RILEGGI LIVE - Gattuso: "Allan non s'è allenato bene, resta a casa! Nessun catenaccio, 46% possesso. A Cagliari sarà dura, su Lozano e Llorente..."

L'appuntamento è per quest'oggi, ore 14:30, dalla sala stampa del Training Center di Castel Volturno.
15.02.2020 15:12 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
RILEGGI LIVE - Gattuso: "Allan non s'è allenato bene, resta a casa! Nessun catenaccio, 46% possesso. A Cagliari sarà dura, su Lozano e Llorente..."

Prima del match di Coppa Italia con l'Inter Gennaro Gattuso non ha parlato, ma alla vigilia della trasferta di campionato con il Cagliari l'allenatore azzurro interverrà nella consueta conferenza stampa pre-partita. L'appuntamento è per quest'oggi, ore 14:30, dalla sala stampa del Training Center di Castel Volturno. Come al solito, potrete seguire la conferenza con la diretta testuale di Tuttonapoli.net.

14.25 - La conferenza stampa slitterà di un quarto d'ora.

14.40 - Inizia la conferenza stampa. Il tecnico anticipa che Allan, Milik, Lozano e Koulibaly non verranno convocati: "Milik ha un'infiammazione al ginocchio, Lozano ha una contrattura all'adduttore, Allan non è convocato perché non si è allenato come piace a me. Ha fatto delle gran camminate e quindi è giusto e che resti a casa. Koulibaly non è al cento per cento".

Insigne e Ghoulam? "Se non ho detto niente, significa che sono convocati". 

Fuori Allan dai convocati, è la prima notizia di giornata? "Nessuna polemica, non s'è allenato come voglio io e se ne sta a casa. Domani è un altro giorno, senza rancore, quando torneremo dalla trasferta se si allenerà come dico io verrà convocato altrimenti no e resterà di nuovo a casa".

Sulle ultime prestazioni: "C'è tanto lavoro, si dorme poco, guardiamo le partite ed anche noi facciamo fatica a spiegarci perché ci manca continuità. Dobbiamo interpretare le gare in un certo modo, senza dimenticare che dobbiamo mettere in campo quello che facciamo, non ognuno a modo suo".

Si parla ancora di Champions, di obiettivi. La gara di domani deve dare un segnale di continuità? "Noi non abbiamo bisogno di trovare stimoli, dobbiamo fare 40 punti oggi. Non pensare che siamo fuori dall'Europa, ma di muovere la classifica. Sento dire che mancano gli stimoli perché non siamo in Champions, qui siamo in una zona pericolosa e dobbiamo crescere mentalmente. Bisogna giocare di squadra, senza snobbare nessuno, in tante partite siamo andati in difficoltà. Ci può stare un momento di sofferenza, anche l'ultima nei primi dieci minuti abbiamo sbagliati di tutto. Poi catenaccio o non catenaccio, a San Siro abbiamo fatto 46% di possesso, non c'è stato nessun catenaccio ma abbiamo giocato in modo organizzato, da squadra".

Le decisioni sui convocati dipendono dal fatto che non sono concessi più sconti? "Lo dissi: quando si chiuderà il mercato bisognerà pensare al Napoli 24 ore al giorno. Io non posso gestire un giocatore (Allan, ndr), ma una squadra e non possono non essere coerente! Bisogna pedalare".

Nelle tue esperienze passate eri tra le migliori difese. "Anche l'anno scorso facemmo tante gare senza subire gol. Nel calcio ci sono due fasi, possiamo discutere della pressione, l'errore mio più grande quando sono arrivato è di provare subito una pressione ultra-offensiva ma la squadra non sopportava questa situazione e ci siamo messi più dietro. Oggi dobbiamo essere compatti, dare modo alla difesa di salire, poi quando abbiamo palla c'è qualità, ma senza palla spesso ci allunghiamo e col Lecce perdevamo la prima palla, non la seconda".

Sul VAR: "io sono sempre stato favorevole. Il calcio è cambiato, parlano tutti, deve parlare anche l'arbitro e spiegare cosa ha visto. Bisogna credere alla buona fede, poi qualche arbitro giovane si mette in difficoltà da solo. Ma l'arbitro deve dare spiegazioni".

Koulibaly non è ancora al 100%, gli altri? "Stanno tutti bene gli altri difensori".

