dove e come colpire, la storia recente ce lo ha insegnato in maniera quasi crudele.

Sono numeri interessanti quelli del Napoli che viaggia (sul campo) a punteggio pieno, altro che tavolini e penalizzazioni. Quattro su quattro, sempre dominando, subendo poche reti (due appena) una delle quali a gara già bella che messa in cassaforte (contro l’Atalanta). Più dei numeri, però, quello che potrebbe davvero permettere a questa squadra di fantasticare su sogni tricolore, è l’atteggiamento e la profondità della rosa.

Le gare affrontate sino a questo punto sono state diverse. Un brutto primo tempo a Parma, l’ansia della sfida al Genoa per motivi extracalcistici, la sconvolgente prima frazione con l’Atalanta e la rimonta di Benevento. Tratti peculiari che raccontano di una squadra polifunzionale, profili scolpiti di un gruppo che può attingere a risorse sempre nuove.

C’è spazio per tutti, perché tutti hanno la forza di ritagliarselo. È una rosa così profonda da permettere a Gattuso di far spesso bella figura, perché con la gente che inizia la gara in panchina è facile indovinare i cambi. Decisivi gli innesti di Politano e Petagna nella sfida del Vigorito, così come lo era stato Osimhen a Parma. È questa forse la grande differenza rispetto al passato, un organico che poche volte è apparso così completo e aderente alle idee tattiche dell’allenatore. Insomma, se il Napoli vuol provare davvero a lottare per lo scudetto, esiste una sola via: passare per quelli che sono in panchina. Sono proprio loro a sussurrarlo, che questa volta ci si può provare senza rischiare di arrivare col fiato corto al traguardo.