La storia di quella 'pippa di Lozano' non ci ha insegnato nulla

Bollare come ‘bidone’ un ragazzo del ’98, con quel tipo di potenzialità, è la conferma di una debolezza umana: l’incapacità di sbagliare dagli errori del passato
08.02.2021 14:55 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
La storia di quella 'pippa di Lozano' non ci ha insegnato nulla

(di Arturo Minervini) - Il nuovo Edu Vargas. In molti si erano divertiti nel paragone, per strappare qualche click e qualche like, cacciatori di dopamina per nutrire l’autostima. Lozano era diventato il carneade da massacrare, bollare come bidone dopo una mezza stagione vissuta tra ammutinamenti, inserimenti fuori ruoli e l’improvviso lockdown nazionale che aveva paralizzato anche il calcio.

La conclusione a cui erano giunti in tanti, e non solo tifosi che affollano i bar, era abbastanza ineluttabile: Lozano era semplicemente una pippa ed il Napoli avrebbe fatto bene ad investire i 42 milioni versati nelle casse del Psv in cripto-valuta. 

Il tempo è però un grande sceneggiatore e sa scrivere finali sempre a sorpresa. Chi poteva vederlo con regolarità in allenamento non aveva dubbi: Hirving prima o poi spacca. Ed il poi non si è lasciato attende più di tanto, perché in questa stagione il messicano si è rivelato come uno degli esterni d’attacco più immarcabili del nostro campionato.

La storia è ciclica e con Osimhen in molti stanno intraprendendo la stessa strada imboccata lo scorso anno con Lozano. Critiche, sentenze, giudizi definitivi verso un calciatore che prima dell’infortunio aveva anche fatto vedere già ottimi spunti. Bollare come ‘bidone’ un ragazzo del ’98, con quel tipo di potenzialità, è la conferma di una debolezza umana: l’incapacità di sbagliare dagli errori del passato. Così con Lozano, ora con Osimhen.