Su Mertens: "Dissi tanta roba perché ci fece respirare in tante palle mezze e mezze. E' uno che vede la porta, lega il gioco, è furbo, si sa muovere, mi piace molto e senza di lui abbiamo perso tanto. Può fare tutto, esterno, centravanti, ha grande tecnica e furbizia".

Che valutazioni fai sui giocatori rientrati e che fanno tre partite tipo Maksimovic o altri che giocano sempre come Di Lorenzo? "Diedi tre giorni a Manolas (per la nascita del figlio, ndr), ha perso due giorni d'allenamento, ma quando la squadra si allena sempre al massimo e uno non si allena poi non è facile fare delle scelte. La squadra funzionava, Koulibaly e Maksimovic si allenavano bene, ma so anche io che ho fatto degli errori, ma non volevo perdere credibilità di fronte alla squadra. Poi ci sta la difficoltà quando sei fermo da tempo, ma bisogna dargli minutaggio altrimenti poi è difficile". 

Per le caratteristiche dell'avversario è un'altra gara trappola? "Il loro gioco ci dà fastidio, la buttano lì, poi crossano e hanno 3-4 giocatori in area, quando la perdono poi vengono subito forte, è tipo come con la Sampdoria, palleggiano meno del Lecce, lo stadio è difficile, la palla non esce mai e servirà una gara attenta di testa". 

Ha mai allenato una squadra così bipolare? "Non lo so, la squadra è forte, fa tutto a mille all'ora, non mi danno modo di farmi sbroccare negli allenamenti, poi rimango anche io sorpreso. Mi sveglio con gli incubi perché a volte manca una spiegazione. Non dobbiamo pensare di essere più forti di Lecce o Cagliari, ogni gara ha la sua storia, non dobbiamo stare lì con la sensazione negli ultimi 20 metri di prendere gol, stiamo lì come a Milano e non è successo niente se ti aiuti e fai le cose bene".

Ti ha sorpreso Elmas? "Non mi ha sorpreso. Mi ha sorpreso la tecnica, come tratta il pallone, la forza no perché si era vista subito. Regala ancora qualcosa, ma è uno molto forte, 21 anni, ha la testa da calciatore, ha voglia, ascolta, è un po' permaloso, ma l'importante è che tiene su la testa quando sbaglia". 

La strada da seguire è quello di un Napoli operaio? "A me piacerebbe una pressione ultra-offensivo, la gamba per coprire tutto il campo, fare gare a campo aperto e giocarsela con la consapevolezza che non si rischia nulla, la strada che dobbiamo percorrere è questa perché l'altra non ci porta da nessuna parte".

Maran vuole la svolta col Napoli. "Noi dobbiamo pensare a noi, che sarà una partita non difficile, ma di più, contro una squadra che ci può mettere in difficoltà. Dobbiamo dare continuità a quanto fatto a Milano, voglio vedere la prestazione, come teniamo il campo, come siamo disposti alla sofferenza".

Sull'importanza di Demme: "Sì, ma lo è anche Lobotka, gli manca un po' di condizione. Abbiamo due vertici bassi, Demme in questo momento fa tanti km, ci dà equilibrio senza palla, è importantissimo per noi, ma mi aspetto tanto anche da Lobotka e dobbiamo dargli più minutaggio".

Ha parlato di stimoli, il Cagliari considera il Napoli la gara dell'anno, della vita, il tifo sarà uno stimolo in più? "Nessun stimolo in più, lo stimolo è vedere la nostra classifica, i tifosi non giocano, tre giorni fa c'erano 60mila tifosi a San Siro, bisogna giocare una grande gara a livello mentale. I tifosi dopo 15 minuti non li senti più".

Il tuo Napoli del presente e del futuro riparte da Insigne, Mertens e Callejon? "Non lo so, ho giocatori forti davanti, decido partita per partita. Io credo che sto dando poco spazio a Lozano, è vero, ma nessuno parla di Llorente che è un grande professionista, sempre a disposizione, meriterebbe molto di più ma parlate solo di Lozano perché è costato 50mln. Io le cose non le faccio per antipatia, ma per scelte funzionali al gioco ed ho il dovere di far esprimere tutti al massimo, poi vengo massacrato ma lo faccio in buona fede. In Messico mi stanno massacrando, mi hanno dichiarato guerra, pazienza, non ci andrò più, ma devo pensare al bene della squadra, mi dispiace per Lozano ma per tutti perchè sono giocatori fortissimi, ma davanti abbiamo tanta qualità".

15.04 - Termina la conferenza stampa