Ma voi cosa avete capito di Lozano?

Hirving Lozano sempre in bilico per il futuro: l'acquisto più oneroso della storia del Napoli al centro di tante voci di mercato
07.04.2020 17:57 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ma voi cosa avete capito di Lozano?

(di Arturo Minervini) - Uno che di come girava il mondo ne aveva capito qualcosa, tale Leonardo nato a Vinci, diceva che non si può amare o odiare qualcosa se prima non si ha sviluppato su di essa una profonda conoscenza. In effetti, ogni sentimento nasce dalla conoscenza, dall’analisi, dall’osservazione di comportamenti, gesti, movimenti. Nel calcio, però, certe volte si cerca di fuggire da questa regola, affidandosi all’istinto primordiale, all’emotività, al desiderio atavico di emettere giudizi immediati. 

Con Hirving Lozano è accaduto più o meno questo, quando si era già pronto ad idolatrarlo come un totem indiano dopo i primi 23 minuti giocati in maglia azzurra: tanto gli era bastato per segnare sul campo della Juventus nella sua gara di esordio. Sembrava amore a prima vista, ma in realtà nessuno ci aveva perso troppo tempo. Nessuno si era soffermato sul soggetto nel tentativo di capire bene cosa fosse, dove andasse collocato, in che ruolo avrebbe potuto rendere al meglio.

No, il messicano aveva segnato quindi andava bene così. Un equivoco che Carlo Ancelotti ha reiterato nelle gare successive, intestardendosi nel farlo giocare da punta centrale. Così, dal colpo di fulmine si è passato alla fase due che ogni amore a prima vista vive: lo studio approfondito dei difetti. Così Hirving ha iniziato a sembrarci meno bello, meno veloce in campo aperto, incapace di incidere a fondo nel corso di una partita. 

Abbiamo forse continuato a non capire, o meglio a non volerlo fare. Non abbiamo capito che quello messo lì era un pesce fuor d’acqua, catapultato in una dimensione che non era sua. Così Lozano ha iniziato la regressione, qualche lampo qua e là ed una fase involutiva acuita dalle difficoltà di tutta la squadra. 

Finito ai margini, giocando appena qualche scampolo di gara nella posizione di campo che aveva sempre occupato prima. Con Gattuso, poi, l’oblio. Ed un giudizio tranciante, quasi senza appello. Perché siamo fatti così. Perché non ci sforziamo di comprendere le cose che ci fanno appassionare. Ci lasciamo guidare dal momento, senza valutare il contesto e tutto il resto. Che Lozano abbia deluso, nel senso più intenso del termine, è chiaro. Perché enormi erano le aspettative. Che però, di Lozano ancora non abbiamo capito molto, su che tipo di calciatore sia e possa essere, credo si possa almeno discutere. Amarlo o odiarlo presupporrebbe aver costruito su di lui una approfondita conoscenza tecnica, tattica, psicologica. Cosa che, per tantissimi motivi, non è ancora accaduta in questi primi mesi napoletani.