FOCUS - Così Gattuso ha disinnescato la Juve e punito la presunzione di Sarri. Ma ora arrivano le 'piccole'

28.01.2020 20:23 di Antonio Gaito Twitter:    Vedi letture
FOCUS - Così Gattuso ha disinnescato la Juve e punito la presunzione di Sarri. Ma ora arrivano le 'piccole'

Il Napoli è tornato alla vittoria interna in campionato, pochi giorni dopo aver eliminato la Lazio, battendo la capolista Juventus proprio in quello che sembrava il suo momento migliore. Gli azzurri hanno ritrovato condizione e lo spirito giusto, ma guai a spiegare solo con queste componenti una prova che tatticamente ha disinnescato il super-attacco (e non solo) della Juventus.

NIENTE PRESSING - Il Napoli ha applicato quanto visto con la Lazio ed anticipato da Gattuso in conferenza: niente pressing ultra-offensivo, che non ha pagato finora portando il Napoli solo a scoprirsi e prestare il fianco alle ripartenze. In primis chiusura degli spazi, per poi puntare a palleggiare invece con qualità dal basso, col portiere, per aprirsi il campo e provare a sorprendere l'avversario. Emblematiche le parole di Gattuso, in risposta a chi parla di bel gioco e non di efficacia dello stesso: "Noi non facciamo palleggio per divertire o tenere il possesso, ma dal basso per aprirci il campo e giocare i 5 contro 5". Ed il Napoli l'ha fatto benissimo, nonostante Meret (discusso dallo stesso tecnico nel gioco con i piedi) e la mancanza di Koulibaly e Maksimovic che sono quelli con i piedi più educati: quattro addirittura gli azzurri in area, i due centrali e due centrocampisti con i due terzini aperti (come testimonia la foto a fondo articolo).

USCITA DIFENSIVA - L'aver schierato insieme Dybala, Higuain e Ronaldo da parte di Sarri, ha favorito l'uscita dal basso del Napoli, probabilmente snobbato nei meccanismi in uscita per l'insediamento piuttosto recente di Gattuso. La Juve ha pressato chiaramente alto, con i due attaccanti sui due centrali ma facendo i conti col poco sacrificio di Ronaldo, spesso a metà strada tra Manolas e Hysaj. Dybala su Demme per oscurarlo, Pjanic in aiuto sul lato forte, ma i problemi la Juve li ha incontrati con le mezzali: Bentancur alto su Mario Rui, ma spesso mollato per assorbire Insigne (e non lasciare Cuadrado solo nell'uno contro uno) e Matuidi invece condizionato da Ronaldo, costretto ad alzarsi su Hysaj lasciando libero Fabian o a restare in mezzo ai due. Una volta elusa la pressione, il Napoli ha sfruttato diverse scalate sbagliate della Juve tra chi accorciava e chi invece si compattava (ancorati ancora probabilmente a quanto accadeva con Allegri). Il primo gol infatti nasce da un tiro di Insigne - in un 4 contro 6 facile da assorbire - con la linea juventina che indietreggia di reparto ma con la palla scoperta.

DISINNESCARE LA JUVE - Le due linee molto strette del Napoli hanno tolto ogni spazio a Higuain e Dybala (seguito a uomo da Demme) e la scelta di Gattuso è stata netta: tantissima densità centrale (con i tre centrocampisti vicinissimi e i due attaccanti esterni come quinti di centrocampo), costringendo la Juve alle corsie esterne, ma essendo priva di esterni d'attacco ha prodotto solo cross sterili e facili per Manolas. Sincronizzati i movimenti dei due centrali e Demme, al punto che tra loro mai Dybala e Higuain sono riusciti a gestire un pallone, se non spalle alla porta e solo per rimandarlo indietro nel traffico. La Juventus così non ha mai trovato velocità (la prova è che nonostante 4 minuti in più di possesso, ha chiuso con meno passaggi del Napoli) e Sarri nella ripresa ha provato ad allargare Dybala a destra, passando al 4-3-3, poi sostituito da un esterno vero come Douglas Costa per l'ampiezza e infine Bernardeschi per Matuidi - ma senza sensibili miglioramenti col pallone. Senza palla invece la Juve ha perso ogni certezza: Rabiot è risultato sempre in ritardo, Douglas Costa fuori da ogni sacrificio difensivo e quindi Insigne a quel punto sempre in uno contro uno con Cuadrado e Zielinski senza più copertura.

VERIFICA MEDIO-PICCOLE - Il Napoli di Gattuso ha ormai la quadratura per queste gare (probabilmente col Barça proverà a fare lo stesso), riuscendo finora ad assorbire anche le squadre più prolifiche della serie A. Cresce (come Meret) nell'uscita dal basso che può considerarsi il vero regista del Napoli per creare occasioni (ma si può fare molto meglio come produzione), ma Gattuso è atteso da verifiche importanti contro le medio-piccole che non alzeranno la pressione nè in alto né in mediana e restando nella loro metà campo imporranno al Napoli di prendere dominio del campo, alzare il baricentro ed esporsi alle ripartenze. Serviranno conferme sulle marcature preventive, ed in questo senso sarà prezioso ugualmente uno come Demme, ma bisognerà aggiungere meccanismi (e forse anche uomini) ulteriori. Già con la Sampdoria di Ranieri, remissiva nell'ultima col Sassuolo anche con l'uomo in più, conterà avere maggiore qualità e velocità sulle catene esterne: se da un lato Insigne può sacrificarsi meno e far valere le doti offensive, dall'altro tiro e dribbling di Politano o la velocità di Lozano potrebbero essere armi migliori rispetto alla profondità di Callejon, più difficile da innescare a difesa schierata. Proprio le caratteristiche difensive del prossimo avversario ci mostreranno a che punto è l'altra faccia del Napoli dal punto di vista tattico.